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“All’Accademia Carrara un intervento modesto e inadeguato”

Francesco Valesini, presidente dell'Ordine degli Architetti di Bergamo boccia l'intervento in corso di realizzazione all'Accademia Carrara. Ma anche sulla Montelungo e la nuova Gamec, Porta Sud e l'aeroporto, non risparmia la sua visione architettonica di città. E annuncia il censimento degli edifici più importanti di Bergamo.

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Osserva il profilo di Città Alta, ben visibile dalla sede dell’Ordine degli architetti di cui è da poche settimane presidente, poi Francesco Valesini, 43 anni, ammette che “è un grande patrimonio storico di Bergamo, ma forse, recentemente, ha condizionato troppo gli sguardi sul futuro della città”.

Valesini pensa alle “occasioni perdute”. Quali?

“Prendiamo l’intervento sull’Accademia Carrara: quanto si può scorgere attualmente dall’esterno appare di un livello modesto e inadeguato per uno dei luoghi di massima rappresentanza della storia di Bergamo. Non dimentichiamo che la Carrara è una delle pinacoteche più importanti in Italia, è un biglietto da visita per la città riconosciuto in tutto il mondo”.

Non intende innescare polemiche, “sarebbe troppo facile in un momento in cui tutti si lamentano dei politici, vedere in loro gli unici responsabili” aggiunge. Ma Valesini non nega che: “ci sono delle responsabilità ben definite: da chi ha progettato quell’intervento, a quei tecnici che lo hanno valutato e lo hanno avvallato.”

Per questo esiste l’Ordine degli architetti?

“L’Ordine ha un ruolo importante – risponde –. Una città è un soggetto in movimento e per leggerne i bisogni, per rispondere alle sue esigenze, per progettarne il futuro servono saperi e competenze. Non si possono lasciare ai singoli le scelte, per questo l’Ordine può suggerire alcune scelte, dare delle indicazioni”.

Alcune indicazioni erano previste anche dal piano generale del territorio, ma che poi sembrano abbandonate.

“Prendiamo per esempio per il polo culturale che doveva inglobare la ex caserma Montelungo – osserva Valesini –. Ora Ubi Banca finanzierebbe il progetto della nuova Gamec agli ex magazzini generali. Sono scelte che si allontanano dalle linee definite dal piano del governo del territorio. Anche perché non si può pensare ad un simile intervento non considerando la mobilità pubblica. Sempre sul piano, se vengono meno le sue linee strategiche, penso all’area Europan, alla stessa Montelungo, al polo intermodale di Porta Sud con le sue diverse connessioni, allora è bene che con urgenza si ridefiniscano gli obiettivi e le priorità che la città si era data. Sono consapevole che non c’è più la disponibilità economica di alcuni anni fa, ma allora si devono fare delle scelte, calibrate sui fondi oggi disponibili. Non si può navigare senza bussola”.

Non crede che manchi l’azzardo architettonico a Bergamo? Penso ai grandi spazi pubblici, per esempio l’aeroporto, che architettonicamente non è proprio un edificio da ammirare pur essendo tra i primi scali in Italia.

“Su questo fronte non possiamo intervenire direttamente, ma se Sacbo ci consultasse avremmo qualche proposta ed indicazione da suggerire sui metodi per raggiungere il miglior risultato possibile”.

Il collegamento ferroviario tra lo scalo di Orio e Bergamo era una delle grandi opere in vista dell’Expò 2015 a Milano. Ora non si farà più. Non rischiamo come città di arrivare ad un grande appuntamento a mani vuote?

“Sì, ma il problema sono i fondi per sostenere un’opera simile. È un male nazionale italiano quello di arrivare in ritardo con le opere pubbliche ai grandi appuntamenti, penso ai mondiali di nuoto a Roma. Spesso poi le Expo in diversi paesi hanno lasciato a fine delle manifestazioni grandi aree abbandonate, vuote, inutilizzate. Un’opera per Bergamo per l’Expò potrebbe proprio essere il collegamento ferroviario tra Orio e Bergamo, basterebbe recuperare i fondi e i progetti ci sono già”.

Basta qualche piano in più di un nuovo palazzo e si grida allo scandalo, al deturpamento del profilo di Città Alta. Città a noi vicine, prendiamo Brescia, hanno osato di più con torri e con metropolitane. Perché Bergamo è così restia?

“Bergamo non deve chiudersi nel suo orticello, tutto qui. In un recente convegno sulla Bergamo del Seicento, si evidenziava come grandi architetti veneti, napoletani, milanesi avevano apportato il loro contributo alla costruzione di edifici simbolo della nostra città. Anche oggi dobbiamo aprirci, non temere nuovi apporti dall’esterno. Anche se spesso mancano le occasioni per creare spazi ed edifici pubblici. Per quanto riguarda le altezze degli edifici, credo si debba superare un blocco psicologico. Anche la proposta di un edificio a sette piani che si affaccia su Piazza Marconi, vicino alla stazione delle autolinee, non mi spaventa per la sua altezza: mi interessa maggiormente la sfida sulla bellezza, sulla proporzione, sul ruolo e riferimento che quell’edificio può dare all’intera area”.

Quando un edificio è bello?

"È difficile dirlo. Ma quando emoziona ed esprime la creatività dell’uomo allora credo che si possa dire che un edificio sia davvero bello. Bergamo ha diversi edifici belli, anche residenze private. Per questo come Ordine degli architetti abbiamo pensato di lanciare la proposta di una mappatura degli edifici: un censimento on-line. È un progetto interessante che serve alla città, a chi la vive, ma anche per i turisti, per quanti sono alla scoperta di Bergamo. Finora abbiamo recensito 200 edifici, poi attraverso la segnalazione dei fruitori del sito si autocostituira’ una sempre piu’ significativa raccolta.”

