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Primavera araba, a Bergamo ancora 330 profughi libici senza nessuna prospettiva

Dei circa 500 accolti in Bergamasca un anno fa ne sono rimasti 333. Per molti di loro il permesso di rifugiato politico è stato rifiutato. Fra sei mesi rischiano di non avere prospettive e di finire così nel limbo della clandestinità.

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Un anno fa erano sulle prime pagine di tutti i giornali: i 21mila profughi provenienti dalla Tunisia e poi dalla Libia avevano aperto il fronte di una vera e propria emergenza nazionale. Bergamo non aveva fatto eccezione. Dodici mesi dopo che fine hanno fatto? Quanti sono? Come vivono? Che prospettive hanno?

Del centinaio di tunisini accolti a Bergamo il 16 aprile del 2011 ne sono rimasti tre.

“Molti di loro – spiega Bruno Goisis della Comunità Ruah – sono emigrati in Francia, Svezia, Norvegia, Svizzera e Austria. Solo una decina ha lasciato le nostre strutture della Caritas di Bergamo e ha trovato una sistemazione da connazionali”.

La primavera araba fiorì anche in Libia e dalle coste della Cirenaica salparono navi stipate di persone che lavoravano nel paese africano ma erano nate in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel Mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d’Avorio, in Bangladesh o in Pakistan.

Bergamo ne accolse circa 500. “In Caritas ne abbiamo accolti 350 in una decina di strutture messe a disposizione dalla Diocesi di Bergamo – continuano gli operatori della comunità Ruah –. Attualmente ne ospitiamo 207 tra uomini e donne. Seguono i nostri corsi di lingua italiana e vengono coinvolti nelle attività di ricreazione”.

Altri 126 sono ospitati in strutture sparse sulla provincia orobica: 20 all’Hotel Bonanza di Bianzano, 18 all’albergo Gioan di Lizzola, 22 a Fino del Monte, 66 sparsi tra Monasterolo del Castello e Antegnate per conto della Cooperativa Rinnovamento.

Per tutti l’esigenza è trovare un lavoro e a breve. Ma non hanno uno status giuridico che permetta loro una soluzione e fra sei mesi rischiano di entrare in un limbo giuridico. Fino al 31 dicembre 2012 sono tutti richiedenti di asilo politico. Ma finora solamente al 10% di loro è stato concesso.

A centinaia degli oltre 750 immigrati di questa emergenza accolti in Lombardia è stato negato. Le strutture e le associazioni umanitarie stanno facendo ricorso, non senza immense difficoltà.

Nell’aprile scorso era stata lanciata la campagna “Diritto di scelta” per chiedere un permesso di soggiorno per fini umanitari di un anno ai richiedenti asilo provenienti dalla Libia.

“Sono persone fuggite da una guerra quindi hanno diritto allo status di rifugiati, lo prevede la nostra Costituzione – afferma padre Alex Zanotelli, storico direttore di Nigrizia – Non possiamo permettere che nelle nostre città, nei quartieri e nelle strade che abitiamo, sia ancora una volta alimentato lo spazio d’ombra della clandestinità, consegnando migliaia di donne e uomini allo sfruttamento o ai circuiti della criminalità. Per questo, chiediamo l”immediato rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l’istituzione della protezione temporanea (art 20 TU) o le altre forme previste dall’ordinamento giuridico".

Proporre di rimpatriarli significa non capire da dove sono fuggite queste persone. Dei circa 500 profughi provenienti dalla Libia accolti a Bergamo solamente uno ha accettato il rimpatrio assistito che consiste nel pagamento del biglietto aereo di ritorno e 200 euro. A tanto ammonta il costo di una colossale sconfitta dopo le numerose fatiche e le tante speranze disattese per un nuovo mondo e una nuova vita.

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanni

    Ringraziamo l’ex Ministro dell’Interno Roberto Maroni,per aver fatto invadere l’Italia da stranieri.

  2. Scritto da Davbg

    tutti a casa!

  3. Scritto da vic

    Perchè lo storico direttore di Nigrizia, non fa aver loro un “permesso di soggiorno per fini umanitari” dallo Stato del Vaticano?

  4. Scritto da maria

    possiamo portarli a casa di Maroni visto che ai tempi era lui il ministro, e sopratutto ha sbandierato a destra e sinistra che grazie al suo operato aveva bloccato il fenomeno dell’immigrazione

    1. Scritto da Roberto

      per fortuna che c’era Maroni…ecco perchè ne sono arrivati solo 350!
      pensi se ci fosse stato al suo posto Vendola, Bersani, Fini o Pisanu (che la pensano tutti allo stesso modo) quanti ne sarebbero arrivati!

      1. Scritto da Sergio

        ne sarebbero arrivati 350, con vendola, bersani, fini o pisanu, ma di certo non sono così ipocriti e falsi come il tuo marone, che predica bere e razzola malissimo, così come i bossi, le trote e le minetti del bunga bunga, che ci hanno riempito l’italia di extra mentre gridavano padrioni a casa nostra o caxxate varie….l’ipocrisia è il peggior male dei poltici, ma la doppiezza e le falsità leghiste, la supera..

        1. Scritto da Roberto

          caro Sergio, colui che tu dici abbia razzolato male è stato uno dei pochissimi politici italiani che è andato direttamente in Libia per risolvere o limitare i problemi avendo tutta l’europa contro mentre come tu dici altri si facevano i bunga bunga.
          Inoltre con la lega al governo si è evitato di fare sanatorie che il Pdl (vedi precedente governo Pisanu) e la sinistra (qui non c’è da specificare nulla) avrebbero voluto volentieri.
          Forse anche tu eri troppo ditratto a seguire i bunga bunga mentre Maroni faceva il possibile con il 10% dei voti.

        2. Scritto da La verità fa male

          Tutti i politici (della Prima e della Seconda Repubblica) sono ipocriti. In materia di immigrazione però i politici italiani, Bossi compreso, sono santi se confrontati agli euroburocrati tromboni e strapagati i quali, nel bel mezzo della crisi libica, anzichè tacere e collaborare con il governo italiano (e si badi bene: sono profumatamente pagati per collaborare) rompevano l’anima con i loro inutili predicozzi, che si limitavano alle parole, visto che nei fatti “l’Italia si arrangi”. Con il loro comportamento hanno ignorato la regola numero uno della cooperazione internazionale: PRIMA si collabora con la nazione in difficoltà POI FINITA L’EMERGENZA si può criticare

  5. Scritto da Roberto

    ve la do io la soluzione:
    in Libia la guerra è finita e come tutti sanno il Rais è morto quindi la situazione è tornata in un certo senso alla normalità;
    penso che il rimpatrio sia ora possibile senza inventarsi fatasiose soluzioni i cui costi ricadano ancora sugli italiani.