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Taxisti a Orio Tutti “stranieri” a Bergamo si perdono

Pubblichiamo la protesta di un lettore riguardo la situazione dei taxi all’aeroporto di Orio al Serio: la mancanza di taxisti bergamaschi che spesso costringe i clienti a fare da navigatore, l’attitudine a non servire il cliente e qualche episodio spiacevole sono alla base della denuncia.

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Pubblichiamo la protesta di un lettore riguardo la situazione dei taxi all’aeroporto di Orio al Serio: la mancanza di taxisti bergamaschi che spesso costringe i clienti a fare da navigatore, l’attitudine a non servire il cliente e qualche episodio spiacevole sono alla base della denuncia.

L’immagine di una città, per chi viaggia, la si coglie talvolta già all’arrivo in aeroporto quando si prende un taxi: non sono rare infatti le occasioni in cui salendo su di un taxi a Roma, a Londra, a Barcellona, a Palermo etc… si scambiano due battute fra cliente e taxista sul tempo, sugli eventi, sulla ricerca di un consiglio per un ristorante… In questi casi, un servizio gentile e appropriato vuol dire molto soprattutto per chi, tutte le settimane, viaggia in aereo anche con non poca fatica sulle spalle.

A Bergamo, quando arrivi in aeroporto e prendi un taxi, non trovi mai taxisti bergamaschi: questo non sarebbe un problema di suo a parte il dover fare sempre da navigatore umano alla pletora di taxisti che vengono da fuori provincia (fondamentalmente da Milano). La cosa più antipatica è la perenne attitudine a non servire il cliente, che immediatamente rinasce quando si incappa in un raro taxi effettivamente bergamasco. Gli extra provinciali infatti sono ormai soliti appartarsi al bar, giocare a carte, fare gruppo a parte e non curarsi di chi deve prendere un taxi e magari caricare una o più valigie.

Poco male si potrebbe dire, ma questa sera (20.6.12 ore 20:00) rientrando a Bergamo con un volo da Barcellona ho avuto l’effettiva conferma di queste attitudini poco orientate al cliente. Dopo alcuni minuti i taxisti in attesa, intenti a giocare a carte, si sono degnati di indirizzarmi verso il taxi da prendere per andare in direzione Borgo Palazzo. Il taxista, tale sig. L. di Milano (Audi A4 bianca, senza alcun numero di licenza visibile) apre il bagagliaio per depositare il mio bagaglio e con (finta?) sorpresa vi ci trova una valigia a suo dire di proprietà del cliente precedente che aveva depositato in stazione ma che se ne era andato senza ricordarsi di ritirare il bagaglio. Cose che succedono, dico io, e nel frattempo il taxista inizia a mettersi al telefono mentre mi porta nella direzione di casa e salta a tutta velocità i dossi in piena zona 30… Arrivato a casa il taxi si ferma ed io, dopo aver pagato, scendo sulla destra per poi indirizzarmi sul retro del taxi per ritirare il mio bagaglio ma il pilota di Formula 1 mica scende per aprire il bagagliaio anzi… mette la prima e schizza via lasciandomi in mezzo alla strada senza valigia..! Una seconda coincidenza? Non ci posso credere. O comunque, un servizio decisamente pessimo!

Ovviamente panico, ma sangue freddo, anche perché nella valigia ho dei documenti di lavoro importanti. Ho chiamato la centrale Radio Taxi Bergamo che mi ha detto di non poterci fare nulla in quanto non risponde dei taxisti esterni. Mi faccio mandare un nuovo taxi (il taxi n. 27 del servizio Radio Taxi Bergamo, molto gentile!) e spiego al taxista autoctono la situazione.

Il gentile bergamasco mi rassicura, mi dice che il personaggio è noto… andiamo in aeroporto e troviamo il suo taxi chiuso in quanto il Sig. Luciano era al bar. Mi getto quindi in mezzo ai taxisti in attesa dell’asso di bastoni per fare scopa e inizio a chiedere a voce alta dove sia il conducente dell’Audi A4 bianca… il quale dopo due minuti si presenta.

Trascuro di raccontare la mia reazione non certo silenziosa verso il conducente di Milano non certo attento al cliente, ma mi verrebbe da dire anche furbo… (2 valigie in 20 minuti, sono forse un bel bottino?), ma almeno posso dire di essermi sfogato in quanto è giusto pretendere un servizio ben fatto quando si paga e quando si parla di trasporti.

Concludo dicendo che se questo è un effetto di una parziale deregulation, quella vera non ci sarà mai…, forse è meglio allora arrangiarsi facendosi venire a prendere in aeroporto da parenti o amici come si era soliti fare anni fa, per la maggior parte. Anche se, come bergamasco e persona che viaggia tutte le settimane, avrei il piacere di salire su taxi con un conducente gentile ed attento a non lasciarmi in mezzo alla strada in braghe di tela… Con piacere devo ribadire che tutti i taxisti da me incontrati appartenenti alla Radio Taxi Bergamo sono invece dei Signori taxisti!

Cordialmente.

