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“Hai gli occhi di Dio” E la nomade truffa un’operaia 54enne fotogallery

L'intervento della Polizia blocca una truffa ai danni di un'operaia 54enne di Treviglio. La nomade aveva fatto leva sui sentimenti religiosi della bergamasca per derubarla di preziosi e denaro.

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“Che begli occhi, hai gli occhi di Dio”. Così inizia l’approccio di quella che si rivelerà una truffa di alcune migliaia di euro ai danni di un’operaia 54enne di Treviglio con problemi familiari.

È martedì pomeriggio 5 giugno in via Piave, vicino alla stazione ferroviaria di Treviglio, quando la 54enne sta tornando a casa. Su una panchina una giovane donna le fa i complimenti per i suoi occhi, le dice che si chiama Miriam e racconta che si trova a Caravaggio per pregare la Madonna di Medjugorje perché interceda e aiuti i malati. Prende le mani della 54enne bergamasca e le consegna un’immaginetta della Madonna.

Tra le due donne nasce una confidenza, la bergamasca si confida, afflitta per i suoi problemi familiari, la salute dei genitori anziani da accudire, un figlio malato. Miriam la tranquillizza, assicura che pregherà per lei ma le chiede di consegnarle il cellulare e un oggetto prezioso che ha con sé per praticare un rito di purificazione. Le due donne si danno appuntamento per il giorno successivo davanti a un’edicola votiva in via Curletti a Treviglio.

Mercoledì pomeriggio all’appuntamento Miriam confida alla 54enne che c’è qualcosa che non va, si fa consegnare altri oggetti preziosi necessari per un rito che prevede l’accensione di 41 candele e un bicchiere pieno d’acqua con dentro un filo rosso. Quindi si mettono d’accordo per il giorno dopo, ma Miriam avanza anche una richiesta di denaro: “Portane più che puoi”. Alla richiesta di denaro la 54enne si insospettisce e tornando a casa si ferma al commissariato di polizia di Treviglio.

I poliziotti avviano un’indagine, tranquillizzano la 54enne e le garantiscono la loro presenza per il prossimo incontro che avrà con Miriam. Venerdì in tarda mattinata davanti all’edicola votiva di via Curletti i poliziotti entrano in azione e bloccano due uomini: B.S., 41enne rumeno e R.M., un sedicenne figlio e complice di Miriam. Entrambi sono stati denunciati a piede libero. Miriam viene portata in commissariato a Treviglio dove viene svelata la sua vera identità: R.N. del 1964, nomane di origine serba, già nota alle forze dell’ordine e residente nel milanese.

Per “Miriam” scattano le manette e nella mattina di venerdì è stato celebrato il processo per direttissima: dovrà rispondere del reato di truffa.

“La tecnica utilizzata dalla nomade fa leva sui sentimenti religiosi e sui problemi familiari – spiega Luca Rocco, dirigente del Commissariato di polizia di Treviglio e vicequestore aggiunto –. Grazie alla denuncia siamo intervenuti tempestivamente per evitare che la 54enne di Treviglio venisse ulteriormente truffata e derubata”.

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