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Per uscire dalla crisi occorre fare cassa Vendiamo il Colosseo?

La situazione economica dell'Italia è gravida di incertezze, amplificate dallo stallo politico in atto. La sola ricetta percorribile è la vendita dei gioielli di famiglia. Il Colosseo per esempio.

di J.T. 

Dalla Spagna cattive nuove per l’euro. I crediti bancari in sofferenza avrebbero raggiunto la cifra di circa 250 miliardi di euro, circa un quarto del Pil spagnolo mentre si starebbe assistendo ad un deflusso dei risparmi dalle banche iberiche con destinazione Istituti stranieri.

La fuga dei depositi dalle banche commerciali è gestibile quando il panico si scatena verso un singolo operatore ma è di assai dubbia risoluzione quando la paura attraversa l’intera nazione.

Quale argine si può frapporre, a parte la chiusura delle frontiere valutarie (del tutto incompatibile con l’euro), non è dato sapere; è certo che la crisi diventa meno gestibile con criteri convenzionali e forse il G8 della settimana scorsa ne ha preso atto e qualcosa ha messo in cantiere se, come pare, le turbolenze sugli spread si sono mitigate alla riapertura dei mercati.

E’ un fatto che la costruzione monetaria europea si sta risolvendo, giorno dopo giorno, in un progetto irrealizzabile se non fallimentare voluto da tutti ma le cui vittime sacrificali sono i paesi mediterranei, che l’Europa non potevano permettersi né tantomeno meritarsi.

Il sogno di poter trasformare le nostre debolezze endemiche in forze virtuose si frantuma contro il buonsenso e contro la realtà delle cose.

Un paese con un debito rispetto al Pil del 120% è costretto a non crescere e di solito a fallire: l’Italia del 1992 aveva il debito pubblico di oggi, appunto il 120 %, ma si trovava in condizioni migliori quanto alla possibilità di pagarlo.

Innanzitutto la pressione fiscale era minore, negli anni ’80 sotto il 40%, ed il margine di manovra in questo senso risultava ampio, mentre era positivo il quadro di riferimento economico con l’industria più competitiva sullo scenario del commercio con l’estero, complice anche la svalutazione della lira del 1992.

Il debito pubblico italiano in mani straniere era praticamente zero mentre oggi sono 350 miliardi di euro.

Il mercato bancario arrivava dalla tutela assoluta di Banca d’Italia, non era efficiente ma neppure aveva creato traumi creditizi al tessuto produttivo; non vi erano bolle immobiliari di sorta ed i debiti delle famiglie risultavano molto bassi.

In sostanza il sistema italiano, a parte il bilancio dello Stato, era più in equilibrio rispetto ad oggi.

Infatti il debito pubblico, pur con sacrifici ritenuti pesanti, diminuì sin verso quota 100, da dove dal 2002 è iniziato a risalire sino appunto ad oltre il 120% di oggi.

Oggi abbiamo debiti esteri rilevanti, la cui consistenza è circa pari al debito verso l’estero del sistema bancario e finanziario (IFM) che a sua volta è superiore al patrimonio consolidato delle banche medesime.

Il loro pagamento non può passare per un’ulteriore pressione fiscale a carico dei redditi o dei consumi.

Quindi la situazione, come ben abbiamo intuito è gravida di incertezze, amplificate dallo stallo politico in atto.

La sola ricetta percorribile è la vendita dei gioielli di famiglia.

Il Colosseo per esempio. 

Commenti

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  1. Scritto da massimiliano bavo

    E perchè non iniziamo dalla casa vista colosseo di Scaiola ? Pagata da sconosciuti a sua insaputa ?

  2. Scritto da Carlo Pezzotta

    Io preferirei vendere il Vaticano? Anzi, perchè non se ne vanno in aree del nostro martoriato pianeta. Sicuramente avrebbero di che lavorare e forse anche l’Italia si sveglierebbe iniziando a ragionare con la prpria testa.

  3. Scritto da tex

    + che vendite saranno regalati agli amici degli amici e nel dettaglio, venderei sicuramente roma anche con uno scoto del 95%

  4. Scritto da chiedereidanni

    Prima di vendere il patrimonio io andrei ad “espropriare” beni a tutti quelli che 1) hanno evaso le tasse 2) hanno “rubato” rimborsi elettorali (Vietati dal referendum) 3) Hanno malversato la res publica 4) Si sono arricchiti grazie a “concessioni” statali troppo “benevole” o a buon mercato 5) Frutto di attivita’ criminali. Fatti questi 5 punti penso staremmo meglio della svizzera nel giro di un paio di anni

    1. Scritto da Ugo

      Che bello sparare fregnacce a buon mercato : decidi tu chi sono o usiamo le leggi italiane ?

      1. Scritto da usiamoleleggivere

        Si usiamo le leggi.. .ma non quelle ad personam o ad aziendam partorite dai politici negli ultimi 20 anni (dx o sx non cambia, tutti d’accordo per rubare). Magari visto che hai poca fantasia posso dare qualche consiglio… iniziamo da quelli che han “riciclato” con lo scudo fiscale pagando meno che ai riciclatori di professione… poi magari passiamo ad aziende italiane con sedi “finte” in paradisi fiscali (ce ne sono a iosa e alcune famosissime… vuoi anche i nomi?) poi passiamo ai partiti che devon restituire tutti i rimborsi elettorali non utilizzati per effettive spese elettorali, ripristiamo falso in bilancio, manette agli evasori e restituzione del maltoltox10 a corrotti e concussi

  5. Scritto da Peter Anderson

    Venderei poste italiane, trenitalia, la rai (tenedo solo una rete che fa solo cultura e documentari di alta qualità), un gran numero di stabili di proprietà dello stato inutilizzati, ecc e farei uno stato leggero che offre i servizi essenziali e aiuto ai più disagiati. E l’outsourcing a privati di tutto ciò che gestisce in modo inefficiente (asl, motorizzazione, ecc). Rientrerei in termini meno pericolosi con il deficit ed ogni anno rientrerei il più possibile con il debito pubblico (il terzo al mondo).
    Per il Colosseo farei outsourcing della gestione delle visite ecc.

  6. Scritto da gio

    vendere tutto e in euro un affare per lo stato
    tanto i politci ci mangiano solo nell eni enel e finmeccanica fondazioni bancarie atb bergamo sacbo e cosi via
    un domani se si sara costretti a vendere in lire l incasso sara 8 volte di meno ,
    mi auguro che lo stato non finisca come il comune di bergamo che svende a2a quando potevano venderla a 2 euro

  7. Scritto da penniwit

    J. T. non sono per caso Tom & Jerry, intelligentemente scritti al contrario per confondere il lettore?

  8. Scritto da Piero

    Hè…Totò ci vedeva lungo…Magari avrebbe venduto prima le caserme dismesse…

  9. Scritto da Gino

    Il sogno europeo voluto da tutti? Peccato che nessuno l’ha votato, e quei pochi che hanno espresso un voto l’hanno respinto.
    Ma smettiamola con queste ipocrisie, l’Europa non ė un sogno, ma un incubo, prima ne usciamo meglio sarà per tutti.

    1. Scritto da Gennaro

      Paghi tu ?

  10. Scritto da sherwood

    Io venderei tutta la provincia di Bergamo alla Svizzera.