Azzurri ad Auschwitz, il pianto di Montolivo "Dentro mi sento vuoto" - BergamoNews
La memoria

Azzurri ad Auschwitz, il pianto di Montolivo “Dentro mi sento vuoto”

Il gioiello bergamasco, fresco di matrimonio con il Milan, ha parlato commosso dopo la visita della Nazionale ai campi di sterminio polacchi: "Giornate come questa ti lasciano senza parole. Non potevamo non venire qui, sento un grande vuoto dentro di me".

Sono passati da Auschwitz e da Birkenau gli azzurri di Cesare Prandelli che domenica, affrontando i campioni del mondo della Spagna, faranno il loro debutto a Euro 2012. Nella delegazione della Nazionale anche il bergamasco di Caravaggio Riccardo Montolivo, fresco di matrimonio con il Milan, uno dei pochi azzurri a concedersi a microfoni e taccuini dopo la toccante visita.

Il centrocampista cresciuto nelle giovanili di Zingonia ha raccontato la grande emozione provata durante la visita, quando, di fronte ai racconti di alcuni sopravvissuti ai campi di concentramento, non è riuscito a trattenere le lacrime: “Non si poteva non venire qui – ha spiegato ancora commosso Montolivo -. Dopo questa visita è arrivato il momento di guardarsi dentro e io devo ammettere che sono sconvolto, sento solo una grandissimo vuoto. Giornate così ti lasciano senza parole”.

Alla delegazione azzurra ha parlato anche Samuel Modiano, detenuto B7456, deportato a Birkenau il 16 agosto 1944 e liberato ad Auschwitz il 27 gennaio dell’anno dopo dai sovietici, che ha voluto sottolienare quanto sia importante per lui la missione che sta portando avanti da anni, ossia il far capire ai giovani che ciò che è successo in quegli anni di sterminio non deve ripetersi mai più. “Per questo – ha continuato “il salvato” – dobbiamo continuare a lottare per mantenere viva la memoria perché non dimenticare è fondamentale per far sì che i ragazzi di oggi non vedano mai quello che hanno visto gli occhi allora”.

Una volta visitato il campo di sterminio di Auschwitz, dopo un’ora di visita al museo del lager, i giocatori, con a capo Cesare Prandelli, hanno osservato un minuto di silenzio davanti alla parete di mattoni dove venivano eseguite le condanne a morte.

Il capitano della nazionale azzurra, Gigi Buffon, ha poi deposto una corona di fiori bianco-rosso-verdi, mentre tutti i giocatori hanno acceso un lumino in memoria dei morti. Dopo Auschwitz, la delegazione si è spostata a Birkenau, campo di concentramento situato a circa 3 chilometri, dove i calciatori hanno ascoltato commossi il ricordo e la testimonianza di altri sopravvissuti.

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