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Gibellini: spiace per lo Ior finito nella polvere e senza più segreti

Andrea Gibellini, banchiere bergamasco, per 17anni ha lavorato in Vaticano: prima come direttore dello Ior e poi per sette fondazioni dentro le mura leonine. Equilibrato, parco e severo mette a confronto l'Istituto di allora con quello di oggi.

“Per rivestire certi ruoli bisogna essere preparati, attenti al luogo, sensibili all’istituzione che è la Chiesa. Perché qualsiasi atto che si compie ricade, nel bene e nel male, sulla Chiesa”. La voce è pacata è di Andrea Gibellini, 80 anni, già direttore dello Ior, l’Istituto opere di religione, ovvero la banca del Vaticano.

Gibellini ci accoglie nella sua abitazione in via Verdi a Bergamo. Banchiere di lungo corso, ha iniziato a lavorare a 22 anni alla Popolare di Bergamo quando era ancora uno studente universitario di Economia e commercio alla Bocconi dove poi si è laureato. Ha scalato tutti i gradini fino ad entrare nel consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Bergamo. Equilibrato e schivo, non vorrebbe parlare ma nemmeno tacere.

Abituato alle situazioni più delicate e difficili non si sottrae di fronte alle domande.

“Premetto che non voglio esprimere giudizi sulle persone – afferma Gibellini – perché nelle vicende che emergono dalla stampa credo si debba evidenziare che non è in discussione l’istituto in sé, con la sua missione, ma gli atteggiamenti di alcune persone ”.

Le mani avanti, la cautela nelle risposte spiegano bene perché quest’uomo è rimasto per diciassette anni in Vaticano, prima alla guida dello Ior e poi di sette fondazioni all’interno delle mura leonine.

“Spiace vedere l’Istituto opere di religione trascinato in questo polverone mediatico – aggiunge il banchiere – anche perché lo Ior provvede alla custodia e all’amministrazione dei beni destinati a opere di religione e carità. E non solo in Italia ma in tutto il mondo, bisogna guardare al mondo, alle parrocchie e alle diocesi in difficoltà che lo Ior aiuta e sostiene con le sue attività”.

Un appunto è da riservare anche agli utili di questo istituto che vengono devoluti in favore di opere di religione e di carità. Gibellini non sfiora nemmeno la questione delle notizie emerse sui media che svelano gli affari dello Ior. Anzi azzarda nelle sue domande una contro difesa: “Fino a dove sono esaustive queste notizie? E fino a dove corrispondono al reale? – si chiede Gibellini –. Lo Ior, io ce l’ho nel cuore. Spiace vedere questo istituto fondato nel 1887 da Papa Leone XIII, che ho servito con tanto amore trascinato nella polvere”. A soffiare sulla polvere è il libro “Sua Santità” di Gianluigi Nuzzi. “Un libro che non ho letto e che non leggerò” si appresta a dire Gibellini. Cuore di tanto interessamento rimangono quei segreti mai svelati che il Vaticano riesce bene a custodire. “Chi si appresta a servire il Papa – conclude il banchiere – deve sapere che ci sono dei doveri. E il primo è la fedeltà racchiusa nella segretezza. Certo lo Ior tratta beni, denaro, interessi, ma la sua missione è diversa, alta, delicata: il fine ultimo è la carità. Difficile comprenderlo se non si crede”.

Commenti

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  1. Scritto da giupì

    Chi è Paolo Gabriele? Un fedifrago o un collaboratore di giustizia? Analogamente, un dipendente di banca che rivela intorciate finanziarie (e sappiamo bene quante ce ne sono state e quanti danni hanno causato) è un corvo o una persona degna di rispetto? Lo stesso dicasi per i pentiti di mafia. Riguardo al Vaticano, proporrei di trasferirlo a rotazione, per qualche anno. in ciascun paese della Comunità Europea. Così i rispettivi governi nazionali possono assaggiarne l’influente vicinanza,come è avvenuto da noi, e alla fine della rotazione, si potrebbe riflettere sulle radici cattoliche dell’Europa.

