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La fine dell’euro? Non sarebbe poi una grave tragedia

La valuta unica ha perduto la funzione necessaria di protezione contro la volatilità dei tassi d’interesse e di potenziamento della credibilità bancaria. La fine dell'euro probabilmente comporterebbe turbolenze finanziarie di notevole entità, ma forse non così profonde come molti commentatori pretendono.

di J.T.

Iniziano a circolare simulazioni sugli effetti dell’eventuale ritorno alle valute nazionali.

È interessante il paragone tra i rendimenti dei bond decennali dei Paesi europei prima dell’euro e quelli attuali. Emerge in tutta chiarezza che il grande beneficiario delle differenze è la sola Germania la quale nel 1997 pagava per i suoi Bund il 5,5% annuo contro il 6,1% dei Btp ed il 5,90% dei Bonos.

Circa il 6% si riscontrava nei rendimenti dei titoli di Francia Irlanda e Portogallo. Lo spread tra titoli tedeschi e del resto dell’Europa stava in una forchetta compresa tra 0,30 e 0,60 %.

Oggi gli spread per Italia e Spagna sono ai massimi, circa a quota 4%, ed i rendimenti dei titoli decennali eguagliano la situazione pre-moneta unica. Si potrebbe sostenere, non senza motivazione di fondo, che i mercati stiano scontando di fatto un possibile smantellamento dell’euro.

Và peraltro detto che la posizione finanziaria netta della Germania sull’estero, è positiva per circa il 30% del Pil mentre quella Italiana è negativa per circa il 25%.

Il creditore più affidabile, da che il mondo ha inventato il credito, paga meno interessi: la Germania ha una situazione finanziaria eccellente che non incorpora rischi di default per i prossimi anni.

È peraltro comprensibile che la Germania non voglia rischiare la reputazione del proprio debito sovrano rilasciando garanzie agli altri Paesi europei con bilancia dei pagamenti strutturalmente deficitaria. Però a fronte di questa legittima ritrosia resta il fatto che alle attuali condizioni l’euro sta stretto a tutti i partner tranne che alla Germania, perché la valuta unica ha perduto la funzione necessaria di protezione contro la volatilità dei tassi d’interesse e di potenziamento della credibilità bancaria: va sempre più prendendo l’aspetto di un regime di cambi fissi sul tipo del Gold Standard con le implicazioni negative che storicamente lo accompagnarono, vedasi per ultimo l’Argentina quando garantì la convertibilità austral/dollaro finita (anche per altri motivi) nel default.

La fine della moneta unica probabilmente comporterebbe turbolenze finanziarie di notevole entità ma forse non così profonde come molti commentatori pretendono.

Di fatto, la svalutazione delle nuove valute nazionali per paesi come l’Italia , potrebbe non eccedere il deficit della posizione finanziaria netta sull’estero e quindi circa il 25% mentre è probabile un innalzamento dei tassi di interesse sulle durate più brevi.

La vera problematica, soprattutto per Spagna ed Italia è rappresentata dal fatto che il tasso Euribor verrebbe ad essere sostituito con un tasso interno come lo era il Ribor pre moneta unica (Rome Interbank Offered Rate) il quale dovrebbe essere applicato all’indicizzazione dei mutui bancari in circolazione. L’entità degli aumenti del tasso di interesse a breve termine favorirebbe moltissimo le Banche ma penalizzerebbe i debitori e quindi i consumi.

A fronte di un marcato aumento dei proventi bancari potrebbero peraltro crescere le sofferenze ed i crediti incagliati, in un quadro di drastico calo del valore degli immobili; gli scenari in questa direzione sono difficilmente prevedibili. Certamente la svalutazione del cambio porterebbe un vantaggio competitivo per il tessuto industriale che troverebbe, forse, maggiori mercati esteri.

L’impatto sull’economia tedesca, che per noi rappresenta circa il 13% del mercato di sbocco delle esportazioni, potrebbe risultare nel complesso, negativo. Tutto sommato sembrerebbe interesse comune convergere verso l’adozione di provvedimenti che equilibrino i vantaggi e gli svantaggi dei partners.

Se la Germania non vorrà fare del suo (futuro) super marco un succedaneo dei carri armati di infausta e non lontana memoria, forse le controversie si comporranno.

Commenti

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  1. Scritto da Conto

    La cosa sorprendente è che oggi, leggendo il Sole 24 Ore o Milano Finanza, economisti e analisti riconoscono che fu un errore entrare nell’euro. Il problema è che, a differenza di quanto riportato nell’articolo, ora uscirne avrebbe conseguenze molto negative, almeno nel breve, sull’economia italiana. Però è significativo che oggi i tecnici siano tutti d’accordo a dire che la moneta unica fu un errore. Peccato che fino ad un anno fa tutti erano allineati al sistema ed ormai siamo al chiudere la stalla quando i buoi (gli speculatori finanziari) sono scappati.