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Commenti

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  1. Scritto da angilberto

    Sono daccordo con l’architetto Valesini soprattutto sulla casetta in piazzale Marconi….fa sembrare di essere arrivati a Brescello anziche in un capoluogo di provincia fra i più ricchi e industriali d’Italia e d’Europa.

  2. Scritto da Il Conte

    Quando gli architetti parlano di “apertura all’esterno” e ambiscono all’idea di poter costruire skyscraper degni di Doha in centro a Bergamo non fanno altro che enfatizzare ancora di più il loro provincialismo.
    La vera sfida per una architetto che opera nel Bergamasco sarebbe quella di proporre idee e soluzioni di rivalorizzazione di quegli edifici costruiti dagli anni 60 in poi che deturpano il paesaggio bergamasco. Facessero una mostra sul sentierone con il rendering per la rivalorizzazione a basso costo di alcuni noti palazzi bergamaschi (tipo quello di via Maj).
    Lasciate ai paesaggi desertici e alla gente che ha i soldi i palazzi da Archistar.

  3. Scritto da giobatta

    mi accontenterei che si dessero una mossa per riaprirla in fretta…

  4. Scritto da Filippo Simonetti

    francamente mi sembra un intervento equilibrato e condivisibile. auguri neopresidente

    1. Scritto da un non iscritto

      Sinceramente un architetto che descrive il lavoro alla Carrara da fuori mi sembra quei vecchietti che stanno ore e ore a guardare i cantieri dallo spioncino. Immagine anche sentimentale ma santissimo almeno evitiamoci di costruire polemiche inutili. Come prima uscita mi sembra una grande entrata, per nulla. La classica opportunità mancata di star zitti.

      1. Scritto da Francesco Valesini

        Se non sbaglio, un edifcio è fatto sia di un dentro che di un fuori. Spioncino o non spioncino, le cose sono lì da vedere.

        1. Scritto da È uno scherzo?

          La toppa ė peggio del buco. Lei si ė giá qualificato. Dallo spioncino.

    2. Scritto da Iscritto

      E vai …con il supporto dei compagnucci del ‘circolino’ …
      E vai con l’auspicio dei concorsi con cui accalappiare idee a buon (nessun) mercato …
      A proposito: quali sono i veri motivi della ‘lasciata’ di Belloni??? Non è che l’impossibilità, prevista dal regolamento, di assumere (per sè) incarichi pubblici ha avuto un peso???

      A casa subito ? No: tra un anno …

      1. Scritto da Francesco Valesini

        Caro mister X, le cose ultimamento vanno troppo in vacca per potersi permettere solo il lusso di consumaresi i polpastrelli su una tastiera. Bisogna iniziare a metterci la faccia. Se oltre agli epiteti, hai anche delle buone idee da darci, siamo ben contenti di ascoltarle. Sai dove trovarci.

        1. Scritto da Iscritto

          Basterebbe cominciare con fare e applicare tutte le vs. (grandi?) idee invece di limitarsi a proclamarle e non attuarle …
          In ogni modo: come è che a 43 anni non si ha una ‘chiara’ idea di come e quando un edificio può dirsi ‘bello’? C’è bisogno, forse, dell’ok del ‘professore’?
          P.S. delle mie idee sono, da tanto tempo, assai geloso; si può?
          A quando le notizie ‘vere’ sulla lasciata di Belloni?

  5. Scritto da Archistar de Berghèm

    Sano seguace di Belloni in poche parole abbiamo ancora un presidente dalle idee confuse e inconcludenti! Da poveri beoti continuiamo a pagare la quota annuale per cosa, per sentire queste barzellette. A proposito le colazioni del sabato all’Ordine le fate ancora? vera innovazione per l’Ordine …a casa subito…..

    1. Scritto da Francesco Valesini

      Se per te queste sono idee confuse….. Prima di andare a casa, mi piacerebbe sentire le tue. Anche per te, sai dove trovarci.

  6. Scritto da Eugenio

    Vorrei tanto sapere se la buona Longaretti di Italia Nostra condivide il discorso “orticello” ed “azzardo” che sta davvero chiudendo di fatto una crescita da 2012 di questa città. E delle esigenze di questa gente. Che sia la volta buona per novità importanti?
    Sia chiaro che è noto come tutti questi ordini vadano aboliti perché contan sempre meno. O che sian solo i Notai il problema?

    1. Scritto da Francesco Valesini

      Se decideranno di abolire gli ordini, saremo ben contenti di tornare a fare il lavoro che più ci appassiona e magari ad avere un pò più di tempo per le nostre famiglie. Fino a quel momento, resteremo qui a cercare di migliorare ciò che c’è, a dare un aiuto, per quel che riusciamo, ai nostri colleghi e a dire quello che pensiamo di questa città, troppo spesso solo “incline allo scontento”.

  7. Scritto da Adesso si che...

    Ecco un intervento di cui sentivamo la mancanza. Costruttivo, ragionato, tempestivo soprattutto. E poi informato. Architetto, lei che giudica ”da fuori” (!!?) la Carrara, che come Gori intima a Ubi dove dare i soldi (che non sono intercambiabili a piacere), lei che parla di progetti avveniristici senza nessun fondamento economico e quindi irrealizzabili, può sempre chiedere al suo Ordine di togliere l’aBilitazione all’arch. Traversi, oppure all’arch. Gobbi. Manca Percassi e lo stadio progettato dagli inglesi nel suo ragionamento. Una dimenticanza? In attesa della sua bussola, bergamasca….

    1. Scritto da Francesco Valesini

      Troppo sarcasmo. Non so cosa rispondere.