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Miro Radici: “Se avessi vent’anni volerei in Cina”

Il presidente Sacbo, Miro Radici, ospite della trasmissione "Uno contro tutti" di Massimo Sonzogni non nasconde i suoi sogni. E ai problemi del rumore dell'aeroporto risponde: "Stiamo cercando di risolverli a breve".

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Se avesse vent’anni volerebbe in Cina. Non ha dubbi Miro Radici, presidente della Sacbo, ieri sera ospite della trasmissione “Uno contro tutti” di Bergamotv condotta da Massimo Sonzogni.

Che cosa farebbe in Cina? “L’imprenditore, anche tessile. Ma non è detto. Laggiù ci sono un sacco di opportunità”. Non ha rimpianti, né rimorsi, ma tanta energia: “Ho fatto l’imprenditore per tanti anni, mi sono divertito, ma adesso ho detto basta”.

Lo spot all’attività imprenditoriale però non lo ha fermato del tutto, oggi siede sulla poltrona della presidenza di Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio. “Me lo hanno chiesto, ma se avessi avuto anche solamente un voto contrario me ne sarei andato” ammette.

Nello studio televisivo si sente in sottofondo il rombo degli aerei che decollano. “Sì, è un problema che stiamo cercando di risolvere, ma non è così immediato trovare soluzioni, anche se abbiamo predisposto alcune misure nel breve periodo” aggiunge.

L’aeroporto rimane il tema centrale della serata. Radici smussa la presunta rivalità con Sea, anche se è stato proprio l’imprenditore seriano l’artefice del contratto tra Sacbo e Air Dolomiti che ha preso come hub europeo Francoforte al posto di Malpensa. Una scelta che deve ancora dare i suoi frutti, ma che se decollasse sarebbe paragonabile alla decisione di Ilario Testa che puntò sullo stretto rapporto con i voli low-cost.

“Non chiamiamoli così però, diciamo voli al giusto costo – rimarca Radici – in fondo è merito di una stretta alleanza tra due società che lavorano bene: da una parte l’efficienza di Ryanair e dall’altra la bravura del nostro personale Sacbo che gestisce l’aeroporto. Il merito dei numeri, che fanno appetibile Sacbo come società, vanno ricercati nel lavoro di squadra, nella capacità di quanti lavorano nel nostro scalo”.

I futuri investimenti di Sacbo sono ora puntati ai parcheggi, a migliorare l’area arrivi e la pista. Milioni di euro di investimenti per lanciare ad alta quota l’aeroporto di Orio. Un scalo che non sfigurerebbe a confronto con quelli cinesi. L’Impero celeste è lontano, ma forse Radici lo sogna nei voli del "suo" aeroporto.

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Commenti

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  1. Scritto da gioachino murat

    il signor miro fiuta l’affar da lontano il suo fiuto è infallibile ed è sempre alla ricerca di galline che fanno tre uova(al giorno naturalmente)sono del parere che il lavoro è una gran benedizione del padre eterno se ricevi la giusta mercede.diventa una gran maledizione se lavori e non prendi lo stipendio..leggo i commenti che sono piuttosto impietosi.cosa ha combinato? ha il torto di aver fatto lavorare tanta gente in valle seriana?

  2. Scritto da Ex leghista

    “il successo grazie alla bravura del personale SACBO”……..ha dimenticato di dire Che oltre alla bravura c’e il lavoro sottopagato…..retribuzioni ridicole e premi erogati solo ai capetti e agli amici………….povera Italietta……..

  3. Scritto da mario59

    Sono d’accordo con il signor Radici, se un giovane o meno giovane Italiano, va in Cina come imprenditore, può avere delle ottime possibilità di guadagnare e neanche poco…ma se un operaio Italiano va in Cina per lavorare, rischia di non tornare più indietro, perchè con il salario che percepirebbe, non riuscirebbe nemmeno a guadagnare quanto basta per comprare il biglietto di ritorno.
    E’ inutile discutere…spesso chi i soldi li ha e li ha guadagnati grazie al lavoro dei propri concittadini, preferisce dimenticare e guardare nella direzione dove guadagnare ancora di più, almeno fino a quando non si accorgerà che conviene cambiare nuovamente la tetta da mungere…questo si chiama liberismo.