  2. Scritto da antonio

    INGLESI SVIZZERI E GIAPPONESI hanno voglia di lavorare da noi la maggioranza vuole vivere da furbo. L’errore è che glielo lasciano fare.

  3. Scritto da baz

    ma chi ha scritto questa follia?? L’euro ha salvato l’Europa dall’essere un cumulo di macerie economiche.. E le sue difficoltà e fallimenti sono solo il frutto di anni in mano alle destre europee (Merkel,Sarko, Berlusconi, …) che hanno fermato il processo di integrazione e crescita europea azzoppandoci.

  4. Scritto da roberta

    Scusate, ma a chi giova un articolo del genere, se non a rafforzare l’evidenza che la maggioranza dei giornalisti italiani attualmente sta soffiando nelle vele di Grillo?
    Un articolo di economia non scritto da un economista, anzi anonimo (la sigla “J.T.” può indicare milioni di persone)… et voilà, ecco confezionato l’ennesimo esempio di cattivo giornalismo. E’ come se io scrivessi un articolo sulla cardiochirurgia o sulla letteratura giapponese del 1500, di cui non so nulla. Strano, me l’aspettavo dal corriere ma non da bergamonews. continuerò comunque a leggervi con immutata stima.

    1. Scritto da Jennifer

      Roberta non preoccuparti, i 900 miliardi di euro del debito in mano a investitori esteri (che se ne andrebbero) li paga J.T. Deve avere un buon portafogli.

  5. Scritto da zio beppe

    L’ Euro ha fallito poiché Portogallo, Spagna, Irlanda non sarebbero potute entrare nella moneta unica; mentre, Paesi come la Grecia ed il nostro hanno fatto di tutto per entrare e la Grecia truccò i conti per farlo ed alcuni dicono che pure il nostro Paese truccò…se si voleva una moneta forte bisognava farla fin dalla base..ora come ora uscire dall’euro è pazzia…ho escono tutti o stanno tutti dentro…arrivati a questo punto più che rivedere la moneta unica rivedrei i debiti esteri dei paesi UE tra di loro

  6. Scritto da Gino

    La perdita con valuta più debole verrá compensata da maggior esportazioni (povera Germania con il loro supermarco) e da maggior importazione di moneta più forte con il turismo, vera industria nazionale (più tedeschi con i loro super marchi)
    Chi ci perde ė chi ha investito in titoli tossici e fasulli tipo BOT e CCT. Cavoli loro, hanno giocato, speculato e questa volta hanno perso.

    1. Scritto da Bah!

      Gino, sicuramente lei deve essere bravo a fare qualche mestiere, ecco, faccia quello ! Bot e Cct titoli tossici e fasulli ? Sono l’investimento classico di pensionati e famiglie , di chi vuole investire i risparmi prendendo poco ma in maniera sicura !! Un’enormità di di titoli dello stato sono nella pancia delle nostre banche, se saltano loro salta l’apparato produttivo , cioè IL LAVORO. Ma di che diavolo parla ?

  7. Scritto da berghemadler

    economisti della prima e dell’ultima ora si stanno scomodando lanciandosi in elucubrazioni più o meno sensate e comprensibili.
    Il conto che io (Serva) faccio è: DI FATTO SONO INDEBITATO, e poco mi interessa la differenza tra doverlo pagare con dieci monete di valore 1, piuttosto che una moneta da 10. Il debito è quello. Il GRAVE è che viene evitato il punto che per restituire un debito bisogna creare ricchezza. RIDUCENDO IL PESO DELLO STATO e del SUD parassitari, e facendo guadagnare chi produce. Questo è tanto vero quanto semplice, che vi piaccia o no.

  8. Scritto da default

    Un piccolo particolare : chi ha esportato euro dall’Italia si troverebbe a guadagnare qualcosina ( eufemismo ) nel caso si adottasse ad esempio un rapporti di cambio 1 a 10 ; in pratica si comprerebbero l’Italia con una miseria. Se ne e’ accordo anche il radicale greco che sta girando in Europa con i suoi 40 punti programmatici.

  9. Scritto da GP

    egr bob adesso dovremmo pagare noi i titoli Greci le rammento che il cambio con il MARCO AI TEMPI ERA £1.700 Vede non siamo messi male in EUROPA ma è la GERMANIA che non vuole stampare EURO
    il GIAPPONE ha un debito pubblico molto ma molto sopra il nostro
    idem L’AMERICA di Obama ma la differenza è una loro stampano soldi come e quando vogliono.
    MA E’ MAI POSSIBILE CHE L’AMERICA SI SIA RIALZATA COME NIENTE FOSSE??ho smesso di credere alla favole molti anni fa SVEGLIA.
    E se fossimo rimasti con la lira mentre loro tenevano L’EURO oggi saremmo altro che la GERMANIA,scusi perchè INGLESI,SVIZZERI nò all’euro?semplice non potrebbero stampare soldi SE la Grecia sfida l’euro ci sarà un perchè?

