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Financial times leghista? “Europa piccola, unita e solo con il Nord Italia”

Tony Barber, giornalista del Financial Times, sostiene che il lancio dell'euro nel 1999 fu un tentativo consapevole di accelerare l'unificazione europea e di estenderne l'influenza.

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"Per alcuni degli stati fondanti dell’Unione europea l’idea di unità non è l’impero romano, che andava da Londra a Costantinopoli, quanto piuttosto l’impero medioevale di Carlo Magno, che comprendeva essenzialmente la Francia, i paesi del Benelux e l’Italia del nord". A sostenere questa tesi è Tony Barber, giornalista del Financial Times, secondo cui il lancio dell’euro nel 1999 fu un tentativo consapevole di accelerare l’unificazione europea e di estenderne l’influenza. Anche un’Europa più piccola si troverebbe però a occuparsi di tassi di crescita, debito pubblico eccessivo, stagnazione demografica, sistema pensionistico sovraccaricato e competizione dei paesi emergenti non europei. Con l’attuale crisi economica il pericolo però è che fare troppo poco e troppo tardi potrebbe spaccare l’eurozona, minare il mercato europeo, spingere il vecchio continente ai margini e, 55 anni dopo il Trattato di Roma, lasciare il progetto dell’integrazione europea in rovina. La frammentazione dell’Europa si scontrerebbe con le aspirazioni politiche che volevano competere, in qualità di coerente entità politica, con potenze come Stati Uniti, Cina, India e Russia. In molti stati l’opinione pubblica continua a pensare alla politica in termini nazionali, piuttosto che paneuropei, e la distanza fra le istituzioni europee e gli elettori non è mai stata così grande. Grecia, Irlanda e Portogallo hanno inoltre una stretta supervisione estera, mentre Italia e Spagna sono alle prese con programmi di austerità realizzati in parte sotto pressioni esterne. Il timore della spaccatura dell’eurozona, sostiene il quotidiano finanziario londinese, sta rinazionalizzando i mercati. Gli acquisti su larga scala di bond italiani e spagnoli da parte delle istituzioni finanziarie italiane e spagnole hanno creato un rapporto allarmante fra debito sovrano e banche che deve essere spezzato per evitare il rischio che si distruggano a vicenda.

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Commenti

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  1. Scritto da andrea

    finalmente se ne accorge qualcunaltro!
    vuoi che anche il financial times sia razzista , becero , xenofobo?
    chissà cosa ne pensa il sig. napolitano

  2. Scritto da Zenzero

    Certo , subito dopo che la gran bretagna avrà espulso dalla sterlina le sue aree povere, irlanda del nord, galles, scozia e cornovaglia . Se vale il ragionamento del reddito pro capite bisogna che valga per tutti . Noi potremmo pensare di espellere qualche paese delle vali …. Conclusione : la madre dei pirla è sempre incinta.

  3. Scritto da Luporobico

    Un noto giornale economico inglese un paio di anni fa divise l’itaglia in due,la parte meridionale da roma in giù fu definita “bordello”.
    Leghisti pure loro?

  4. Scritto da leghista preoccupato

    cavoli, ma cosi’ diventiamo terroni noi… non e’ che poi diventiamo i nuovi capi espiatori di tutti i mali ?

  5. Scritto da roby

    Lo sanno tutti.
    Non c’era bisogno che lo dicesse questo.

    1. Scritto da Ettore Fieramosca

      Un ripassino non fa mai male …

    2. Scritto da Leghista

      Hai ragione ma l’89% della popolazione votrante Italiana, oggi probabilmebnte salita al 96%, non lo vuole capire visto che vota partiti senza senso come il PDL, PDo IDV…

      1. Scritto da Miglio - "arrivini" - 96%

        Forse perché non si fida di chi propone l’idea?
        Magari l’idea di per sé la gente la accetta, ma che vadano al potere quelli che si vedono in giro a proporla forse molto meno?
        Ricordo a “la verità fa male” che l’idea 2) è buona, ma che Miglio fu messo in condizioni di andarsene dalla Lega (o fu espulso, non so), primo di una lunga serie di teste pensanti che davano fastidio agli “arrivini” cresciuti dopo.
        E con quegli “arrivini” nei posti di comando è già buona che sia “solo” il 96% che vota contro…

