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Intorno a Carlo Ceresa alla scoperta di un viaggiatore del seicento

Questa sera, giovedì 14 giugno allo spazio ParolaImmagine della Gamec ultimo incontro del ciclo “Bergamo nel Seicento – Intorno a Carlo Ceresa” organizzati dall’associazione guide dlel’Accademia Carrara.

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Giovedì 14 giugno alle 20.30, allo spazio ParolaImmagine della Gamec si terrà l’ultimo degli incontri del ciclo “Bergamo nel Seicento – Intorno a Carlo Ceresa” organizzati dall’associazione guide dlel’Accademia Carrara.

Oggetto della conferenza, tenuta da Stefania Burnelli, Giovanni Paolo Pesenti cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ritratto nel 1650 da Carlo Ceresa. Il Pesenti, pellegrino bergamasco in Terrasanta, è autore di un interessante “Pellegrinaggio di Gierusalemme” edito in Bergamo nel 1615 da Comin Ventura e poi ristampato, dato il successo editoriale, 13 anni dopo a Brescia.

Il suo è un viaggio avvincente, lungo e rischioso, della durata di una anno, da Bergamo a Venezia, da lì su un convoglio diretto a Corfù, poi una deviazione dagli itinerari più consueti e una lunga sosta invernale ad Aleppo, da dove a primavera il pellegrino riparte per arrivare a Gerusalemme a Pasqua, dove riceve la solenne investitura a cavaliere del S Sepolcro.

Per rientrare in Patria segue ancora una volta la via lunga, e invece di imbarcarsi procede tra cavalcate su muli e cammelli fino al Cairo e ad Alessandria, da dove si imbarca per Messina e rientra a piccole tappe in terra di Bergamo.

E di questo diario il cavaliere andava giustamente fiero, tanto è vero che nel mettersi in posa per il Ceresa il Pesenti mostra in primo piano in bella evidenza la sua opera-testamento spirituale.

Alla scoperta di costumi, culture, lingue, religioni diverse dalle sue, Pesenti ci conduce, spiega Stefania Burnelli “in un confronto continuo e serrato tra usi e valori cristiani e islamici, in un’alternanza tra preconcetto e curiosità, stereotipo e interesse per il “diverso”, pregiudizio e spitio d’osservazione, paura e attrazione”.

S.B.T.

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