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“Solidarietà matura” Anteas Bergamo si presenta

Dalla ricerca “Solidarietà matura” esce il ritratto dell’associazione di volontariato della Fnp Cisl che conta circa 400 persone di un’età media attorno ai 65 anni.

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Dalla ricerca “Solidarietà matura” esce il ritratto dell’associazione di volontariato della Fnp Cisl che conta circa 400 persone di un’età media attorno ai 65 anni.

Ci sono quasi 400 persone, di un’età media attorno ai 65 anni, a disposizione di un progetto di solidarietà; un’associazione di soli 15 anni, già “vecchia” di esperienza e “know how” pronta a misurarsi con una rete territoriale; c’è un patrimonio di sedi, mezzi e professionalità con la propensione a spendersi per progetti di qualità in campo culturale e sociale.

È la fotografia dell’ANTEAS di Bergamo che esce dalla ricerca “Solidarietà matura”, che ANTEAS e FNP orobiche hanno commissionato sui propri volontari e condotta, insieme al “Centro Servizi per il Volontariato” e alla Fondazione della Comunità Bergamasca, con l’obiettivo di migliorare la presenza e le attività di ANTEAS sul territorio e indagare ulteriormente il rapporto tra bisogni dei cittadini anziani e non autosufficienti e le risposte da loro attese da parte di ANTEAS.

“È una ricerca che dà risultati soddisfacenti, nel quadro del rapporto tra volontari e associazione, tra loro e il territorio e le persone con cui hanno a che fare – dice Giuseppe Della Chiesa, presidente dell’associazione promossa da FNP CISL di Bergamo”.

La ricerca, presentata oggi in un convegno nel Salone dei Riformisti del Lavoro della sede CISL di Bergamo, fa parte di un percorso che si articola in tre azioni: dopo la ricerca, infatti verranno attivati seminari di approfondimento e l’avvio di un percorso di osservazione interna, “un momento da dedicare a un check up dell’organizzazione e dei rapporti con il territorio e i suoi soggetti, per potersi finalmente aprire alla rete del volontariato bergamasco, con il quale avviare politiche comuni di intervento e di solidarietà”.

Dal punto di vista dei risultati della ricerca, si scopre che i volontari ANTEAS si caratterizzano soprattutto per una presenza maschile (solo un quarto è donna), hanno un età media di 65 anni e mezzo (il 23% ha più di 71 anni e il 14% meno di 60 anni, due terzi dei volontari ha tra i 60 e i 70 anni). L’80% dei volontari è coniugato. I livelli di istruzione sono medi, in particolare si segnala che un quarto dei volontari ha conseguito solo la licenza elementare. Un terzo dei volontari vive in famiglia con i figli. Il settore lavorativo di provenienza prevalente è quello dell’industria (66%), il 12% dagli enti pubblici, il 10% dal commercio, residuale è la provenienza dal settore dell’artigiano (6%).

“Sul fronte degli atteggiamenti – analizza Bruno Vedovati, curatore della ricerca – emergono interessanti caratterizzazioni: innanzitutto, il tempo libero non viene vissuto come vuoto (tre volontari su quattro dichiara infatti di non annoiarsi nel tempo libero); i valori più importanti per la vita in comune sono il senso civico (30%); la tolleranza e il rispetto agli altri (20%) e la solidarietà (16%). Meno incidenti sono l’autonomia; la coerenza; la partecipazione e la determinazione. La loro influenza sul modo di pensare e agire è derivata soprattutto dall’ambiente familiare (70%) e dall’esperienza nel volontariato (12%); sono molto contenti soprattutto dei rapporti all’interno della famiglia (66%) e negli affetti (64%). Il 13% dichiara di essere per niente contento di come si vive oggi in Italia. Per i volontari prima dell’interesse personale vi è il bene comune; nell’azione di solidarietà prima dell’aiuto pratico viene ritenuto importante il capire le persone; il 73% dei volontari si dichiara per nulla d’accordo con l’idea che i volontari sottraggano posti di lavoro; significativo è anche il dato che il 31% affermi che i volontari sono più attenti dei lavoratori remunerati ai bisogni delle persone utenti dei servizi che loro stessi svolgono”.

L’essere volontari in ANTEAS è un esperienza che è strettamente collegata con l’iscrizione e l’impegno nel sindacato CISL (il 60% dei volontari è iscritto alla CISL). I volontari iscritti alla CISL sono soprattutto gli uomini (66%); quelli di età tra i 66 e i 70 anni (72%); i laureati (83%); quelli iscritti da più tempo in ANTEAS (il 73% tra quanti sono iscritti ad ANTEAS dai 5 ai 9 anni). Per molti l’iscrizione alla CISL è un esperienza che viene da molto lontano (il 47% è iscritto da più di 40 anni). Il tempo messo a disposizione nel volontariato è mediamente di circa 18 ore al mese, anche se molte sono le differenze e articolazioni. La metà dei volontari mette a disposizione al mese meno di 10 ore, 2,5 ore la settimana), mentre per il 5% dei volontari l’impegno in termini di ore è veramente significativo in quanto maggiore di 50 ore al mese. La disponibilità oraria è più ampia per gli uomini rispetto alle donne e tra quanti hanno un età tra i 51-55 anni e tra i 66 e i 75 anni. Il 36% dei volontari afferma che la partecipazione ad ANTEAS abbia completamente realizzato le personali aspettative e bisogni, mentre il 51% afferma che lo abbia fatto solo in modo parziale. Solo il 4% valuta che la partecipazione ad ANTEAS non abbia per nulla realizzato le aspettative.

“Emerge che ANTEAS è una realtà ancora tutto sommato nuova anche se sono in atto importanti evoluzioni e trasformazioni – sottolinea Della Chiesa -. La collocazione e nascita di ANTEAS quale espressione del sindacato è certamente il punto importante e imprescindibile di riferimento, in questo senso la relazione con FNP è vitale e imprescindibile. La storia, anche se breve di ANTEAS, sta portando l’organizzazione verso una fase più matura e maggiormente consapevole delle proprie potenzialità e caratterizzazioni, questo vuol dire lavorare molto sui confini e le relazioni”.

Sul fronte delle risposte si vanno articolando nuove tipologie (es. piccole riparazioni, ecc..), ma anche nuovi ambiti d’intervento (non solo anziani, ma anche disabili, minori). Nuovi sono anche i soggetti di riferimento (non solo Comuni, ma anche enti privati no profit, Cooperative, ) e le forme di relazioni (convenzioni ma anche forme di attività private con singoli cittadini portatori di bisogni). “Tutte queste novità e tendenze di trasformazioni richiamano ANTEAS a ridefinirsi e ricollocarsi, con il rischio anche di intraprendere nuove strade che spostano l’asse del suo stile propulsivo. Una specifica questione è anche quella della relazione tra le attività di sostegno e le acquisite attività culturali (Università degli anziani). Stili organizzativi differenti che stanno richiamando al significato dell’espressione dell’azione di volontariato e al senso di ANTEAS. Arrivano nuove richieste ed opportunità di gestire servizi che prima erano condotti da professionisti retribuiti e oggi sono gestiti con solo azioni di volontariato. Vi è quindi il richiamo a fornire anche alcuni strumenti professionali ai volontari attraverso interventi formativi. Ma vi sono, o possono essere, richieste di gestire servizi che prevedano la presenza di professionisti retribuiti insieme ai volontari. Anche in questo caso cambiamenti significativi che possono far evolvere Anteas in modo decisamente diverso da quanto è oggi”.

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