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Confindustria Bergamo: “Più difficile con la crisi il passaggio all’età adulta” fotogallery

Un'indagine condotta da Enrico Finzi, di AstraRicerche, presentata questo pomeriggio in un convegno pubblico alla Fiera di Bergamo, dopo l’assemblea privata di Confindustria Bergamo.

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La crisi sta penetrando in profondità nell’animo dei più giovani, rallentando la conquista dell’autonomia, ridimensionando le aspettative professionali e facendo crescere il numero di chi pensa di cercare fuori confine, almeno per un periodo, autonomia economica e realizzazione. Sono alcuni dei risultati dell’indagine condotta da Enrico Finzi, di AstraRicerche, presentata questo pomeriggio in un convegno pubblico alla Fiera, dopo l’assemblea privata di Confindustria Bergamo. Finzi ha proseguito l’approfondimento avviato lo scorso anno sulla visione e le aspettative della popolazione bergamasca ed ha risposto alle sollecitazioni di Marco Bellini, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo, e di Elisabetta Pezzotta, direttore risorse umane di Branded Apparel Italia (Lovable).

La ricerca, commissionata da Confindustria Bergamo e realizzata a marzo tramite 800 interviste telefoniche ad un campione rappresentativo di italiani residenti, di età fra i 15 e i 74 anni, con un’attenzione particolare alla fascia fra 15 e 34 anni, evidenzia le difficoltà delle generazioni che si trovano immerse in una lunga crisi lunga, ragazzi che faticano a trovare un lavoro adeguato ed a “mettere su” casa, tanto che l’ingresso nell’età adulta a Bergamo e provincia si colloca, secondo le valutazioni degli intervistati, su una media di 29 anni.

La speranza di un lavoro sicuro e garantito è in cima ai pensieri di molti e l’83,7% lo colloca al primo posto fra gli obiettivi che guidano la scelta degli studi e del lavoro. A sostegno delle scelte professionali e di studio c’è ancora lo stretto ambito familiare e di conoscenti nel 93% degli intervistati. “Volare basso” è un dato acquisito: per la maggioranza nei prossimi 5-6 anni i giovani troveranno più facilmente lavoro come commessi, cuochi e camerieri e, a seguire, come tecnici specializzati, operai e artigiani.

Per molti la prospettiva di lasciare la provincia o di varcare i confini nazionali comincia a diventare più concreta: circa l’80% degli under 34 mette in conto di trovare lavoro altrove, almeno temporaneamente. In positivo, la maggiore fatica nel diventare adulti consolida alcuni valori cardine: per quanto riguarda il lavoro vengono considerati fondamentali lo studio, in particolare delle lingue straniere.

Al secondo posto emergono i percorsi tecnici e professionali con sbocco immediato nel mondo del lavoro. Fare esperienze all’estero è collocato ai primi posti nella graduatoria dei percorsi da seguire per trovare lavoro, così come l’orientamento verso studi tecnico-scientifici. Tra le molte informazioni in chiaro scuro, almeno due sembrano decisamente positive: la rivalutazione del ruolo femminile, destinato ad essere sempre più valorizzato nel mondo del lavoro (lo pensa l’82 per cento degli under 25) e la visione molto positiva dell’imprenditività, cioè della capacità di muoversi con spirito d’indipendenza, in autonomia per raggiungere i propri obiettivi.

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Commenti

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  1. Scritto da Ernesto

    Con la riforma delle pensioni , figlia della devastante gestione degli anni scorsi e più ancora del debito nazionale , di punto in bianco abbiamo tolto posti di lavoro pari al 15 % della forza lavoro : MILIONI di posti. Mediamente 6 anni di allungamento vogliono dire questo, in più c’è la crisi ! sarebbe bello che la gente almeno capisse cosa significa “fare debito” oltre il ragionevole.