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Cinelatino: otto film tra i migliori del 2011

Quinta edizione di Cinelatino: dal 12 al 16 giugno, una manifestazione che è andata crescendo nella proposta e nella partecipazione del pubblico ed è diventata un appuntamento atteso nel panorama delle manifestazioni culturali

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Dal 12 al 16 giugno, a Bergamo, in Auditorium di Piazza Libertà si svolgerà la quinta rassegna dedicata al cinema latinoamericano. L’iniziativa è promossa da TenarisDalmine, organizzata da Gamec, Fondazione Dalmine, Fundación Proa e Bergamo Film Meeting, curata da Sara Mazzocchi (Gamec) e Angelo Signorelli (Bergamo Film Meeting).

Anche quest’anno sono otto i film proposti, scelti tra quelli più significativi usciti nel 2011, cercando, come ogni anno, di portare l’attenzione su paesi ed autori nuovi. Nei paesi del centro e sud America le produzioni sono in costante aumento, si moltiplicano quelle che vedono coinvolti più paesi di questa vasta area geografica e a cui partecipano paesi europei, come è il caso di Francia e Germania.

Il ricorso, frequente ma mai ossessivo, alla memoria, che apre in modo drammatico e per certi versi liberatorio alle storie dei singoli stati e alle conseguenze che le fasi tragiche delle dittature hanno avuto sui contesti di classe, di etnia e familiari e sulle coscienze individuali. Per tanti autori oggi il cinema è un modo di guardare e interpretare sia il passato che il presente, attraverso il ricorso all’immediatezza di vicende quotidiane e l’identificazione con percorsi soggettivi e relazionali che sono il segno di un atteggiamento cambiato, più portato al discorso indiretto, ma non per questo meno efficace nel trasmettere le paure, gli squilibri e i disagi che permeano e lacerano il tessuto sociale.

Ne è un esempio Distancia, di Sergio Ramírez (ospite di Cinelatino), che parla della guerra civile che ha devastato il Guatemala per oltre trent’anni, sfogliando davanti agli occhi dello spettatore le pagine del diario che l’anziano protagonista ha tenuto con costanza e che ora porta con sé nel viaggio per raggiungere la figlia, portatagli via dai militari vent’anni prima e mai più rivista. L’uomo impiegherà due giorni per ricongiungersi con la sua Lucía, attraversando bellissimi paesaggi, una sorta di Eden dove nulla sembra sia successo, e incontrando on the road strani e simpatici individui che si spostano per lavoro.

Las malas intenciones, della peruviana, ma nata in America, Rosario García-Montero (ospite di Cinelatino), è ambientato nel 1982, un periodo che vede il rafforzamento delle azioni di guerriglia di Sendero Luminoso. La piccola Cayetana ha otto anni e lotta con il mondo degli adulti per crescere. Quando viene a sapere che la madre è incinta, si convince di dover morire alla nascita del fratello; si rifugia, allora, in un mondo fantastico popolato dagli eroi che hanno fatto la storia del suo paese. La minaccia alla “incolumità” della piccola si intreccia con l’inizio di uno dei periodi più sanguinosi della storia recente del Perù, attraverso gli echi delle violenze che arrivano fin dentro la casa.

In Los viejos, del boliviano Martín Boulocq, Toño ritorna dalla sua famiglia che lo aveva scacciato, nella sua terra, fusa nella memoria collettiva di un popolo che ha vissuto drammatici rivolgimenti politici durante gli ultimi decenni. Ma tante cose sono cambiate: il padre adottivo soffre di una malattia che gli impedisce di parlare, la giovane Ana, che a suo tempo aveva amato, è madre di un bambino di nove anni. Toño compie un viaggio nel passato; alcuni luoghi parlano ancora dei fatti di un tempo, alcuni oggetti sono ancora al loro posto. Solo le persone sono cambiate e sono diventate irrimediabilmente distanti. I movimenti migratori tra stati stanno interessando anche i paesi dell’area latinoamericana: sono persone che nei loro paesi non trovano lavoro, non hanno di che mantenere i loro cari.

In Ulises del cileno Óscar Godoy, il protagonista è un immigrato peruviano in Cile, professore di storia che nel paese di accoglienza lavora prima come addetto alle pulizie e poi come lavoratore al macello. Il regista lo segue nelle sue peregrinazioni notturne, in una città di strade illuminate, insegne al neon, bar e negozi dove altre solitudini si muovono alla ricerca di possibili incontri e di possibili speranze.