  2. Scritto da stefano

    questi signori sono stati gran bravi a svuotare le casse della bpb con benfit, stockoption e tfr facendo finta di essere bravi quando tutto andava bene per conto proprio.
    una volta arrivata la crisi vera, non hanno più cavato un ragno dal buco. idem per lo Ior, quando tutto era nascosto dalla parvenza di onestà intrinseca nelle pieghe delle sottane, tutto andava bene, anche le torte dei proventi scaturiti dagli investimenti non troppo ecumenici per edizioni di riviste pornografiche in germania della collana Blue Panter Books.
    tutto pulito??? ma!

  3. Scritto da panealpane

    Gibellini sa molto piu’ di quello che dice, ma giustamente da quel galantuomo che si e’ sempre dimostrato di essere, non va a dirlo in giro. Il suo allontanarsi volontariamente dallo IOR e Vaticano in tempi non sospetti si disse causato al fatto che anche lui, come Gotti Tedeschi, non si riconosceva nei modi “opachi” di gestione della banca e delle finanze vaticane. Peccato che, invece di prender spunto dalle sue parole che indicano la carita’ come fine principale di tali istituzioni, si faccia di tutta l’erba gramigna un fascio unico… poi magari questi criticoni mandano i figli all’oratorio (costato milioni di euro) senza contribuire o chiedersi da che parte siano arrivati tanti soldi…

    1. Scritto da vinoalvino

      I soldi per oratori e chiese nuove arrivano dalle tasche dei cittadini caro pane al pane si informi altro che carità

  4. Scritto da Marco Brembilla

    Conosco Gibellini e la serietà con cui ha sempre lavorato. Non mi sembra che nelle sue parole ci sia la difesa di nessuno, tanto meno di chi ha sbagliato, semplicemente evita (e non solo perchè ex direttore) quello scandalismo che tanto piace a qualcuno e, giustamente, non esprime giudizi sommari che gli ormai troppi giudici improvvisati hanno dato, temo a priori.

    1. Scritto da mao

      “Chi si appresta a servire il Papa – conclude il banchiere – deve sapere che ci sono dei doveri. E il primo è la fedeltà racchiusa nella segretezza. Certo lo Ior tratta beni, denaro, interessi, ma la sua missione è diversa, alta, delicata: il fine ultimo è la carità. Difficile comprenderlo se non si crede”.Guardi Brembilla,la gente sopporta oltre ogni limite di decenza,qualsiasi porcata,non da giudizi sommari,non si interessa degli affari segreti,delle leggi di uno stato indipendente,il quale però mette il becco in mille vicende che non lo riguardano proprio per niente,e poi la gente è sommaria.Fossimo come l’Olanda caro Lei.

      1. Scritto da Marco Brembilla

        Egr. anonimo mao, di solito non rispondo anche perchè rispettoso delle idee altrui, ma stavolta mi corre l’obbligo di specificare. Non ho detto che giustifico nulla, mi riferivo solo all’intervista e alle parole del dott. Gibellini. Nulla di più. Come cattolico mi fa male vedere e sentire quanto sta succedendo in Vaticano, non giustifico e non condanno in modo sommario. Certo mi auguro che sia fatta chiarezza al più presto, abbiamo un disperato bisogno di esempi edificanti.

  5. Scritto da crapa

    ‘sti preti non cambiano mai: quattro ave maria, et voilà, la povere è sotto il tappeto!

