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La laurea di Di Pietro La Camera contro il Tribunale di Bergamo

L'ex premier Silvio Berlusconi aveva sostenuto che il diploma di laurea di Di Pietro fosse falso. Mercoledì la Camera ha votato perché la Presidenza si costituisca in giudizio contro il Tribunale di Bergamo.

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L’Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati si spacca sul caso Berlusconi-Di Pietro e decide, con il voto determinante di Futuro e libertà e dell’Udc, di costituirsi in giudizio contro il Tribunale di Bergamo per difendere la pronuncia di insindacabilità del Cavaliere, che aveva definito “falso” il diploma di laura di Antonio Di Pietro.

La Giunta per le autorizzazioni aveva invece proposto la costituzione in giudizio solo per quanto riguarda una questione procedurale, senza entrare nel merito. Come richiesto, invece, dal Popolo delle Libertà.

La Camera era chiamata a pronunciarsi su un conflitto di attribuzione sollevato dal Tribunale di Bergamo contro la dichiarazione di insindacabilità votata dalla Camera nei confronti delle affermazione pronunciate a suo tempo da Berlusconi nei confronti di Di Pietro, quando il Cavaliere aveva sostenuto che il diploma di laurea dell’ex magistrato fosse falso. Il magistrato, infatti, può impugnare la decisione della Giunta per le autorizzazioni e tocca poi alla Camera decidere se costituirsi o meno in giudizio. La Giunta in questo caso aveva proposto la costituzione in giudizio di Montecitorio solo per quanto riguarda una questione procedurale, cioè “il tribunale di Bergamo aveva sforato di moltissimo i tempi di notifica alla Camera previsti dalla Giurisprudenza della Corte costituzionale” sostiene il tesoriere dell’Idv, Silvana Mura.

La questione è approdata mercoledì 20 giugno in ufficio di presidenza e Antonio Leone ha proposto di estendere la costituzione in giudizio della Camera anche in merito, cioè “per ribadire nel merito che le affermazioni di Berlusconi fossero insindacabili, dunque per far valere l’immunità parlamentare”. “Questa linea sconsiderata e iperzelante – osserva Mura – è passata per voto”.

Hanno detto sì in otto (Pdl e Fli) contro sette no (Partito democratico e Lega). Astenuti i due esponenti dell’Udc Renzo Lusetti e Rocco Buttiglione. Ora toccherà all’Aula esprimersi.

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Commenti

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  1. Scritto da luc

    beh questi hanno proprio buon tempo….. con tutti i problemi che abbiamo perdono tempo dietro a queste stronzate!

    1. Scritto da Arrivederci tra vent'anni....

      Il problema è che qualcuno si è risentito per le parole di Berlusconi ed ha querelato. Si poteva anche esser più autoironici e lasciar correre… Adesso si arriverà fino in Cassazione.

      1. Scritto da Di Pietro for ever ...

        Per aver consentito a Berlusconi di raccontare palle per 20 anni ci ritroviamo in questa crisi e con il Parlamento che ha votato a favore della Ruby nipote di Mubarak …