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In mostra la Via Crucis di Vittorio Bellini alla galleria Michelangelo

La mostra “Via Crucis - La Passione di Cristo: segno di unità e spazio di futuro” del pittore Vittorio Bellini (Vertova, Bergamo, 1936 – Bergamo, 2009) è stata prorogata fino al 30 giugno 2012 alla Galleria Michelangelo di Bergamo.

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In conseguenza al successo ottenuto, la Galleria Michelangelo di Bergamo ha deciso di prorogare la mostra “Via Crucis – La Passione di Cristo: segno di unità e spazio di futuro” del pittore Vittorio Bellini (Vertova, Bergamo, 1936 – Bergamo, 2009) fino al 30 giugno 2012, in cui si propone una serie di dipinti realizzati tra il 1998 e il 2008 raffiguranti i momenti della Passione di Cristo, riletti e reinterpretati dall’artista in chiave espressionista che, come commenta il critico e storico dell’arte Franco Moro, “…sono il risultato della maturità umana e religiosa di Vittorio Bellini, di quell’ascolto profondo e silente degli stati d’animo a cui l’artista è giunto dopo l’esperienza di una vita e i molti anni di lavoro su di sé”.

La contemplazione della Passione di Cristo non guarda solo al passato, ma diventa impegno per il presente e il futuro; questo concetto, però, si riferisce allo scorrere del tempo dal nostro punto di vista terrestre.

Il tempo, fermo ed eterno, in cui passato, presente e futuro sono un tutt’uno, è la dimensione di Dio nel suo eterno presente. Vittorio Bellini da prova di essere uomo di fede pura, non imposta, e artista nel senso più profondo e nobile del termine. Le sue opere non condividono nulla con le forme estetizzanti mostrate in ogni dove per nasconderci in modo fittizio e senza riuscirci il dolore, il disincanto e la disperazione nel suo prima e nel dopo anzi, con esse ci immergiamo completamente in questi stati profondi. Ed è sempre stato questo il compito dell’artista: non solo esprimere la propria personalità attraverso le proprie creazioni, ma riuscire a trasmettere messaggi universalmente validi e condivisibili.

I dipinti di Bellini sembrano avere un solo compito: farci toccare l’evidenza dell’essenza umana, non farci scappare dal dolore e dalla condizione che esso crea. "Passione di Cristo – Passione dell’uomo": Cristo, uomo dei dolori, continua oggi la sua passione nei dolori dell’uomo, di ogni persona e Vittorio Bellini, con la concretezza, la ruvida e brutale realtà delle sue crude immagini riesce a creare lo stretto legame con la sofferenza ma con la consapevolezza che, con il suo grande gesto d’amore, Cristo ha dato all’umanità la possibilità di avere un futuro di salvezza.

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