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Legami affettivi e matrimoni combinati nell’antichità

Mercoledì 30 maggio al museo di piazza Cittadella in Città Alta si parla delle “Sorelle di Penelope”. Matrimoni combinati nella Protostoria con Stefania Casini (Direttrice del Civico Museo Archeologico di Bergamo).

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Ragione e sentimento, tra legami affettivi e matrimoni combinati nell’antichità. Il Maggio Archeologico di quest’ anno intende esplorare il tema dei legami d’amore e dei matrimoni nel mondo antico.

Le unioni matrimoniali sono sempre state la base dell’organizzazione sociale e per questo spesso motivate da esigenze di carattere comunitario come dimostrano molte evidenze archeologiche. Le fonti antiche, tuttavia, testimoniano anche l’esistenza di unioni sentimentali. Un viaggio attraverso la protostoria e il mondo greco e romano con molti riferimenti alla contemporaneità.

Mercoledì 30 maggio ore 21 nella sala Curò del museo di piazza Cittadella in città Alta si parla delle “Sorelle di Penelope” – Matrimoni combinati nella Protostoria con Stefania Casini (Direttrice del Civico Museo Archeologico di Bergamo).

L’archeologia protostorica indaga quel periodo nel quale le usanze di una popolazione possono essere ricostruite prevalentemente attraverso i resti archeologici e solo indirettamente attraverso autori greci e latini che fanno riferimento a quella popolazione.

Nell’età del Ferro, nell’Italia settentrionale, si ha conoscenza del fatto che la struttura elementare della società è costituita dalla coppia sposata, un’unione che si perpetua spesso nel rituale funerario, attraverso la deposizione dei due defunti, anche in tempi diversi, nella stessa tomba. Tuttavia non sappiamo se fossero matrimoni combinati, come ancora oggi esistono in quasi tutte le società non occidentali, anche se questa pratica è rivelata da numerosi indizi. Dalla dispersione in Italia e in alcuni paesi d’Europa di ornamenti tipici delle donne della cultura di Golasecca, siamo in grado di affermare che, fin dall’VIII sec. a.C., donne di rango elevato venivano date in sposa a personaggi di spicco di gruppi che vivevano nei territori confinanti.

Matrimoni combinati, dunque, la rottura dei quali poteva significare rottura dei patti, interruzione dei commerci e anche guerra. Una grande responsabilità per le donne offerte in sposa agli stranieri…

Al termine della conferenza: Scene da Monsoon Wedding di Mira Nair (2001) a cura di Lab80

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