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Accusato di truffa all’Inps, il perito lo scagiona: “Non è un finto cieco”

A stabilirlo è stato il dottor Luca Taiana dell’Istituto di medicina legale di Pavia che, dopo aver visionato numerose volte i filmati dei carabinieri, è giunto alla conclusione che M.M. è veramente affetto da corioretinite atrofica maculare binoculare.

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L’odissea sembrerebbe finita: M.M., il cieco di Dalmine finito al centro del polverone con l’accusa di aver truffato l’Inps perché in realtà vedente, soffre davvero di corioretinite atrofica maculare binoculare. A stabilirlo è stato il dottor Luca Taiana dell’Istituto di medicina legale di Pavia che, dopo aver visionato numerose volte i filmati dei carabinieri, è giunto alla conclusione che M.M. è veramente cieco.

Il 68enne di Dalmine nei mesi scorsi, dopo la denuncia e le indagini delle forze dell’ordine, era persino finito agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa aggravata nei confronti dell’Inps dal quale percepiva da anni la pensione di 2.500 euro al mese.

Erano stati alcuni suoi comportamenti a destare sospetti sul reale grado di disabilità del pensionato che, dalle telecamere dei carabinieri, si faceva vedere mentre apriva una porta chiusa a chiave, piantava un ombrellone in spiaggia durante una vacanza e potava la siepe del giardino. Secondo il perito, però, i movimenti di M.M. sono veramente quelli impacciati di una persona totalmente cieca e non quelli disinvolti di un normale vedente.

Quella effettuata dal dottor Taiana è stata solo l’ultima di una lunga serie di perizie che negli ultimi mesi hanno portato il pensionato dalminese sotto la lente di sofisticati macchinari in grado di captare gli impulsi agli occhi del paziente. In tutti i casi M.M. è risultato affetto da cecità totale.

Ora il pm Franco Bettini dovrà valutare le conclusioni dell’ultima perizia e scegliere quale delle tre strade imboccare: quella che porterà al rinvio a giudizio del 68enne, quella che farà approfondire le indagini oppure quella che archivierà la vicenda.

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Commenti

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  1. Scritto da nathan

    Chi potrà ridare la dignità violata a tale persona che ha avuto solo il torto di sentirsi ed essere autonomo nonostante la grave malattia agli occhi. I casi di Catania di questi giorni non sono dissimili. Era un preciso dovere giuridico e morale per gli inquirenti (anzi, inquisitori), prima di dare in pasto ai mass media i cc.dd. falsi ciechi, almeno conoscere bene la disciplina della legge 138/2001 e sottoporli a visita.

  2. Scritto da Sebastiano Presti

    Chi ha un deficit e una disabilità visiva deve essere necessariamente assistito?
    Se ciò non avviene, perché la persona in oggetto è autonoma, siamo in presenza di frode?
    Giusto indagare (si sa che i truffatori ci sono), ma il fatto di contrapporre competenze di autonomia e mobilità – che una persona può doverosamente e faticosamente perseguire – con l’evidenza di trovarsi in presenza di truffatori, perché la persona è capace e abile, fa supporre che coloro che hanno un deficit (in particolare modo quello visivo) DEVONO essere ASSISTITE!
    Alla faccia della riabilitazione e della cultura di inclusione…
    L’ignoranza regna.
    Lascio un riferimento costruttivo: http://www.aniomap.it

  3. Scritto da laura

    Che squallore, indagini durate quanto ? perizie quante ? ora i dubbi se continuare o meno, non credo che un medico legale possa essere messo in dubbio. Archiviate e spendete il denaro “nostro” con maggiore criterio ce ne sono tanti, ma tanti altri, da mettere sotto controllo !!!!!

  4. Scritto da lotty

    la cifra della pensione mi sembra eccessiva, non mi risulta esistano questi importi per l’invalidità. Forse qualcuno potrebbe spiegare meglio.

  5. Scritto da Yuri

    Ed ora i mezzi di comunicazione che come sciacalli si erano avventati sulla notizia, daranno altrettanto spazio per una rettifica dell’errore commesso, ridando dignità alla persona ingiustamente accusata ! ?

  6. Scritto da Manuela

    allora invece di 2.500 se ne possono dare la metà, non trovate?

    1. Scritto da Marcus

      No, non trovo assolutamente. Se quella è la cifra che gli era stata riconosciuta si deve continuare a dargliela..