  6. Scritto da Pier

    E’ facile sparare sulla croce rossa…non auguro a nessuno degli sbrigativi scriventi dei commenti di qui sopra di non trovarsi mai in situazioni disperate nelle più disparate parti del mondo, che solo con lo IOR la Chiesa ha potuto e può soccorrere, tutto il resto, può anche fare schifo ma bisogna pensare che la Chiesa è fatta di uomini soggetti agli errori come tutti gli altri e che vanno giustamente condannati, ma non si può sempre gettare il bimbo coll’ acqua sporca !… E’ solo la solita facile demagogia, che spunta in innumerevoli situazioni…e provare a farsi anche un esame di coscienza sui comportamenti quotidiani di tutti noi ??…Non sarebbe male.

    1. Scritto da San dighet

      Se la Chiesa è fatta di uomini soggetti agli errori come tutti gli altri, allora che questi uomini siano soggetti anche alle leggi come tutti gli altri. La Chiesa ha solo diritti e nessun dovere. Troppo comodo.

    2. Scritto da Sanc del nas

      Sparare sulla croce rossa? Guarda Pier che lo Ior è una sconfinata e intellegibile potenza economica che risolverebbe il problema del debito pubblico di mezza Europa, altro che paragonarla ad un moribondo. Questa sì che è demagogia.

    3. Scritto da Caro Pier

      “che vanno giustamente condannati”.Ecco, appunto.
      Anche la vecchia storia dell’esame di coscienza è facile demagogia, anche la chiesa fatta di uomini soggetti ad errori è facile demagogia.
      Stia attento a dar consigli agli altri, potrebbe finire per fare esattamente come la chiesa, predicare bene e razzolare male..

  7. Scritto da max

    http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

    1. Scritto da roberta

      Grande! la miglior risposta! io l’ho già fatto anni fa e lo consiglio a tutti!

    2. Scritto da Laura

      Non sapevo, grazie per l’informazione.

  8. Scritto da vacanze romane

    Gibellini, si goda la sua pensione,ma non difenda l’indifendibile.

  9. Scritto da Anna

    Lo Stato Vaticano è tenuto in vita unicamente per godere di privilegi come quello di avere una banca, lo Ior appunto, che per qualsiasi Stato europeo sarebbe fuori legge. Di questi tempi, è giusto che ci sia ancora chi può fare i propri comodi (oltre a riscuotere l’8 per mille e a non pagare l’imu)?

  10. Scritto da Tone

    Le parole di Gibellini ci confermano una cosa: non c’è più religione. Bene, si torna a casa un’ora prima.

  11. Scritto da Enrico

    L’ultimo direttore dello Ior, Gotti Tedeschi, è stato fatto fuori perchè intendeva adeguarsi alle norme di trasparenza bancaria necessarie per garantire che non vengano riciclati soldi di provenienza non lecita. Evidentemente la banca del Vaticano ha qualcosa da nascondere, e non da oggi.

  12. Scritto da max

    Gibellini ma ci faccia il piacere,trascinato nella polvere,guardi che sappiamo leggere,Solidarnosc,Marcinkus,De Pedis,banda della magliana,Calvi,banco ambrosiano,Emanuela Orlandi,probabilmente queste cosucce ruotano intorno al denaro,Lei non sa nulla,stava zitto,faceva un servizio migliore.

  13. Scritto da dove viviamo

    “il fine ultimo è la carità” …la carità per le Prada del papa

  14. Scritto da misteri vaticani

    Il problema è proprio di base : è necessario che oggi il Vaticano abbia una propria banca ? (Non sembra che il fondatore della religione abbia espresso particolari indirizzi in merito, salvo la frase “date a Cesare…”) Finito da tempo il potere temporale,si potrebbe benissimo appaltare il servizio di tesoreria a varie banche mondiali. Ma la vicenda vaticana con tutta probabilità va oltre la questione dello IOR, altrimenti è inspiegabile questa mancanza di fedeltà di alcune persone al Papa Benedetto XVI.

  15. Scritto da Gino

    “Fuori i mercanti dal tempio” qualcuno ha detto, caro Gibellini.
    E chi ė più mercante di un banchiere, che con il signoraggio fuori controllo specula sul lavoro di altri.