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Rivelazioni di Locatelli aprono nuova indagine su un appalto dell’Expo

Dagli interrogatori di Pierluca Locatelli, presidente del gruppo Locatelli di Grumello del Monte, sarebbe partita un'indagine per turbativa d'asta su un appalto dell'Expo 2015 di Milano.

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È partita dall’inchiesta per corruzione a carico dell’ex vice presidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani e, in particolare, sembra dagli interrogatori secretati dell’imprenditore bergamasco suo coindagato Pierluca Locatelli, presidente del gruppo Locatelli di Grumelli del Monte, l’indagine che oggi ha portato la Guardia di finanza nella sede di Metropolitana Milanese Spa con un ordine di esibizione di tutta la documentazione relativa alla gara per l’affidamento dei lavori di rimozione delle interferenze del sito espositivo di Expo.

Locatelli, arrestato lo scorso novembre nell’ambito dell’inchiesta sulla mazzetta da 200mila euro promessa e per metà già consegnata a Nicoli Cristiani per il via libera a una discarica di amianto a Cappella Cantone nel cremonese, aveva partecipato alla gara Expo, classificandosi al terzo posto. Uno dei sospetti degli inquirenti, da quanto trapela, è che possa essere stato realizzato un cartello di imprese, inquinando la regolarità della gara. La procura di Milano ha aperto un’inchiesta per turbativa d’asta in relazione ad una gara d’appalto per l’affidamento dei lavori inerenti alla rimozione di materiale nel sito di Expo 2015, gara aggiudicata nell’ottobre 2011.

I pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio coordinati dall’aggiunto Alfredo Robledo hanno inviato la Gdf presso la sede di Metropolitana milanese spa con un decreto di esibizione di documenti relativi all’appalto. In merito all’inchiesta per turbativa d’asta aperta su un appalto Expo, MM precisa con una nota "di aver supportato tecnicamente la società Expo Spa che è la stazione appaltante per quanto riguarda la gara delle interferenze per il terreno dell’Expo".

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