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Nicora conferma l’apertura, Sola: “Storia imbarazzante”

Sarà la relazione tecnica redatta dalla Commissione di collaudo dell’ospedale a evidenziare eventuali ulteriori responsabilità nei ritardi e nell’aumento del costo del nuovo ospedale di Bergamo.

Sarà la relazione tecnica redatta dalla Commissione di collaudo dell’ospedale a evidenziare eventuali ulteriori responsabilità nei ritardi e nell’aumento del costo del nuovo ospedale di Bergamo. Lo ha detto questo pomeriggio il Direttore generale dell’Azienda ospedaliera Riuniti di Bergamo, Carlo Nicora, sentito in audizione dalla Commissione consiliare Sanità e assistenza. Lunga ed articolata l’esposizione del DG che, ripercorrendo le tappe dei lavori, ha confermato per la fine di ottobre la data del trasloco (previsti sei giorni con attività limitata a 600 pazienti) dalla struttura di Largo Barozzi alla nuova sede intitolata a “Giovanni XXIII”. Riguardo alla questione dei costi, Nicora ha accennato alla possibilità che si possano ottenere delle riduzioni rispetto a quanto attualmente stimato sulla base delle analisi della Commissione di collaudo. Spetta a questo organismo verificare non solo discrepanze tra quanto realizzato e quanto preventivato, ma anche la qualità dei materiali utilizzati rispetto a quelli in capitolato. La Commissione Sanità e assistenza, su proposta del consigliere Maurizio Martina (PD), effettuerà nelle prossime settimane un sopralluogo per verificare l’andamento dei lavori della struttura. “Anche oggi il cuore della questione è stato esplorato solo in parte – commenta il consigliere IdV Gabriele Sola -. Di fronte alla mia richiesta di avviare un’azione legale per individuare i responsabili di ritardi ed esplosione dei costi, si continua inspiegabilmente a prendere tempo. Oggi il direttore dell’azienda ospedaliera ha lasciato intendere che senza relazione tecnica di collaudo non sia possibile attivare iniziative di questa natura. Una valutazione tutt’altro che convincente. Mi domando se i professionisti che compongono l’ufficio legale del ‘Beato Giovanni XXIII’ non siano anch’essi occupati ad imbiancar pareti e sostituire vetrate: possibile che non sia praticabile l’avvio di un’azione che accenda un fascio di luce su chi ha causato lo sperpero di decine di milioni di euro pubblici? È paradossale ma, ad oggi, il solo contenzioso aperto in questa imbarazzante vicenda è quello della DEC, che reclama 150 milioni proprio dall’azienda ospedaliera”. “A proposito dell’impresa che sta costruendo il nuovo ospedale di Bergamo – osserva Sola – neppure oggi abbiamo ottenuto risposta alla domanda, espressa con molta chiarezza, su come l’azienda ospedaliera pensi di agire riguardo al contratto per i lavori di manutenzione. Sarebbe l’ormai famigerata DEC ad occuparsene, e per ben 10 anni. Che cosa vogliono fare, in proposito, i ‘Riuniti’? Il direttore generale non ha risposto ma, perlomeno, si è presentato in commissione. Così non hanno fatto invece l’assessore Bresciani ed il direttore generale della Sanità, Lucchina. La richiesta di audizione depositata da noi dell’IdV richiedeva anche la loro presenza: peccato che abbiano preferito evitare il confronto. Ma forse, in fondo, avremmo dovuto aspettarcelo… Proprio per loro, infatti, la storiaccia dell’ospedale di Bergamo (su cui sta indagando anche la procura di Bergamo) si sta facendo molto imbarazzante".

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