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Maroni: “Serve più unità” Monti-Salvini, duello con scintille

L'ex ministro interviene al Palacreberg e attacca lo Stato e la parata del 2 giugno: "Soldi buttati nel cesso". Poi tocca a Bossi: "Niente pensione, continuerò a combattere". Intanto tra Monti e Salvini il duello si fa più infuocato che mai.

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“La Lega resti unita o per noi è la fine”. Suonano quasi come un campanello d’allarme le parole di Roberto Maroni che, intervenuto al congresso nazionale del Carroccio al Palacreberg di Bergamo, è stato un vero e proprio fiume in piena. L’ex ministro non ha perso l’occasione per sparare sullo Stato centralista, che sabato 2 giugno ha deciso, nonostante la sciagura del terremoto che ha colpito l’Emilia, di scendere in piazza per la parata militare, definendo l’investimento “soldi buttati nel cesso. Noi abbiamo deciso di non esserci, di stare lontani da quei salotti che servono solo per mangiare e bere a sbaffo”.

“Oggi siamo sotto attacco – ha ribadito Maroni -. Il nostro progetto è sotto attacco. E noi dobbiamo stare uniti: abbiamo delle risorse incredibili, l’unità dovrà essere il nostro valore fondamentale. Nei giorni scorsi ho letto l’intervista di un deputato del Pdl che attaccava l’Imu: non esiste, quella è una nostra battaglia, non facciamocela scippare così. E non parlatemi di alleanze perché in questo momento non m’interessa, abbiamo altro a cui pensare. Grillo ha detto che ha a disposizione una squadra di boy-scout? Bene, che se li tenga. Noi abbiamo un esercito di sindaci guerrieri”.

Il Bobo nazionale ha poi concluso scomodando persino Nelson Mandela, “colui che diceva che il vincitore non è altro che un sognatore che non si è mai arreso. Proprio come noi. La Padania libera deve tornare in cima ai nostri pensieri, sin da subito”.

La parola è poi passata a Umberto Bossi, che si è subito detto compiaciuto per quanto dichiarato da Maroni (“Le sue parole le ho apprezzate molto, si vede che ho cresciuto bene i miei allievi”) e si è scagliato contro chi nelle scorse settimane ha affiancato la Lega alla ‘ndrangheta: “Tutti voi qui presenti sapete benissimo che non è vero nulla ma che si tratta solo ed esclusivamente del solito attacco dello Stato che, per farci del male, usa i magistrati. La pensione? Per noi è vietata. Chi ha dimostrato di avere capacità deve restare sul campo, e io per primo continuerò a combattere. Potremo anche perdere dei voti, ma nessuno ci toglierà mai la voglia di andare avanti”.

Il Senatùr ha poi chiuso con avvertimento rivolto “a tutte quelle persone che oggi ci attaccano e parlano male della Lega. Noi ci ricorderemo di voi e quando il sole tornerà a splendere vi ripagheremo con la stessa moneta”.

Ma nel sabato mattina che non t’aspetti è spuntato lui, Cesarino Monti, a creare quella confusione che il popolo del Carroccio avrebbe sicuramente evitato in un periodo come questo. Con un cognome che farebbe rabbrividire ogni leghista che si rispetti, il senatore ha deciso di correre contro Matteo Salvini nella volata alla segreteria della Lega Lombarda e non ne ha voluto sapere di ricoprire il ruolo della classica vittima sacrificale, tant’è che sul palco del Palacreberg, quando è toccato a lui, ha aperto un vero e proprio show, iniziando con la polemica per quella sua candidatura fatta passare un po’ troppo in ombra dagli organi d’informazione e scatenando un’ondata di fischi che ha portato il candidato segretario a rivolgersi allo stesso Salvini, chiedendogli di “calmare quelle frange un po’ troppo chiassose”.

Lo storico sindaco di Lazzate è poi passato all’attacco di tutto e di tutti, senza fare nessuna distinzione. Ha iniziato con i giovani, colpevoli di averlo fischiato (“Ho 65 anni e non sono venuto qua a farmi prendere per i fondelli da alcuni giovincelli che non sanno nemmeno cosa sia la Lega. Io sì che sono un leghista vero: ricordo le mie battaglie contro il centralismo dello Stato che più di una volta mi ha portato i carabinieri sotto casa alle 6 del mattino”), per poi passare a tutti gli organi di stampa che l’hanno ignorato negli ultimi giorni. Monti non s’è dimenticato di attaccare “il marcio che c’è oggi nella Lega, portato da tutte quelle persone che non vogliono il bene del nostro partito ma che cercano solo un po’ di potere e qualche favore di troppo. Le battaglie si fanno tutti uniti – ha continuato il senatore – e noi in questo momento non lo siamo, è inutile che c’illudiamo”.

