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Contemporary Locus L’arte contemporanea nei luoghi antichi

Prende il via domenica 27 maggio “Contemporary locus”, un progetto che porta la giovane arte internazionale in luoghi di Bergamo suggestivi e prestigiosi ma non conosciuti perché di norma preclusi e invisibili a cittadini e turisti.

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Per l’arte contemporanea è il momento delle grandi prove sul campo. Mentre prosegue fino a luglio l’evento di arte povera a cura di Germano Celant che anima i punti chiave della città vecchia, si deve a Paola Tognon curatrice e critica d’arte contemporanea la nuova proposta di dialogo a Bergamo tra arte contemporanea e spazi urbani.

Prende il via domenica 27 maggio “Contemporary locus”, un progetto che fa ben sperare perché porta la giovane arte internazionale in luoghi di Bergamo suggestivi e prestigiosi ma non conosciuti perché di norma preclusi e invisibili a cittadini e turisti.

Già nel titolo c’è la sintesi della proposta: “locus” perché si tratta di luoghi antichi, “contemporary” perché gli stessi sono svelati e rivisti oggi.

“L’idea – spiega Paola Tognon – nasce da un doppio desiderio: di riaprire e riconnettere a tutti i luoghi segreti, dimessi o che hanno cambiato funzione ma che appartengono alla nostra città e allo stesso tempo restituirli alla città attraverso opere di svelamento compiute da artisti contemporanei.

Se l’arte contemporanea è dentro la nostra società, è anche un modo di vedere il nostro tempo e di reintepretare luoghi antichi, riconnettendoli all’oggi con operazioni artistiche pensate specificamente. Tra l’altro tutti i partner dell’iniziativa sono tecnici senza istituzioni alle spalle e sta crescendo tutto con grande generosità”.

Si parte con il Luogo Pio Colleoni in città alta, fondato nel 1466 dal celebre condottiero della Repubblica Veneta per fornire una dote alle fanciulle povere. Le due splendide sale del piano terra, decorate da affreschi quattrocenteschi delle Virtù e popolate di statue rinascimentali dell’Amadeo dialogheranno con le sculture primitive e introspettive dell’artista pakistana Huma Bhabha, attiva tra USA ed Europa e invitata a Carrara alla scorsa Biennale di Scultura “Postmonument” e con le installazioni di respiro filosofico del senese Francesco Carone, sulla scena espositiva dagli anni Novanta e anche lui presente nel 2010 a Carrara nell’evento “niente da vedere tutto da vivere”.

Alle ore 10 del 27 maggio in via Colleoni 9 (cortile interno) la mostra si aprirà con un aperitivo di vernissage.

A conclusione di questa prima tranche del progetto (il 22 luglio), sarà la volta della cinquecentesca cannoniera di San Giacomo, inserita nella cinta muraria veneta e utilizzata durante l’ultima guerra come deposito di valori e opere.

A partire dal 29 luglio gli artisti Anna Franceschini e Steve Piccolo reinterpreteranno con interventi site specific il vano sotterraneo cui si può normalmente accedere solo in occasione di visite guidate del Gruppo Speleologico Le Nottole.

La terza tappa di Contemporary locus prevede invece dal prossimo settembre l’allestimento nell’ex hotel Commercio (via Tasso 88), già foresteria nel monastero medioevale di S. Spirito, rinnovato dall’architetto Pietro Isabello nel Cinquecento e chiuso al pubblico da più di dieci anni.

Stefania Burnelli

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