La mia a

Monti, Buffon e Palazzi con le loro uscite stanno affossando il calcio

Il delicato momento del mondo del pallone analizzato da Passirani: inaccettabile la proposta del Premier di fermare il calcio, ancora meno le giustificazioni del portiere e le esigue sanzioni di Palazzi. Ben vengano le scelte di Percassi e Andreoletti.

di Luciano Passirani

A diverso titolo Monti, Buffon e per finire pure Palazzi sembrano volere affossare il calcio in Italia. Sono disponibile a concedere le attenuanti della scarsa conoscenza per il primo, e dell’ancor risicato buon senso generale. Sicuramente per almeno uno dei tre anche l’estrema e disperata poca intelligenza, non quotata in borsa e quindi nemmeno comprabile. Però non ho capito in questa ultima settimana il senso delle loro esternazioni, per non dire delle decisioni.

Sono uno di quelli che ha visto calcio, pur da diverse angolature, con incarichi dentro e fuori dal campo. Però al ricordo del trio Gre-No -Li (contrazione delle iniziali dei tre famosi calciatori svedesi Gren, Nordahl e Liedholm, il glorioso trio di attaccanti che giocò nella Nazionale svedese e nel Milan negli anni cinquanta). Non posso negare che all’interno del campo e delle società ho visto di tutto, ne sono stato anche coinvolto in prima persona, pur involontariamente (piaccia o meno che per la prima volta mi sentiate affermarlo). Con ciò non rinuncerei mai alla mia passione, il calcio è la mia amante preferita. In realtà è un’amante molto disinvolta, visto come si lascia prendere dalla maggior parte degli italiani.

Tranne Monti che essendo quasi mio coetaneo ricorda gli stessi piaceri, come il trio Gre-No–Li , ma per togliere il ripetuto malcostume sceglierebbe di fermare il calcio, per due o tre anni. Incredibile. Monti non crede a leggi severe e condanne esemplari per eliminare i truffatori in calzoncini corti. Lui vorrebbe fermare il calcio: un po’ come pensare di combattere la crisi bloccando le pensioni e aumentando il costo della benzina pro terremotati. E, come hanno insegnato con facile monotonia i governi monocolore degli anni ’60, per poi ritrovarsi le Brigate Rosse in casa, un nuovo problema sociale ora sotto vesti diverse, non bastassero i recenti suicidi di poveri imprenditori: ve lo immaginate il paese senza calcio per due o tre anni?

Ma ho letto e sentito di peggio, vengo a Buffon che attacca stampa e magistratura, come se il colpevole fosse chi racconta il peccato, non chi lo commette. Uno strano miscuglio di sconnessi concetti giuridici senza spendere nemmeno una parola sui compagni che vendono le partite. Imbarazzante essere capitano della Nazionale, ancor più vice-presidente dell’associazione calciatori, se poi vieni beccato a girare più di un milione di euro al tabaccaio di Parma per comprare sigari piuttosto che immobili.

Ho sempre creduto che il calcio debba essere curato da se stesso e dalle proprie leggi applicate per isolare i truffatori. Così fatico in questo momento a capire Palazzi e i patteggiamenti accettati. E non sono il solo, visto il gelo di Abete e della Federazione, con il rischio che fra venti mesi potremmo rivedere in campo i Carobbio e i Gervasoni, ancor prima – non me ne voglia – Ruopolo. E fra qualche anno anche qualcuno di casa nostra con il cappello da dirigente, ancora “a testa alta”, ancora a scommettere: che delusione Palazzi. Ben venga l’iniziativa di Percassi: un codice etico per tutte le società di calcio a correggere di fatto Palazzi impedendo nuovi ingaggi per i giocatori coinvolti, un modo nuovo per stare con Andreoletti che con dignità rifiuta le sconcertanti quanto perverse applicazioni giuridiche della responsabilità oggettiva. Buon cammino ad entrambi.

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