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Sciopero della benzina? Sì, per un mese però Contro cartello e governo

Un lettore di Bergamonews che si firma "der suchende", che significa "colui che cerca", ritiene la proposta di sciopero di un giorno del rifornimento della benzina e rilancia con un'altra astensione.

Un lettore di Bergamonews che si firma "der suchende", che significa "colui che cerca", ritiene la proposta di sciopero di un giorno del rifornimento della benzina e rilancia con un’altra astensione.

 

Gentile direttore, leggo sul vostro sito dell’iniziativa dell’ACI per il 6 giugno: per un giorno disertare le pompe di benzina.

Vedere da parte dell’ACI un’iniziativa nell’interesse dei consumatori sarebbe sorprendente, e infatti, anche questa, trasuda demagogia.

Cosa significherebbe un giorno senza rifornirsi di benzina? Assolutamente niente.

Se proprio riuscisse, qualcuno anticiperebbe al giorno precedente il rifornimento, qualcuno posticiperebbe al giorno successivo.

Anzi, ripensandoci, più che una proposta demagogica è proprio una presa in giro.

Chi sono i diretti interessati al mercato dei carburanti? Due: compagnie petrolifere e governo.

E ormai da anni si rimpallano le responsabilità del prezzo della benzina. Se cala il costo del petrolio, per le compagnie il prezzo alla pompa non cala perché è colpa delle accise e delle tasse.

Naturalmente per il governo è responsabilità delle compagnie. Non appena sale il prezzo del petrolio, (il valore del cambio euro/dollaro è sempre ininfluente), nel silenzio più totale il prezzo dei carburanti sale.

Chi parla di “cartello” delle compagnie petrolifere per determinare i prezzi, non vede che il vero problema è un altro: il “cartello” è tra compagnie petrolifere e governo. Comunque vada, incassano. Siamo all’assurdo che a fronte di una riduzione dei consumi di carburante aumenta il gettito fiscale e gli utili per le compagnie.

Cosa sortirà lo sciopero proposto dall’ACI: assolutamente niente per i consumatori, grosse risate e brindisi per il cartello.

Che fare, quindi?

Non resta che trovare la maniera di rompere questo cartello.

Come? Con l’unico strumento che abbiamo, disertare sì le pompe, ma non per un giorno, ma almeno per un mese.

Qualcuno giustamente dirà: “Bravo, e che facciamo? Fermiamo il paese per un mese?”.

Assolutamente no. Disertiamo solamente le pompe di alcune compagnie. Quando vedranno i distributori deserti per più giorni, e gli incassi azzerati, probabilmente cominceranno finalmente a farsi concorrenza sui prezzi.

Dal 6 giugno disertiamo per un mese nell’ordine: AGIP/Eni, (qui l’interesse del governo è doppio, anche come azionista), IP ed ESSO. Sicuramente non è di facile attuazione, ma perché non provare: forse che possa andare peggio di così?

 

Commenti

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  1. Scritto da elisabetta

    anch,io ho abolito eni ed esso dal mio serbatoio di benzina, è troppo cara.
    http://www.informazione.it/a/84D3D55A-88B3-4E68-8139-B29EE7DFC130/Stefania-Bigliardi-Ingiustificati-i-nuovi-rincari-della-benzina

  2. Scritto da Paolo - Movimento 5 Stelle Bergamo

    Oltre a boicottare alcune compagnie cerchiamo anche di usare di più i mezzi pubblici o la bici nei nostri spostamenti quotidiani, per andare al lavoro o a scuola. Oltre a spendere ed inquinare meno, non usare l’auto significa meno stress

    1. Scritto da Paolo

      Ciao mi chiamo Paolo voglio dirti che per fare un viaggio da osio sotto a Bergamo e ritorno in 4 mi costerebbe con mezzi pubblici € 17 ,20 con disservizi di comodità come penso tu conosca facci un pensierino sul pubblico magari prima bisognerebbe intervenire sulle tariffe ,posti a sedere cortesia insomma pubblico con la P maiuscola e la nostra Italia deve ancora lavorarci un po’ sopra ciaoo e w l’Italia

  3. Scritto da pompa

    basterebbe comprare per un mese solo una marca di benzina…vedi gli altri come abbassano i prezzi…

  4. Scritto da mario59

    In modo teorico, la proposta del lettore di BGNEWS potrebbe in parte funzionare… in modo pratico, la vedo un po’ più difficile… mi spiego meglio..gli Italiani sicuramente ne hanno le scatole piene per quanto riguarda il prezzo delle benzina, delle prese in giro del governo e delle compagnie petrolifere … ma proprio perchè fanno cartello, potrebbero accordarsi tra di loro, e nell’eventualità di una protesta contro alcune compagnie, le altre compagnie approfitterebbero, aumentando ancora di più i prezzi.. in questo modo incasserebbero di più, oltre a demolire la protesta stessa… poichè i cittadini inizierebbero a stufarsi di fare il pieno dove costa molto di più.

    1. Scritto da jen

      vero…non c’avevo pensato..
      l’idea del lettore di bgnews non è male, anzi, come ha detto qualcuno prima, si dovrebbe tornare a trovare una coesione nazionale ormai persa da tempo…
      uno sciopero di un mese avrebbe un peso notevole, e forse riuscirebbe a smuovere qualcosa, un giorno solo no.

  5. Scritto da Steve

    Sono d’accordo al 100%, anche se nella mia zona l’ENI costa 10 cent in meno che nelle altre pompe! Stamattina segnava 1.703 €/l per la verde in self service!

  6. Scritto da ugo

    bisognerebbe trovare una unità e solidarietà scomparse da tanto tempo.

  7. Scritto da giustino

    io ci sono!! non vado più da ENI ed ESSO da ormai un anno!