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L’epicentro in Emilia Giù paesi e capannoni Vittime tra gli operai

Una nuova forte scossa di terremoto, 5.8 gradi della scala Richter, scuote l’Emilia: l’epicentro a otto chilometri di profondità è stato individuato, ancora una volta, in provincia di Modena tra Medolla e Mirandola.

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Una nuova forte scossa di terremoto, 5.8 gradi della scala Richter, scuote l’Emilia: l’epicentro a otto chilometri di profondità è stato individuato, ancora una volta, in provincia di Modena tra Medolla e Mirandola.

I primi dati parlano purtroppo di quattro vittime: alcuni operai sono rimasti intrappolati nel crollo di alcuni capannoni nella zona di San Felice sul Panaro. Lancia l’allarme, e chiede disperatamente assistenza, un assessore di Cavezzo che racconta di un paese quasi completamente distrutto.

Gravi danni alle abitazioni anche a Cento, dove molti edifici non hanno retto alla violenza del sisma. I crolli non risparmiano nemmeno gli edifici storici: crollati il duomo di Mirandola (dove ha subito enormi danni anche al Polo Industriale), vicinissimo all’epicentro del sisma, e il castello di Finale.

A causa del terremoto le Ferrovie dello Stato hanno prima rallentato e poi definitivamente sospeso la circolazione sulle linee Padova-Bologna, Verona-Bologna, Milano-Bologna, Verona-Mantova-Modena, per permettere controlli ed accertamenti.

Le notizie si susseguono, soprattutto sui social network che forniscono le prime, terribili immagini in tempo reale.

Altra scossa attorno alle 10.30, con epicentro Mirandola, di intensità 3.8 della scala Richter: a Ostiglia è crollato il solaio di una scuola, fortunatamente già evacuata.

Si registrano i crolli di due chiese, a Poggio Renatico (Ferrara) e San Possidonio (Modena). Si registrano tre morti nel modenese: erano operai al lavoro in un capannone. Situazione identica a Medolla, dove però sono ancora al lavoro i soccorritori: ci sono persone coinvolte ma al momento non ci sono notizie di altre vittime.

Il terremoto è stato avvertito anche a Torino, Genova e perfino in Austria: la violenza del sisma ha fatto danni anche a Venezia dove è crollata una statua ai Giardini Papadopoli.

La terra continua a tremare con forte intensità: nuova scossa di 4.2 gradi alle 10.40. Continua a salire il numero dei morti che per ora sono 8: si teme però per la sorte di molti operai ancora intrappolati sotto le macerie dei capannoni e dei quali non si conoscono le condizioni.

Alle 12.30 è ripresa regolarmente quasi ovunque la circolazione sulla rete ferroviaria: riduzione della velocità solo in alcuni tratti.

Il bilancio delle vittime continua ad aggiornarsi: ora sono 10 i decessi accertati.

Altre due forti scosse hanno fatto tremare l’Emilia e tutto il nord Italia attorno alle ore 13. Lo sciame sismico non accenna a fermarsi e in pochi minuti si sono susseguiti almeno altri sei fenomeni.

Secondo i dati forniti dalla protezione civile ci sono 15 deceduti e 4 dispersi. Altissimo il numero degli sfollati  che tocca quota sei mila.

Seguono aggiornamenti

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Commenti

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  1. Scritto da Pierluigi Toccagni

    Edifici fatiscenti, forse in campagna, dove sono morti gli animali in occasione del 1° terremoto, ma capannoni industriali (compresi quelli di stagionatura del parmigiano – reggiano) e i relativi impianti sembrano molto recenti e di fattura molto simile a quelli che hanno riempito la bergamasca tra il 2000 e il 2010. Di certo non rispettosi delle norme antisismiche e buoni per chi li fa fare e poi li vende o affitta, ma non per chi ci deve lavorare. Nello stesso periodo c’è chi ha operato per la cultura e i controlli di sicurezza (di costruzioni e lavoro) e chi ne ha invece tagliato i fondi e li ha osteggiati. Molte volte compromettono la stabilità le modifiche “fai da te”.

  2. Scritto da Carlo

    Anche a Bergamo si è sentita la scossa: ma gli unici ad “evacuare” il posto di lavoro sono stati i dipendenti degli uffici pubblici !

    1. Scritto da daniela

      ma va a da vià…
      F.to:- dipendente pubblica uscita dall’ufficio alle 16 e 45
      e tu che ci fai al computer alle 15,25?
      Infine, è per la 626 che nei luoghi pubblici, in caso di scosse telluriche, si deve uscire, compresi gli utenti, per un certo tempo. Poi si rientra. Eccetto le scolaresche che sono saggiamente state mandate a casa.
      Va a laurà che l’è mei.

    2. Scritto da GP

      beh questi dipendenti sono sempre i primi quando si tratta di andare a spasso o per i fatti loro gli ultimi per quanto riguarda la volonta di lavorare.

      1. Scritto da daniela

        vedi commento a carlo

  3. Scritto da Giovanni

    Chi ha fatto morire Operai al Lavoro,per colpa di capannoni fatiscenti deve PAGARLA CARA!!!!