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Venere incontra il sole Un evento unico per i telescopi terrestri

Il primo transito si è verificato l'8 giugno del 2004 e il secondo avverrà il 6 giungo 2012 per poi ripetersi solo nel dicembre del 2117 e dicembre del 2125, quindi, a meno che non troviamo l'elisir di lunga vita, è l'ultima occasione per poter osservare l'evento.

Venerdì 6 giungo avverrà il transito del pianeta Venere sul sole. Un transito avviene quando un pianeta interno all’orbita terrestre, come lo sono Venere e Mercurio, passa di fronte alla nostra stella. Venere ha un orbita attorno al sole inclinata di 3-4° rispetto a quella terrestre e quindi solo in alcuni particolari conbinazioni di reciproca posizione dei due pianeti con il sole creano il fenomeno del transito visbile da terra. Questo accade con intervalli di 105.5 o 121,5 e all’interno di questo intervallo l’evento si verifica per due volti con intervallo di 8 anni. Infatti il primo transito si è verificato l’8 giugno del 2004 e il secondo avverrà domani 6 giungo 2012 per poi ripetersi solo nel dicembre del 2117 e dicembre del 2125, quindi a meno che non troviamo l’elisir di lunga vita è l’ultima occasione per poter osservare l’evento.

Lo spettacolo potrà essere osservato solo con l’utilizzo di appositi filtri solari dedicati all’osservazione della nostra stella, ciò per preservare la vista da danni permanenti e irrimediabili che potrebbe provocare l’osservaizone diretta del sole. L’evento sarà ancora più interessante se oltre al transito del piccolo cerchio scuro sul disco solare vi sarà la presenza di qualche macchia solare. Ciò che si vedrà sarà un minuscolo puntino nero che si muoverà attraverso il disco solare.

E in prossimità dell’entrata e dell’uscita dal disco solare si potrà osservare il fenomeno chiamato "Black Drop" letteralmente goccia nera, il cerchio nero del pianeta apparirà allungarsi formando un disegno simile ad un goccia d’acqua.

Nel XVIII secolo astronomi ed esploratori avevano organizzato imponenti spedizioni in ogni parte del globo per osservare i transti avvenuti nel 1761 e nel 1769. L’obiettivo degli scienziati dell’epoca era quello di misurare il tempo di transito del pianeta sul disco solare da diverse posizioni per ricavarne, con complessi procedimenti matematici, una misura corretta della distanza tra la terra e il sole.

Oggi il tranisto permetterà di affinare le conoscescenze che abbiamo del pianeta. La Nasa punterà il telescopio spaziale Hubble, le cui ottiche non sono pensate per inquadrare direttamente il sole, verso la luna, che verrà utilizzata come un gigantesco specchio per catturare le immagini del transito ed effettuare una spettrografia all’atmosfera del pianeta identificandone così i singoli elementi. Inoltre, il fenomeno servirà anche per migliorare la tecnica che utilizziamo per scoprire i pianeti extrasolari. Per cercare di scoprire nuovi corpi celesti attorno ad altre stelle si cerca di misurare l’attenuazione della luce quando un pianeta transita davanti. E Venere, con il suo passaggio davanti al sole, ci permetterà di mettere a punto algoritmi di analisi spettrografica più precisi di quelli attuali e trasferirli alla ricerca dei pianeti lontani.

L’osservazione del fenomeno sarà possibile però solo all’alba e dalla nostra città potremmo osservare solo la parte conclusiva dell’evento.

Pier Rinaldi

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