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A Capriate si prepara la coperta da Guinness all’uncinetto

In mostra a Villa Carminati buona parte del progetto: il record da battere è 24,68x11,58 metri che significa 10.368 mattonelle colorate. La mattonella è realizzata o con l'uncinetto o con i ferri e ha dimensioni 18x18 centimetri.

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Entrare nella Villa Carminati per la mostra "Mostr..o.s.a" è stato come trovarsi in un mondo lontano: colori sgargianti, gomitoli di lana e coperte di ogni tipo stese dovunque.

All’ingresso un banchetto con dei cuori rossi di carta e un tavolino con torte e pasticcini per ringraziare i partecipanti alla manifestazione. E ad accogliere gli ospiti le rappresentanti de "La copertosa". L’iniziativa di alcune signore della parrocchia di Sant’Alessandro – Nadia, Ludovica, Cristina, Tina e Sara – sta dando i suoi primi frutti.

Quando a gennaio avevano pensato di partecipare al Guinness World Record per la coperta più grande del mondo, nessuno aveva creduto al progetto, ma ora, a metà percorso, la "Mostr..o.s.a" dimostra che l’obiettivo è vicino. Il record da battere è 24,68×11,58 metri che significa 10368 mattonelle.

La mattonella è realizzata o con l’uncinetto o con i ferri e ha dimensioni 18×18 centimetri; in molti stanno partecipando all’iniziativa e i lavori esposti in Villa Carminati confermano l’impegno non solo dei cittadini di Capriate, ma anche dei comuni limitrofi.

La maxicoperta, però, dovrà aspettare ottobre per essere mostrata, quando tutte le "copertine" da 1×1 metro verranno assemblate. Il fine principale de "La copertosa", però, è benefico. Al termine degli adempimenti necessari per il Guinness World Record, infatti, ogni copertina verrà venduta e il ricavato verrà dato al "Progetto di Solidarietà".

La signora Tina ha spiegato: "Quando Nadia ci ha esposto la sua idea abbiamo subito accettato. Renderci poi conto di quante persone ci stanno aiutando è straordinario. Abbiamo 150 copertine per adesso e contiamo di arrivare a 300 entro settembre. Sia che riusciremo a partecipare o meno al Guinness noi avremo vinto ugualmente. Spero che le persone che compreranno le coperte si rendano conto dell’impegno che c’è alle spalle, di quanto amore ci abbiamo messo per aiutare gli altri. Non sappiamo ancora a chi invieremo il ricavato, ma l’idea principale è di tenere i soldi qui in Parrocchia; il momento storico è molto difficile, doniamo sempre ad associazioni note, ma non ci rendiamo conto delle persone bisognose che abbiamo al nostro fianco".

Anche l’ideatrice del progetto, Nadia, ha commentato la Mostr..o.s.a dicendo: "Finchè le coperte sono rimaste negli scatoloni non ci siamo accorte di quanto lavoro e quanta strada avevamo fatto. Vederle tutte esposte è emozionante. In tanti ci stanno aiutando, ma abbiamo ancora bisogno di tanta lana e tante mani che abbiamo voglia di lavorare".

Giulia Sorrentino

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