Michele Marzan

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Commenti

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  1. Scritto da Francesca Gatti

    Sono una pensionata, di Milano , semi_invalida. Ho spesso occasione di prendere il taxi, visto le carenze dei mezzi pubblici nella mia area. Posso dire al signor Marzan che ho sempre notato, nei tassisti milanesi, cortesia e disponibilità. non sempre noi utenti siamo in grado di distinguere un abusivo da un tassista in regola. Gli abusivi abbondano anche a Milano, ma è buona regola premunirsi richiedendo , quando non in vista, il numero della licenza. Ripeto, non ho dovuto mai avvalermene, ma per salvaguardare la qualità di un servizio (Milano è al quarto posto in Europa per qualità/prezzo) non esiterei ad andare a denunciare.
    Grazie per l’attenzione,
    Francesca Gatti

  2. Scritto da cittadino

    Nemmeno gli abusivi della stazione Termini si comportano cosi,vabbe’ ti fanno un po’ di cresta ma almeno con loro ti fai una chiacchierata in romanesco e la valigia me l’hanno sempre restituita,questo qui invece va denunciato per furto o ..tentato furto alle autorita’ competenti spetta solo decidere.

  3. Scritto da mario

    Bergamo città turistica, patrocinio Unesco per mura Venete?la realtà è : taxi ad Orio vedi sopra, casello autostradale demenziale, stazione ferroviaria da Terzo Mondo,
    rondò delle valli assurdo, rondò Colognola pazzesco, accesso a città Alta come anteguerra(non l’ultima), vigili urbani latitanti.Palazzo Frizzoni che fa? almeno dormisse , farebbe meno danno….

  4. Scritto da Luca Schieppati

    A titolo personale aggiungo che se mi fermo a Orio quando ci vado, non lo faccio alla cieca. Non conosco Bergamo come Milano, ma un poco sì. Si studia. Se un collega capitasse lì e facesse una faccia da mulo quando gli dicono “Papa Giovanni” o “Paltriniano” o “Celadina”, è meglio che scelga altri lidi. Ci sono, per le vie e numeri civici, i navigatori. Il mio modello rispetta la viabilità della CIttà Alta per i taxi, se no non mi fermerei. Per le destinazioni fuori città, ci sono anche i colleghi bergamaschi, sempre gentili e disponibili.
    Cordialità.
    Luca Schieppati

  5. Scritto da Luca Schieppati

    4. I tassisti di Bergamo e provincia (che per inciso, lavorano benissimo), non sono poi così pochi ad Orio. Oltre a quelli con licenza di Bergamo e comuni limitrofi, vanno aggiunti quelli con licenza di Milano che abitano in Provincia di Bergamo. Per questo sono sempre lì.

  6. Scritto da Luca Schieppati

    Sono un tassista di Milano che, quando viene portato ad Orio, si ferma volentieri assieme ai Bergamaschi. Vorrei far notare qualche punto:
    1. Se non ha il numero di licenza visibile, il taxi non è di Milano… O non è in regola.
    2. Se un tassista (di Milano, di Bergamo, di Canicattì) si comporta così, va sanzionato. Perché non rispetta i clienti e le regole, perché squalifica gli altri che lavorano bene.
    3. Che noi Milanesi lavoriamo bene, non lo dico io, ma la Federazione Internazionale degli Automobile Club. Milano è la quarta città d’Europa per qualità del servizio.
    (segue)

  7. Scritto da Stefano Magatti

    Sono un tassista milanese, anzitutto mi vorrei scusare per il comportamento del mio collega, intenzionale o meno, in ogni caso scorretto.
    Comunque pregerei i lettori di non fare di tutta l’erba un fascio. Io sono una persona corretta e sempre attenta alle esigenze del cliente. Ma non mi considero una mosca bianca. Quelli che mi fa’ rabbia e’ che si e’ pronti a scrivere una lettera ad un quotidiano, ma non si e’ altrettanto pronti a denunciare certi personaggi, deleteri sia per l’utente che per i tassisti corretti. La mancanza di voglia di andare sino in fondi fa’ si che questi atteggiami si ripetano Denunciate questi episodi a chi di dovere, altrimenti vi rendere complici di un mal costume.

  8. Scritto da giusy

    Ma l’aeroporto non è il volano per l’economia BERGAMASCA, non è un valore aggiunto per la provincia? Poveri 20.000 e passa sfigati che vivono sotto le rotte! Per le forze politiche, sindacali ed economiche orobiche non sono altro che il prezzo che la provincia di Bergamo deve pagare a favore degli altri 980.000! Ma che prezzo!!!!

  9. Scritto da Michele Marzan

    Gentili lettori, e spettabile Redazione.
    Grazie per l’attenzione e grazie per aver pubblicato la mia lettera. Ho segnalato la situazione e la presenza di furbi anche al Comune ed alla Sacbo. Spero quindi che facciano più controlli per avere, quantomeno, dei Taxi con pubblica licenza e perchè un po’ di gentilezza. M. Marzan

  10. Scritto da gigi

    e poi bloccano le licenze ? a sto punto meglio gli abusivi !!! v

  11. Scritto da Yuri

    Ogni commento è superfluo. Il racconto racconta da sè.
    Chi ha le competenze e l’autorità prenda posizione ed anche azione.

  12. Scritto da 081

    Questo “sig. L. di Milano” è un furfante; se non lo ha già fatto Marzan sarebbe anche il caso di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.