    1. Scritto da Luca

      La smetta di leggere fumetti. La soluzione è stampare moneta? Un ragazzino al primo anno di economia le spiegherebbe le conseguenze. L’euro fallirà (se fallirà) perchè Paesi come il nostro se ne sono fregati altamente di sistemare i conti come richiesto. Vuole uscire dall’euro? Si accomodi pure, dove si firma? Ho abbastanza capitale che se anche ne perdo il 50% (come succederebbe a tutti) mi rimane abbastanza. E fortunatamente non ho mutui (visto che le rate dei mutui andrebbero alle stelle) e così via. Io quindi non mi preoccupo. Lei invece come sta?

      1. Scritto da Gino

        Caro Luca, lei dovrebbe farsi una cultura studiando la storia della monetare come ė nato il signoraggio, poi perdendone il controllo da parte dellevsovranitá nazionali. Studi prima di dire sciocchezze.

      2. Scritto da GP

        beh se non’è uno che si preoccupa perchè sta bene io meno di lei e poi se sta cosi bene perchè l’infastidisce tornare alla lira?
        ribadisco semplicemente che nazioni come IL GIAPPONE e L’AMERICA del grande obama sono strapieni di debiti peggio di noi
        ma loro possono stampare la loro moneta e rimettersi in gioco noi grazie alla TEDESCA non possiamo.tornando al discorso dei mutui che dice lei non ha problemi io meno di lei
        Ritengo INGLESI E SVIZZERI INTELLIGENTI E NON HANNO come moneta L’EURO Perchè se è cosi fantastica.

      3. Scritto da il polemico

        mutui alle stelle?e che succede poi se tutti non pagano più i mutui?le banche si prendono tutto……e poi come finirebbe?gli sfollati si accampano nelle banche…se l’euro fallirà,da quello che si legge in questo periodo,dobbiamo ringraziare chi ha truccato i conti per entrare nei vari parametri,italia compresa

      4. Scritto da Ernesto

        buona considerazione, aggiungerei una cosa, il vantaggio del giappone è che il loro debito (molto più alto del nostro) è posseduto interamente dai giapponesi e non è quindi soggetto alle tremende speculazioni esterne. Il ns problema è che buona parte del ns debito è stato fatto senza i soldi degli italiani.

  10. Scritto da Andrea

    mha… invece di preoccuparsi di come uscire dall’euro i paesi dovrebbero preoccuparsi su come sostenere questa moneta.. i risultati devastanti su economia e finanza non son dovuti alla moneta ma alla gestione allegra e senza controllo dei prezzi e dei mercati dei governi… se ci si mettono pure gli europei a tifare contro la moneta unica l’unico risultato è di fare il gioco di chi ha il dollaro… immaginate cosa accadrebbe se l’euro fosse cosi’ forte da sostituire i dollari nei pagamenti internazionali… forse dietro questa speculazione ci sono i nostri cari americani che dall’euro cercano di ripararsi..ad ogni costo…

  11. Scritto da bob

    egr. J.T. in caso di ritorno alla moneta nazionale mi può spiegare come faremmo a pagare il nostro debito (che ricordiamo è in euro)? .. quando ci siamo entrati (con grande fatica) abbiamo strappato un cambio di 1936.27 lire per euro e sembrava un buon risultato.. oggi purtroppo siamo (ancora) ad alto rischio.. non penso proprio che tale valore di scambio potrà essere mantenuto col rischio di un probabile default…

    1. Scritto da Pago Io

      Lo paga Gino qui sotto, che in caso di default si illude di avere ancora una pensione o un lavoro .

    2. Scritto da Gino

      Ma ė ovvio, il debito va azzerato. Qualcuno ha investito speculando, gli ė andata male, questa volta ci ha smenato. Ė la regola del gioco di chi specula. Se rivogliono indietro gli euro, ovvero carta stampata con un poco di inchiostro, bastavstampareve restituire. Mica ci hanno dato lingotti di’ oro che allora non saremmo in grado di restituire. Ma tu sai cos’ė il signoraggio?

      1. Scritto da Mauro

        E tu sai cos’è il mondo in cui viviamo ? Mmhhh, direi proprio di no.

  12. Scritto da La verità fa male

    Uscire dall’euro una tragedia? secondo me la vera tragedia è voler rimanere nell’euro a tutti i costi. Se si smette di considerare ogni parola che esce dalla bocca della Merkel o di Monti come il Verbo e si mettono regole condivise di solidarietà tra le Nazioni (dare poteri reali alla B.C.E. trasformandola in prestatore di ultima istanza agli Stati, creare gli eurobond) ha un senso rimanere nell’euro. Altrimenti amici come prima e ognuno per la sua strada: l’euro, senza i provvedimenti che ho citato, crollerà da solo P.S. la Germania, se non accetta di rimetterci QUALCOSA accettando gli eurobond, ci rimetterà MOLTO quando Grecia, Italia e Spagna saranno in totale default

    1. Scritto da Baldo

      La germania ci rimetterà molto, noi tutto