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Le aziende si confidano “Ecco i segreti del nostro successo”

All'Assemblea annuale della Piccola Industria di Confindustria Bergamo hanno portato la loro testimonianza gli esponenti di tre aziende di successo. Ha chiuso i lavori l'intervento di Vincenzo Boccia, presidente di Piccola Industria.

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L’Assemblea annuale della Piccola Industria di Confindustria Bergamo è stata anche l’occasione per ascoltare la testimonianza di alcuni casi aziendali. In particolare sono intervenuti Olivo Foglieni, presidente Stemin Spa, Daniele Terruzzi, amministratore delegato Terruzzi Fercalx Spa e Filippo Fumagalli, responsabile R&D Giovenzana International BV che hanno esposto le strategie che gli hanno permesso di raggiungere il successo.

“La svolta nella nostra azienda – esordisce Foglieni – l’abbiamo avuta quando ci siamo resi conto che era impossibile avere una competenza a 360° e bisognava focalizzarla: abbiamo pensato a cosa poteva esserci più utile e abbiamo optato per l’alluminio. Ci siamo accorti che molte aziende scartavano i rottami e ci siamo detti: perché non reintrodurli nel processo produttivo? Pian piano abbiamo aumentato la percentuale di rottami che venivano reintrodotti e ora utilizziamo il 100% di materiale riciclato. Tutti danno un contributo alla propria azienda e non dobbiamo vedere gli operai come un costo ma come una risorsa. Bisogna credere nei giovani e nelle loro intuizioni, nella loro freschezza. È importante anche spostarsi, esplorare nuovi mercati, rischiare: il coraggio, la volontà, la voglia e la passione sono caratteristiche che storicamente non mancano ai bergamaschi e sono sicuro che usciremo da questo momento difficile. Ricordiamoci che l’alba arriva sempre, anche dopo la notte più buia”.

“L’innovazione e l’internazionalizzazione sono stati i punti forti della nostra azienda – spiega Terruzzi. Realizziamo impianti industriali e da circa 30 esportiamo in Cina. Il problema più grosso che abbiamo incontrato è la competizione, non tanto con altre aziende, ma con i copy maker locali che sono impossibili da arginare. L’unica nostra possibilità per continuare ad essere competitivi è quella di continuare a innovare. La difficoltà che abbiamo incontrato in Cina, però, ci ha fatto migliorare: per noi rimane fondamentale la qualità delle risorse umane a nostra disposizione. Fino al 2008 siamo rimasti costanti dal punto di vista del fatturato, poi nel 2009 abbiamo raddoppiato, passando dai 12-13 milioni fino ai 26-27. Su quelle cifre ci siamo assestati, arrivando oggi a circa 30 milioni di euro. Un passaggio fondamentale per la nostra azienda è stata anche l’acquisizione di una società indiana quotata in borsa nel febbraio del 2010”.

A chiudere le testimonianze è stato Filippo Fumagalli: “La nostra è una piccola realtà che ha avuto lo sviluppo maggiore negli anni ’90 quando siamo entrati nel mercato degli ascensori. Abbiamo cambiato completamente il nostro assetto produttivo, per stare sul campo avevamo bisogno di continuo sviluppo. Ci siamo però resi conto che per fare il salto di qualità avevamo bisogno di un laboratorio prove e, mettendo da parte qualche attrito, abbiamo deciso di fare questo investimento in collaborazione con altre aziende. Un investimento comune che ha portato grossi benefici per tutti. Dobbiamo imparare sempre più spesso a metterci in rete, mettendo a disposizione degli altri anche le nostre conoscenze. Non dobbiamo poi sottovalutare il ruolo della formazione perché ormai è sempre più difficile reperire capitale umano già competente: da questo punto di vista servirebbe, a mio avviso, maggiore collegamento e unità d’intenti con scuole e università”.

Ha chiuso l’Assemblea l’intervento di Vincenzo Boccia, Presidente di Piccola Industria di Confindustria, che ha sottolineato l’importanza di una riforma fiscale che vada a favore di impresa e lavoro. “Da soli possiamo fare tanto, ma non possiamo farcela” ha sottolineato Boccia parlando di logica delle alleanze. “Voglio ricordare che in Italia lavoro e energia hanno costi superiori del 30% rispetto alla Germania: nonostante questo e tutti i nostri handicap a livello politico siamo il secondo paese manifatturiero d’Europa (alle spalle proprio della Germania ndr). Pensate dove potremmo arrivare se risolvessimo anche solo una parte dei nostri attuali problemi”.

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