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Da genio incompreso a talento della Nazionale: la rinascita di Diamanti

Messo addirittura fuori rosa ai tempi dell'AlbinoLeffe di Esposito, il fantasista toscano ha saputo rilanciarsi a suon di prodezze che hanno fatto di lui un giocatore da grandi palcoscenici. Come quello che si è appena preso con Euro 2012.

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Con la convocazione a Euro 2012 la sua grande rivincita Alessandro Diamanti se l’è già presa. E con gli interessi pure. Lui che a Bergamo c’è passato per la porta secondaria (non ce ne voglia l’AlbinoLeffe), con la casacca di quella Celeste che, nel corso degli anni, non l’ha mai rimpianto più di tanto.

Il talento cristallino del buon Alessandro tutti l’hanno potuto ammirare. Anche in riva al Serio. Non è un caso, infatti, che Diamanti abbia debuttato in Serie B con l’AlbinoLeffe nella trasferta di Bari (era il 2 ottobre del 2004), subentrando alla bandiera Bonazzi e inventandosi un assist al bacio per il gol di Regonesi nella stessa azione in cui ha letteralmente ubriacato la difesa pugliese rifilando persino tre (leggasi tre) tunnel consecutivi a tre avversari diversi, prima di inventarsi il passaggio decisivo.

Eppure in terra bergamasca qualcosa è andato storto. Vuoi per la testa calda del giovanissimo fantasista toscano – spesso più attratto dalle note delle discoteche nostrane che dai campi di allenamento -, vuoi per il poco spazio che Gustinetti prima ed Esposito poi gli hanno regalato nel corso dei 18 mesi passati sotto le Mura Venete. E’ stato così che Diamanti, dopo un mese passato addirittura fuori rosa, ha deciso di tornare nella sua Prato, per provare a rilanciarsi. Il bilancio con l’AlbinoLeffe? Di sicuro non l’avrà incorniciato, il riccioluto fantasista: 26 presenze e 0 gol.

Probabilmente a Diamanti l’aria bergamasca non ha fatto troppo bene, tant’è che in terra toscana è rinato e prima ha salvato il suo Prato due volte dalla retrocessione (sua la prodezza da 30 metri nel ritorno dei playout nella stagione 2005-‘06) e poi ha mostrato a tutta Italia il suo talento dopo l’approdo nella Livorno del caro amico Galante. Da lì in avanti la carriera dell’ex AlbinoLeffe è stata tutta un crescendo grazie alla splendida avventura con la casacca dei labronici (59 presenze, 17 gol) e le ottime cose mostrate a Londra, con il West Ham, a Brescia e, quest’anno, a Bologna.

Impossibile non notarlo per Prandelli. Impossibile non sfruttare la grande chance per lui. Ed ora eccolo lì, col sogno europeo da vivere con la casacca di quella Nazionale che nel 2006, mentre Cannavaro alzava la Coppa del Mondo sotto il cielo di Berlino, lui guardava da talento incompreso di Seconda divisione.

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Commenti

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  1. Scritto da Andrew

    Purtroppo quando giocava all’ AlbinoLeffe non era continuo e faceva un po’ il cazzaro, comunque se pensiamo ai vari giocatori che sono passati dalla celeste in questi anni(Gobbi, Marchetti, Peluso, Biava…) ci rendiamo conto dello straordinario lavoro fatto da questa piccola società in questi 9 anni di B, purtroppo quest’ anno è andato storto.