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Bergamo a rischio sisma? L’Ance rassicura: “Mapperemo i capannoni”

l terribile terremoto in Emilia ha scosso tutta Italia ed ora ci si domanda se non sia il caso di rivedere la classificazione sismica del nostro Paese. Interrogato sulla questione, Ottorino Bettineschi, Presidente di Ance Bergamo, ha espresso enorme solidarietà alle famiglie rimaste coinvolte nel sisma ma frena sugli allarmismi degli ultimi giorni.

Il terribile terremoto in Emilia ha scosso tutta Italia ed ora ci si domanda se non sia il caso di rivedere la classificazione sismica del nostro Paese. Interrogato sulla questione, Ottorino Bettineschi, Presidente di Ance Bergamo, ha espresso enorme solidarietà alle famiglie rimaste coinvolte nel sisma ma frena sugli allarmismi degli ultimi giorni.

Presidente, il segretario della Cgil Luigi Bresciani qualche giorno fa ha espresso tutta la sua preoccupazione per i capannoni bergamaschi che non sarebbero in grado di reggere a un fenomeno sismico di tale intensità. Anche lei esprime questa preoccupazione? “Credo che il vero problema sia valutare il rischio sismico che c’è su Bergamo. E’ chiaro che con un terremoto violento come quello che si è verificato in Emilia il nostro patrimonio sarebbe a rischio. Bisogna però fare due valutazioni: da un lato bisogna tenere conto di come si è costruito nella nostra provincia, dall’altro c’è la necessità di rivedere i parametri di pericolosità”.

Bergamo non è mai stata considerata zona sismica, in fase di progettazione e costruzione si tiene lo stesso conto di criteri antisismici? “Il grado di pericolosità a Bergamo è sempre stato dichiarato basso o nullo, quindi i costruttori si adeguano a quanto gli viene comunicato. Quasi il 90% delle strutture nella nostra provincia sono state costruite prima del 2005. Se i geologi ritengono che la situazione stia cambiando allora ci adegueremo. A mio avviso servirebbe più prevenzione: vanno approfonditi grado di pericolosità e la staticità di quello che è già stato costruito”.

Ance Bergamo ha in programma delle ispezioni per verificare quali sono le strutture a rischio o siete già in possesso di questo tipo di dati? “Sono dati che non possiamo avere in quanto, come dicevo in precedenza, non si è mai guardato a Bergamo come una zona sismica. In ogni modo abbiamo in programma uno studio, che verrà fatto nella maniera più approfondita possibile, che ci permetta di costruire un quadro generale e più chiaro della situazione”

Secondo la sua esperienza, in Emilia è possibile che ai costruttori venga contestata la responsabilità oggettiva per i morti nei capannoni? “Io mi auguro, ma ne sono già sicuro, che in Emilia i costruttori abbiano tenuto conto delle normative antisismiche vigenti nella zona: in quel caso avrebbero fatto solamente il loro lavoro. Un fenomeno così era difficile da prevedere, a volte non è nemmeno sufficiente sapere che in una certa zona c’è un elevato rischio sismico per evitare catastrofi”.