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I 25 anni dei Giovani Ance Il presidente Vitali: “Collaborare per crescere”

Per celebrare il 25° anniversario della propria fondazione il Gruppo Giovani di Ance Bergamo ha deciso di organizzare per venerdì 22 giugno alle ore 17 il convegno “Giovani d’Europa. La città che verrà”: si discuterà di Città Intelligente, Società Sostenibile, innovazione tecnologica, salvaguardia ambientale e collaborazione.

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Per celebrare il 25° anniversario della propria fondazione il Gruppo Giovani di Ance Bergamo ha deciso di organizzare per venerdì 22 giugno alle ore 17 il convegno “Giovani d’Europa. La città che verrà”: nella cornice del Teatro Sociale di Città Alta si discuterà di Città Intelligente, Società Sostenibile, innovazione tecnologica, salvaguardia ambientale e collaborazione. Ospiti d’eccezione il Commissario Europeo Antonio Tajani, diversi Europarlamentari, il rettore dell’Università di Bergamo Stefano Paleari e i vertici dell’associazione.

Nome e simbolo del convegno rappresentano bene quelli che sono i punti centrali del programma dei Giovani di Ance Bergamo: “Vogliamo evidenziare l’importanza dei giovani – esordisce Cristian Vitali, Presidente del Gruppo Giovani di Ance Bergamo. I giovani di oggi si sentono molto europei e vogliono guardare al futuro facendo tesoro di quanto fatto fino ad oggi. Nel simbolo del convegno è rappresentato un codice Qr sul quale si delinea il profilo dell’Europa: l’Europa ha assunto un ruolo molto importante all’interno delle dinamiche sociali, economiche e imprenditoriali che influenzano le politiche di sviluppo del nostro territorio, mentre il codice Qr è il simbolo della tecnologia che avanza e che condiziona sempre di più le nostre vite. L’evoluzione tecnologica modificherà ulteriormente il nostro modo di vivere e modificherà la città: inizieremo a parlare di “Smart City”, di città intelligente, che diventerà tale secondo le direttive emanate dalla Comunità Europea e attrattiva tramite le eccellenze. Parlare di città vuol dire parlare di sistemi che si relazionano tra loro e si relazionano anche al proprio interno: la crescita è legata ai processi collaborativi e l’importante è che la città venga progettata, oltre che a lungo termine, anche con la partecipazione di tutti gli stakeholders interessati, cittadinanza compresa”.

“Il titolo del convegno – ha aggiunto Ottorino Bettineschi, presidente di Ance Bergamo – va subito al cuore delle tematiche più importanti che verranno trattate: i giovani devono guardare all’Europa ma anche ad una città nuova perché la città sarà il motore fondamentale della nostra economia e sarà molto diversa da quella attuale. Dobbiamo lavorare tutti insieme, ognuno nel suo settore e nel suo ruolo”.

“L’ente pubblico – ha concluso Bettineschi – non ha risorse ma la risorsa migliore è la semplificazione: i capitali privati da investire ci sono, bisogna solo dare un po’ di fiducia e combattere la paura che è l’avversario al momento più difficile”

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Commenti

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  1. Scritto da Pierluigi Toccagni

    Ottima idea, collocare l’edilizia nel contesto urbanistico, europeo, futuro anche se avrei utilizzato il plurale: le città che verranno, per evitare in partenza l’approccio marmellata (la stessa città ovunque).
    Mentre non può essere sottinteso che rispetto alla “Europa” – nella quotidianità italiana, lombarda e bergamasca in materia – c’è un quid di arretrato da recuperare di committenti, progettisti e imprese da una parte (schizofrenie e furbizie tra forma e sostanza, oggetto e contesto e azienda e cantiere) e di politici, coordinatori e pubblica burocrazia dall’altra (difetti di sistematicità, progettualità, proazione, autorità e responsabilità) e, insieme, di rispetto dell’ambiente