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“Io, bergamasco in Emilia Il mio sguardo si perde tra i capannoni crollati”

Il racconto di Fabio Poli, bergamasco che gestisce un autosalone a Ferrara: "La mia concessionaria colpita dal terremoto. E' incredibile ma sono proprio le strutture produttive le più colpite. Ad ogni scossa scatta l'allerta".

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“È bastato il tuono di un temporale e stanotte alle due ero già in piedi. Ormai qualsiasi rumore è diventato un campanello d’allarme. Non ho più dormito fino alle quattro”. Fabio Poli, bergamasco, 40 anni. Da dodici si è trasferito a Ferrara dove ha un autosalone racconta la sua paura. La sua casa dista a pochi chilometri di distanza da Poggio Renatico, uno dei centri più colpiti dal terremoto.

“Le scosse continuano anche di notte, certo le due di ieri mattina ci hanno allarmato parecchio – continua Fabio –. Io e mia moglie Roberta avevamo appena portato nostra figlia Carolina alla scuola materna, abbiamo capito che c’era il terremoto perché la gente usciva in strada, scappava terrorizzata. Siamo subito tornati a prendere Carolina all’asilo e poi siamo andati a prendere Tommaso che fa la prima elementare. Devo dire che le maestre sono state davvero brave, hanno mantenuto la calma e hanno fatto uscire i bambini come se si trattasse di un’esercitazione. Anche se i piccoli sono sensibili e ieri Carolina è rimasta agitata tutto il giorno”.

Mantenere la calma è l’imperativo per affrontare la situazione che è disperata.

“Il senso di impotenza che ti dà il terremoto è indescrivibile: non sei più nemmeno razionale. Ieri è andata bene, ma non possiamo dire che stiamo tranquilli. Qua attorno ci sono molti capannoni crollati, è incredibile ma sono proprio le strutture produttive le più colpite” racconta Fabio.

Anche la sua concessionaria ha subito un danno enorme domenica 20 maggio, alla prima scossa di terremoto che ha sconvolto l’Emilia.

“Ho subito dei danni non strutturali e così mi hanno concesso l’agibilità dell’autosalone – ammette –. La situazione è sempre più difficile, viviamo con l’ansia, la paura che possa arrivare ancora una scossa più forte. Certo siamo in una situazione di emergenza, ieri mattina il centro di Ferrara era zona rossa. Molti palazzi storici hanno subito danni enormi”.

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Commenti

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  1. Scritto da L'Hom Bard

    Il 24/04/2012 così mi pubblicaste:
    La Pannonia fu l’ultima patria dei Longobardi prima di cacciarsi nella devastata Italia. ……. . Carlo Magno imbufalito ne polverizzò il regno e i Lombardi divennero accattoni, cenciaioli, barattieri, strozzini, schiavisti e poi…… banchieri. Da allora presero a investire nell’edilizia: capanne, stamberghe, Stongarde, Guaite, Arenghi, Berlinghe, stalli, chiese, case. Ma solo oggi l’indole genetica e nazionale nostra è appagata. Con la sintesi distruzione\costruzione, fatta con i milioni di capannoni, riabbiamo la Pannonia, anzi la CAPANNONIA. Capiste?

    1. Scritto da Ugo

      Che cavolate scrivi??? L’analisi da fare per una tragedia del genere deve essere solo che umana e di solidarietà per gente che ha perso tutto o molto in pochi secondi.. Mah…

  2. Scritto da Massimo Silvestri

    CHE DISASTRO! Edilizia industriale prefabbricata pesante (in calcestruzzo): ANNO ZERO! Quando mai ci si deciderà ad abbandonare questo sistema costruttivo utilizzando strutture in acciaio (elastiche e già di per sè antisismiche) e pannellature leggere? Succubi delle lobby dei cementieri che fanno sparire poco alla volta le montagne (v. l’Albenza sopra Colle Pedrino)? Le azioni sismiche sono proporzionali alle masse sospese: un pannello in calcestruzzo da 20 cm pesa 450 kg/m2, un struttura leggera tra 50 e 100 kg/m2 (struttura in acciaio compresa). Tirate un pò voi le conclusioni …. .