        1. Scritto da La verità fa male

          Ovviamente sono a conoscenza del fatto che Miglio fu espulso dalla Lega: si è trattato del più grave errore politico di Bossi. Come sanno quelli che leggono i miei commenti, sono pidiellino non leghista (però considero un grave errore quello dei “vertici” PDL avere sacrificato l’alleanza con la Lega per appoggiare Monti), e pur avendone viste di cotte e di crude in questa Italietta, la più grave stupidata che ha fatto la stampa “illuminata” di questa pseudo nazione è stata quella di liquidare come razziste le teorie di Miglio. In altre nazioni questo esimio professore sarebbe stato nominato ministro con tutti gli onori, in Italia lo hanno trattato come un rompiscatole

          1. Scritto da Sono sempre io...

            “in Italia lo hanno trattato come un rompiscatole”.
            Destino delle persone intelligenti in Italia. Non a caso esportiamo cervelli e importiamo lavapiatti (senza nulla togliere alla dignità di questo lavoro anche lui utile alla comunità) e poi ci lamentiamo che il Paese “non va”.
            Il PDL direi che ha avuto il suo ruolo in questo declino….

  6. Scritto da mai sazio

    GODOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!

  7. Scritto da Daniele

    Analisi idiote come questa del financial times non meriterebbero neppure di venir riprese.

    1. Scritto da realtà

      inutile mascherare la realtà come fanno intendere i politici italiani sono 2 ITALIE IN UNA punto e stop !!!

  8. Scritto da secessionista

    Ora gradirei leggere il pensiero del comunista italiota; sia mai che anche il Financial Times sia rozzo ignorante e razzista?
    Miglio era un veggente; come del resto tutta la Lega Nord.
    Cucù, cucù l’i-taglia la va a cagnù

  9. Scritto da Leghista

    Lo sanno anche i sassi che lo spreco del sud è ciò che ci rovina.La vera idea leghista (e non la Lega) aveva l’occasione di sfondare ma l’incapacità dei suoi leader (o Lader) ha fatto naufragare questa occasione storica. Continuo a essere leghista perchè so che gli altri partiti il problema neanche lo pongono! Ma basta sprechi meridionali!

  10. Scritto da Candide Padano

    Proponrrei un altro titolo al vs articolo.
    Invece di “Financial Time leghista?” è più opportuno scrivere “Financial Time realista?”, non credete?
    Che in questa Repubblica si concentrino le contraddizioni che hanno messo in ginocchio l’Europa è un dato di fatto: purtroppo non vedo all’orizzonte segnali di cambiamento.. e i problemi, se non affrontati, trovano da soli una loro soluzione logica e funzionante.

  11. Scritto da Idefix

    Una piccola osservazione: la cartina qui pubblicata è quella che gira in internet ma non è quella pubblicata sul F.T.
    Infatti questa arriva oltre roma mentre quella del giornale anglosassone arriva alla toscana.

  12. Scritto da La verità fa male

    Senza scomodare Carlo Magno e Costantinopoli, si deve prendere atto della realtà dei fatti: le differenze tra aree macroeconomiche si stanno allargando sempre di più. Per rimanere uniti i casi sono due 1) la Germania cala le brache, accetta gli eurobond e il potere di prestatore di ultima istanza alla B.C.E. e si accolla una parte dei debiti delle altre nazioni (altrimenti, come dice DER SPIEGEL, l’Italia esce dall’euro, svaluta moneta e debiti e la Germania ne paga le conseguenze) 2) escono di scena gli stati nazionali, ottocenteschi e burocratici, per lasciare spazio a macroregioni omogenee che poi si uniscono dando vita a una nuova Unione Europea, come suggeriva Miglio