L’incontro tra culture diverse, l’incomunicabilità, lo scontro tra due individui tra loro distanti, non solo geograficamente, sono tra i motori della simpatica commedia Un Cuento Chino (Cosa piove dal cielo?) che narra del casuale incontro tra un argentino burbero e un cinese che non parla una parola di spagnolo. L’occasione narrativa è sfruttata dal regista argentino Sebastián Borensztein con abilità e senza mai scivolare nel patetico.

La “strana coppia” è il tramite per parlare dello straniero, della diffidenza, della difficoltà di costruire relazioni non solo con i propri concittadini, ma anche con chi viene da fuori e che spesso fa esplodere contraddizioni e paure represse. Da tre anni Rubén viaggia solitario sul suo camion dal Paraguay a Buenos Aires in Las Acacias, dell’argentino Pablo Giorgelli. Un giorno gli capita di dare un passaggio a una donna e alla sua bambina di appena cinque mesi. L’uomo è un tipo solitario, poco portato al dialogo. Quello che presto considera un pesante fardello, qualcosa di cui liberarsi al più presto, si rivela via via l’occasione per aprirsi all’esterno, alla sofferenza delle persone, prestando di nuovo attenzione ad altri esseri umani. Alla fine del viaggio molte saranno ancora le cose non dette, ma i silenzi e gli sguardi questa volta dicono l’affetto e la promessa del ritorno.

La differenza, la disabilità, ma anche la voglia di vivere e il desiderio di giustizia sono al centro di Porfirio, del colombiano Alejandro Landes. Porfirio è anche il nome del protagonista, un uomo costretto sulla sedia a rotelle per un proiettile vagante sparato dalla polizia colombiana. È una persona ostinata, oltre che vitale: intenzionato ad avere un risarcimento a tutti i costi, medita un’azione plateale. Landes ci parla di forza di volontà, delle strategie per aggirare gli impedimenti della realtà, di sesso e di amore, di quella sana e impudica tenacia degli umili di fronte alle difficoltà della vita.

La brasiliana Júlia Murat ci porta in uno sperduto villaggio brasiliano con il film Histórias que só existem quando lembradas. Qui la vita scorre sempre uguale, con gesti che si ripetono identici ogni giorno. Madalena prepara il pane mentre Antonio prepara il caffè, rinnovando di volta in volta il rituale fatto di bisticci e sedute sulla panchina a sorbirsi la bevanda calda. La messa e la cena con gli altri abitanti del villaggio completano la giornata. L’anziana donna vive nel ricordo del marito scomparso. Ma un giorno arriva in paese Rita, una giovane fotografa alla ricerca di un posto dove stare. Qualcosa cambia nella vita di Madalena. Júlia Murat si muove con tocco gentile, affettuoso, discreto, attenta a cogliere i movimenti dell’animo, quei piccoli tremolìi che sono il segno di un’interiorità turbata.

OSPITI

Rosario García-Montero, regista di Las malas intenciones. Rosario García-Montero è nata a Chicago e cresciuta a Lima, in Perù. Ha studiato in diverse università internazionali tra cui quelle di Lima, New York e Cuba dove ha lavorato alla sceneggiatura di Las malas intenciones, suo lungometraggio d’esordio, dopo aver realizzato alcuni cortometraggi.

Sergio Ramírez, regista di Distancia. Guatemala, 1978. Ottiene la laurea in Scienza delle Comunicazioni, scrive e realizza il cortometraggio Hoy sí e il documentario Resistir para vivir, resistir para avanzar. Distancia è il suo primo lungometraggio a attualmente sta terminando il documentario El último viaje de Manuel José Arce.

PROGRAMMA

Martedì 12  ore 20.30 INAUGURAzIONE ore 21.00 LAS MALAS INTENCIONES di Rosario García-Montero

Mercoledì 13 | ore 20.30 HISTORIAS QUE SO EXISTEM QUANDO LEMBRADAS di Júlia Murat ore 22.15 LAS ACACIAS di Pablo Giorgelli

Giovedì 14 | ore 20.30 PORFIRIO di Alejandro Landes ore 22.15 LOS VIEJOS di Martín Boulocq

Venerdì 15 | ore 20.30 DISTANCIA di Sergio Ramírez ore 22.15 ULISES di Óscar Godoy

Sabato 16 | ore 20.30 DEGUSTAzIONE LATINOAMERICANA ore 21.30 UN CUENTO CHINO di Sebastián Borensztein

AUDITORIUM DI PIAZZA LIBERTà Piazza della Libertà – Bergamo

INGRESSO Intero: (due spettacoli) € 5,00 | Ridotto: € 4,00

www.cinelatino.it

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