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Gli indiani Imamsuat e i Pigmei Baka allo Spirito del pianeta

Lo spirito del pianeta sabato 2 giugno ospita gli indiani Imamsuat dell’Alaska e i Pigmei Baka, Popolo autoctono del Camerun e martedì 5 Saor patrol Canti e danze tradizionali scozzesi. Concerto anche tra i vigneti di Scanzo dell'azienda agricola Savoldi giovedì 7 giugno

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Lo spirito del pianeta sabato 2 giugno ospita gli indiani Imamsuat – il popolo del mare, indiani dell’Alaska + Pigmei Baka, Popolo autoctono del Camerun.

Al Polo Fieristico di Chiuduno (Bergamo) prosegue il festival dedicato alle culture di tutto il mondo. Ingresso libero, struttura al coperto, bus navetta da piazza mercato (Malpensata) a Bergamo e dalla zona industriale di Chiuduno (adiacente a uscita autostrada A4) qui per i dettagli http://www.lospiritodelpianeta.it/navetta.html  

Ecco il programma completo della giornata di sabato 2 giugno.

Dalle 12, Apertura del centro ore 14,30 Laboratori artigianali (c/o l’accampamento parco) ore 15,30 Sfilata del corteo storico per le vie del paese, premiazione del palio presso il festival ore 17,00 Canti e danze del gruppo medioevale di terno d’Isola (Palco principale) ore 20,15 Apertura dell’Assemblea dei popoli indigeni del mondo (c/o palazzetto) ore 21,15 Canti e danze del gruppo Indiani dell’Alaska Imamsuat (Palco principale) ore 21,45 Danze e seminario del gruppo dei Pigmei (c/o palazzetto) ore 22,30 Conferenza: i nativi dell’Alaska (Palco principale). 

Martedì 5 giugno è la volta dei  Saor patrol Canti e danze tradizionali scozzesi + Imamsuat Indiani dell’Alaska

Ecco il programma completo della serata di martedì 5 giugno.

Dalle 19 apertura del centro ore 20,00 Laboratori artigianali (c/o l’accampamento parco) ore 21,15 Canti e danze tradizionali del gruppo Saor Patrol Scozia (Palco principale) ore 21,45 Danze e seminario del gruppo Imamsuat dell’Alaska(c/o palazzetto) ore 22,45 Conferenza: la situazione del progetto fortificazione, ad Edimburgo (Palco principale)  

Saor Patrol. La cornamusa, considerata strumento nazionale, accompagna le note di un gruppo che con la sua grinta e con i suoi tamburi sa farci respirare ogni volta l’aria della Scozia, quella vera: gli Saor Patrol ! Dal gaelico, il nome di questo gruppo letteralmente significa "la pattuglia della libertà" (saorsa è la parola gaelica che indica il concetto di libertà). Questo perchè non si tratta di un gruppo meramente musicale: gli Saor Patrol (Clanranald Trust for Scotland) sono portatori culturali di una tradizione antica che ha bisogno di impegno e dedizione per sopravvivere. Dal 1996 il progetto è quello di realizzare un forte celtico (DunCarron) nei pressi di Edimburgo, per poter trasmettere a tutti e soprattutto ai più giovani l’amore per il proprio passato.

Concerto anche tra i vigneti di Scanzo dell’azienda agricola Savoldi giovedì 7 giugno alle 21 del gruppo scozzese Saor Patrol ( rock celtico, cornamuse, gruppo che ha avuto ruoli di comparsa anche in noti film quali Braveheart e il Gladiatore).

