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Tubercolosi al “Mamoli” L’Asl: “Seguite tutte le misure”

Il direttore sanitario dell'Asl di Bergamo, Giorgio Barbaglio, spiega tutte le misure adottate per circoscrivere il caso di tubercolosi polmonare all'istituto "Mamoli".

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In relazione all’articolo apparso in data 22 maggio 2012 dal titolo “Tubercolosi a scuola. Test e prevenzione con un mese di ritardo” l’Asl di Bergamo ha ritenuto opportuno fare alcune precisazioni che pubblichiamo.

 

"Le misure e le relative azioni che vengono adottate per la sorveglianza ed il controllo delle Malattie Infettive diffusive fanno riferimento a specifiche linee guida nazionali e regionali.

Per la malattia tubercolare si applicano le raccomandazioni emanate dal Ministero della Salute, in cui, in modo dettagliato, sono precisate le modalità di sorveglianza da adottare, differenziate in base al tipo di rischio (per esempio: età delle persone esposte, presenza di altre malattie, ecc..), alla tipologia dei rapporti col malato (continuativi, saltuari,ecc..) ed al grado di contagiosità (alta, bassa, ecc..) del soggetto malato.

Anche per il caso specifico, che si è verificato presso la scuola “Mamoli” di Bergamo, gli operatori del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL, si sono attivati nel rispetto delle indicazioni e nei tempi previsti dalla normativa. Premesso che le attività di sorveglianza nel caso della malattia tubercolare non si prefigurano come interventi di urgenza sanitaria, si sottolinea che:

– non appena la segnalazione è giunta all’ASL, sono state acquisite tutte le informazioni sanitarie e gli esiti degli accertamenti ospedalieri, al fine di definire il tipo di rischio ed il grado di contagiosità;

– contemporaneamente sono stati presi contatti con il Dirigente dell’istituto scolastico e si è proceduto ad una visita della scuola per valutare la situazione logistica ed avere informazioni sulla frequenza delle attività didattiche di tutti i possibili contatti ( alunni , insegnati e personale non docente).

Dall’inchiesta è emerso che il caso presentava una bassa contagiosità e non c’erano altri contatti oltre la classe; la sorveglianza sanitaria della classe frequentata è stata organizzata – secondo il “metodo dei cerchi concentrici”, come definito dalla normativa ministeriale-. Inoltre è stata programmata l’esecuzione dei due test tubercolinici di sorveglianza, i quali, come previsto dalle linee guida del Ministro, devono essere eseguiti il primo durante il periodo finestra ed il secondo alla fine dello stesso e cioè dopo 8-10 settimane dall’ultimo contatto con il caso".

Il Direttore Sanitario ASL

provinciale di Bergamo
Giorgio Barbaglio

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