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I negozianti bergamaschi: “Ecco i nostri rimedi contro la crisi”

La crisi non risparmia nessuno e anche il settore degli alimentari deve mettere in campo nuove forze per restare a galla. Ecco come alcuni negozianti bergamaschi stanno affrontando questo delicato momento.

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La crisi non risparmia nessuno e anche il settore degli alimentari deve mettere in campo nuove forze per restare a galla. Ecco come alcuni negozianti bergamaschi stanno affrontando questo delicato momento.

La crisi non dà tregua e fa sentire i suoi effetti anche sui negozi di alimentari. Tra carovita e concorrenza della grande distribuzione, per il piccolo commercio di vicinato la vita è sempre più dura. Ma gli esercenti bergamaschi tengono botta e si industriano per raggiungere nuove fette di consumatori, sperando in tempi migliori. Lo rileva una indagine di Confesercenti Bergamo.

Uno degli esempi più significativi arriva da Valerio Mologni, titolare della storica gastronomia di via Borfuro. “Dopo aver constatato una sensibile flessione nelle vendite, abbiamo deciso di aprire un angolo caffetteria-ristorazione, con piatti e prodotti preparati da mia moglie e da mio figlio – sottolinea Mologni – Dovremmo essere pronti a giorni, in tempo per il primo giovedì sotto le stelle. E’ stata proprio la crisi a farci venire l’idea: la posizione favorevole, davanti al tribunale, dovrebbe aiutarci. Per il resto, continuiamo con la nostra affezionata clientela, anche se manca il ricambio generazionale. Le giovani coppie continuano a venire da noi per salumi, formaggi e altre specialità,ma per la spesa grossa ormai vanno tutti al supermercato”.

Le difficoltà si fanno sentire anche nei consumi dell’alimento di base, il pane. “Da marzo abbiamo notato un appiattimento – spiega Livia Penati, proprietaria insieme al marito Pierangelo del panificio Recanati di Terno d’Isola – Prima la flessione si registrava nell’ultima settimana, adesso invece la gente tira la cinghia tutto il mese. Il pane, poi, ormai lo vendono in tanti, dunque la concorrenza non manca. E i prodotti da forno come pizze e focacce si vendono poco”.

Segnali incoraggianti arrivano invece dai mercati all’aperto. “Con l’arrivo della bella stagione e della frutta fresca ci stiamo un po’ riprendendo – dice Fausto Mologni, fruttivendolo ambulante – Speriamo che il tempo ci aiuti, comunque possiamo dirci moderatamente ottimisti. I nostri clienti restano attentissimi ai prezzi, però chiedono soprattutto la qualità: magari acquistano meno prodotti, ma puntano su frutta e verdura ben selezionate, che magari non trovano nella grande distribuzione”.

La qualità è la parola d’ordine anche di Lorenzo Carminati, rinomato macellaio di via Broseta, specializzato in carne equina. “I clienti che passavano saltuariamente per acquistare una fettina li ho persi da tempo – spiega – Da noi viene chi si aspetta un servizio di livello. Oggi più di ogni altra cosa conta la professionalità. La gente non vuole sentirsi sola davanti a un bancone: ha bisogno di essere seguita e consigliata e noi questo siamo in grado di farlo bene. Siamo un po’ come dei sarti, ai nostri clienti sappiamo dare prodotti su misura, selezionati in base alle loro richieste”.

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Commenti

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  1. Scritto da Carlo Pezzotta

    Intanto incominciate a pagare le tasse che avete evaso nei decenni , secondo l’ISTAT, la GdF e l’Agenzia delle Entrate,e poi ne riparliamo.

    1. Scritto da sarah

      peccato che prima quelli che secondo te rubavano davano anche lavoro..ora se lo tengono e tanti stanno a casa!
      una mano lava l’altra e tutte e due il viso! non si deve ribare ma sapessi quanti dipendenti conosco che la sera andavano in fabbrica con il tablet e il giorno lavoravano a nero a fare idraulici elettricist….ect meglio stare zitti!