Infine, ci sono state delle frecciatine anche per Maroni (“Lega 2.0? Ma per favore. Io sono per la Lega Nord, punto”, “Basta parlare male dei nostri amici, basta usare Facebook”).

A riportare la calma ci ha provato Matteo Salvini che, comunque, non ha rinunciato a rispondere in maniera piccata all’avversario, ricordandogli che “quelle partecipazioni in televisione non sono altro che una grande difesa nei confronti della Lega e di Bossi”.

Poi la grande distensione: “Con questo congresso si devono chiudere anche tutte quelle polemiche che sono nate al nostro interno – ha spiegato Salvini -. Aggiungo che, se sarò eletto segretario regionale, rassegnerò le mie dimissioni da consigliere comunale di Milano: una mossa dovuta che farò comunque con grande tristezza”.

Salvini ha poi promesso che “se la mia elezione sarà realtà non nascerà nessuno scontro generazionale, ma solo una grande squadra che, unita e compatta, lavorerà sodo per quel sogno che tutti vogliamo realizzare e che si chiama Padania”. Del resto Calderoli venerdì sera l’aveva detto: basta odio, è l’ora della Lega dell’amore.

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Commenti

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  1. Scritto da padano

    E’ stato un vero congresso ed è andata cosi ha vinto Salvini del resto non poteva andare diversament, onore e rispetto a Monti.E’ uffficiale ci sono 2 (maroniana e bossiana) correnti se si rispettano e divido i posti tutto andra’ avanti altrimenti la Lega sara’ stata solo una belle parentesi nella storia Italica.Da bergamasco sono dispiaciuto per Stucchi che sicuramente viste le sue qualita’ sarebbe andato meglio in questa fase di “ricucitura”

  2. Scritto da Piero

    Chi è Cesarino Monti?? Ha ragione lui quando dice che prima di dirsi leghisti bisognerebbe esserlo!!!

  3. Scritto da Luca Lazzaretti

    Soldi buttati nel cesso…dice il buon Maroni…forse si riferiva ai rimborsi elettorali elargiti alla lega? Credo di sì!

  4. Scritto da Sergio

    Dunque, ancora vent’anni di governo romano per avere la padania o una farsa di federalismo…Intanto? Bossi….che tiene famiglia da mantenere nel lusso padano: arriveranno anche i nipotini….Maroni… che sbafa neri ristorantini romani mentre ci riempie di extracomunitari..Calderoli… che ci costa l’ira di dio solo in guardie al controllo della sua mega villa in collina…per non dire dell’dio che ci siamo arricchiti tra italiani e del tracollo economico italiano, padania compresa, da tutti loro causato..Gia!!! non contiamo i loro doppi o tripli incarichi ben retribuiti..

  5. Scritto da stella

    Ma questo Monti (il cognome già è particolare), sbucato oggi, vuol competere con il grande e giovane Salvini?

    1. Scritto da Giusto!

      Lasciamo fare al Mario di rimettere in riga la Lega.
      Comunque la frecciatina del Cesarino sui GIOVANI solo a CACCIA di POTERE la condivido in pieno.
      E poi NON SONO GIOVANI. Perché anche se hanno 30 anni sono CRESCIUTI col MODELLO VECCHIO: hanno cominciato a 15 anni a attaccare manifesti, poi quanche incarico impiegatizio nelle segreterie, poi qualche lavoretto in area Lega, poi qualche elezione e poi via via gli incarchi di sindaco, assessore, deputato, etc….
      Insomma classe dirigente selezionata con CRITERI VECCHI e INADEGUATA al contesto. Cosa saprebbero fare se non politica?
      Oggi è PIU’ GIOVANE e UTILE al Paese un 50enne con 0 anni di attività politica ma che sappia pensare e risolvere.

    2. Scritto da Giovanni

      Evidentemente della Lega conosce solo quello che dicono repubblica e il corriere.Cesarino Monti,2 volte sindaco di Lazzate (Mi), senatore dsa 2 legislature,fondatore dell’associazione dei comuni del nord, CONORD,per aiutare con consigli legali ed amministrativi gli amminitratori leghisti,sia di maggioranza che di opposizione,ecc.