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Trentasei dipinti della Carrara in partenza per la Polonia

From Accademia Carrara in Bergamo - Muzeum Narodowe, Poznan dal 2 giugno al 5 agosto 2012. Trentasei dipinti dal ‘500 al ‘700, provenienti dai fondi dell'Accademia Carrara saranno ospiti alla Galleria Nazionale di Poznam in Polonia.

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Tiziano, Veronese, Tiepolo. The Masterpieces of Italian Painting from Accademia Carrara in Bergamo Muzeum Narodowe, Poznan dal 2 giugno al 5 agosto 2012.

È già storia quella dello stato polacco che ha condiviso con Bergamo grandi ideali attraverso la figura del patriota bergamasco Francesco Nullo (1826-1863), sepolto in Polonia e là considerato un eroe nazionale.  

Le celebrazioni per i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia sono state l’occasione per rafforzare cooperazioni che hanno origini lontane.

La mostra di dipinti dell’Accademia Carrara, curata da Maria Cristina Rodeschini, ospitata dalla Galleria Nazionale di Poznan, città polacca tra le più ricche di storia e di cultura, si iscrive dunque nei rapporti di collaborazione e di reciprocità tra Polonia e Italia.

Trentasei dipinti tracciano un percorso culturale dal ‘500 al ‘700, destinando una particolare attenzione alla pittura lombarda e veneta.

La profonda integrazione tra queste due culture, sotto l’egida della Serenissima, venne favorita da intense frequentazioni artistiche – i pittori lombardi (Cariani) ebbero periodi di formazione e di permanenza a Venezia ed i maestri veneziani (Lotto) operarono nei territori di terraferma lasciandovi opere di straordinaria bellezza – in un’osmosi tanto vitale da non annullare le differenze, ma capace di arricchire entrambe le realtà. Il grande passo della pittura lombarda e in particolare dei maestri espressi dalla città di Bergamo è dato dal genere della ritrattistica (Moroni) e un secolo più tardi dalla natura morta (Baschenis).

Tra i pittori veneti spicca sullo scorcio del ‘600 il paesaggista Antonio Marini che risiede con tutta probabilità a Bergamo per assecondare una committenza colta e appassionata. La potente opera di Giovan Battista Tiepolo, che all’inizio della sua travolgente carriera realizza proprio a Bergamo un importante ciclo di affreschi nella Cappella Colleoni e lascia nel Duomo di Bergamo una spettacolare pala d’altare, viene documentata in mostra da due bozzetti per pale d’altare.

Il forte impatto visivo di queste immagini, nelle loro contenute dimensioni, dà compiuta ragione della grandezza di questo maestro veneto. Ai segnali di decadenza politica ed economica della Repubblica Veneta la pittura risponde nel Settecento con un periodo di eccezionale splendore. L’indimenticabile scenografia dello spazio urbano che si affacciava in laguna diveniva il soggetto preferito di capaci e sensibili artisti (Carlevarjis, Canal, Guardi) che con le loro vedute esportarono il mito di Venezia nel mondo.

I pittori della terraferma eccellevano contemporaneamente nel genere del ritratto, che si caratterizza per il forte sentimento di realtà che guidava i suoi artefici (Fra’ Galgario, Bonomino). Venezia espresse nel Settecento una vitalità culturale capace di conquistare l’immaginario europeo e la sua pittura la rese visibile.

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