Il gruppo Imamsuat appartiene al popolo Sugpiaq (Alutiiq) dell’Alaska proveniente dalla parte bassa della penisola di Kenai e dalle isole di Kodiak e Afognak. Alcuni membri del gruppo appartengono anche alla cultura Inupiaq del Mare di Bering. Il gruppo è stato creato per preservare e promuovere la cultura Sugpiat attraverso danze, canti e spettacoli e per informare il mondo sulla sua gente, i suoi valori e tradizioni. In questo modo i membri del gruppo Imamsuat sperano di tramandare i racconti tradizionali delle famiglie, la loro storia e i loro canti. Gli Imamsuat hanno danzato in molti luoghi, da Boulogne sur Mer, Francia, al Chateau Musée, Notte Quyana; e ancora presso la Federazione dei Nativi dell’Alaska, a Honolulu, isole Hawaii. I nativi Sugpiaq ovvero Unangax e Alutiiq vivono sulla costa e pescano nelle acque dell’Alaska da ben 7.500 anni. A partire dal 18° secolo la loro cultura è stata influenzata da quella russa. Sono due le lingue indigene, la Unangax e la Sugcestun. I kayak, che essi chiamano iquax e qayaq, differiscono da altre imbarcazioni simili per l’arco separato che aumenta la navigabilità e velocità dell’imbarcazione.

I cacciatori Sugpiaq indossavano visiere in legno curvato ornati con i baffi dei leoni marini. Le visiere proteggevano dai riflessi ed erano il simbolo dello stato di cacciatore. Il numero di baffi sulla visiera indicava il successo del cacciatore. I Sugpiaq usavano varie parti dei mammiferi marini per fabbricare il proprio abbigliamento e altri utensili. La pelle delle foche, dei leoni marini, delle lontre marine, degli orsi, scoiattoli e marmotte si usava per gli articoli da abbigliamento. I cappelli e le ceste erano intrecciati con radici d’abete e erba. Le ceste avevano disegni geometrici e potevano avere fino a 2500 punti per pollice quadrato. Le donne intrecciavano anche fibre vegetali e tessuti animali per ricavarne corde, cavi e lenze per la pesca. L’inverno era un periodo dedicato alle tradizioni con celebrazioni e cerimonie elaborate. In genere, i festeggiamenti iniziavano nel tardo autunno, dopo avere procurato e messo al sicuro il cibo che doveva bastare per tutto l’inverno. Le cerimonie si tenevano in grandi case comuni, cosiddette gasgig e si suddividevano in due eventi distinti: quelli di natura spirituale, necessari a garantire che la caccia e la pesca continuassero ad essere fruttuose e poi le celebrazioni sociali, per esempio il matrimonio.

I PigmeiBaka appartengono a quelli che comunemente vengono denominati « popoli autoctoni ». Spesso considerati come uomini di piccola taglia, che vivono di caccia e di raccolta, sono popolazioni di riferimento per l’ecosistema delle foreste tropicali e sono considerati come i primi abitanti della foresta con cui intrattengono legami mistico-fisici inconfutabili. La foresta è il regno che imparano sin dall’infanzia a conoscere, ad amare e a rispettare perché le devono la loro vita intera. Dall’alba dei tempi, i Pigmei sono riconosciuti come cacciatori e raccoglitori, non avendo una cultura di agricoltori. Hanno sempre prelevato le proprie risorse alimentari dalla foresta, sia quelle faunistiche che quelle della flora. Nel frattempo, con la deforestazione galoppante, sono sempre più obbligati a ritrovarsi ai bordi delle vie. Non per questo ciò li allontana dalla foresta ma li rende vittime di un’emarginazione da parte dei loro vicini Bantù. Il gruppo che si esibirà si chiama Bona tô tô, e sarà composto da tre 3 musicisti e 4 danzatori. Tuttavia, certe danze richiedono solo due musicist, e in tal caso i danzatori saranno 5. Gli strumenti del gruppo saranno una chitarra tradizionale NGOMBI ; un tam-tam MBANDA ; Castagnole YONGO (le castagnole saranno attaccate ai piedi per certe danze). Il gruppo veste costumi tradizionali fatti con corteccia d’albero e di rafia.

www.lospiritodelpianeta.it

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