    1. Scritto da roby

      è proprio questo liberismo il punto! dove questa mafia composta di politici, “imprenditori” (grossi gruppi d’ acquisto privati) e banche vanno a braccetto; ora con mario monti siamo ancora nella stessa direzione anzi, peggio! secondo monti e la sua politica in italia saremo ridotti a breve peggio della cina, schiavizzati a spaccarci la schiena e farci la guerra tra poveri per un pezzo di pane e un miserissimo salario! ecco perchè questi farabutti fanno sviolinate alla cina! Ma queste cose non le dicono al Tg5! basta liberismo, che tra l’altro non l’abbiamo voluto noi cittadini votanti, così come il sig monti: ma forse in pochi hanno capito che la democrazia dal ’45 ad oggi è solo un miraggio

      1. Scritto da mario59

        Roby tu ed io abbiamo capito, ma molti cittadini nonostante stiano provando sulla loro pelle gli effetti del liberismo, sono come drogati, narcotizzati dalle televisioni nelle mani dei potenti…che gli fanno credere che delocalizzare nei cosi detti paesi emergenti, sia un bene per tutti, ma la realtà è che nei paesi emergenti sfruttano i lavoratori con salari da fame…e qua in Italia sfruttano gli ammortizzatori sociali scaricandogli addosso migliaia di disoccupati, mentre loro diventano sempre più ricchi.
        E il guaio più grosso, come tu hai giustamente evidenziato, è avere un governo Monti che rema a tutta forza in quella direzione.
        Ci stanno portando alla miseria…maledetti liberisti.

        1. Scritto da Toni Corberi

          Noi tecnici ci siamo fatti il mazzo per anni regalando ore alle nostre aziende per progredire e ce l’abbiamo fatta.Col computer e le sue applicazioni e il nostro progresso sui metodi di lavoro abbiamo conseguito risultati incredibili.I nostri imprenditori hanno preso i risultati del nostro lavoro,hanno portato le fabbriche in Cina e chiuso qua.Là il lavoro costa meno quindi si produce là a 1 per rivendere qua a 100.Il nostro costo del lavoro è più alto perché comprende i costi di scuole,sanità,pensioni ecc…Là le cose non sono così.Ma così facendo quando qui sarà tutto chiuso nessuno comprerà più qua.Il sistema sta saltando e non hanno l’intelligenza di capirlo.Se non cambia finirà male

  4. Scritto da gio

    si andate in cina a lavorare a 100 dollari al mese questa e una paga li, e ci sono milioni di laureati cinesi senza lavoro
    per cui miro ci spieghera perche una azienda cinese sara disposta a pagare un italiano 10 volte tanto

  5. Scritto da Enrico

    Ma per carità, Radici, la sua idea di economia è chiaramente fallita. Avete sfruttato tutto quello che potevate, lavoratori e territorio, andando a braccetto con politica e banche, e adesso viene pure a fare il maestro anzichè vergognarsi perchè corresponsabile della situazione in cui ci troviamo.

  6. Scritto da Tone

    Il tessile a Bergamo è cresciuto sullo sfruttamento dei lavoratori, anche bambini. Quattro lire e turni di lavoro che non finivano mai. Proprio quello che oggi l’imprenditore ventenne e senza scrupoli troverebbe in Cina. Complimenti, signor Radici, si dimostra proprio un imprenditore con idee vecchie. Le stesse idee che ora hanno portato l’occidente sull’orlo del baratro. Torni pure a sfruttare a proprio piacimento il territorio bergamasco con l’aeroporto e gli inceneritori, continui pure ad arricchirsi in questo modo vecchio, i nostri figli e nipoti la ringrazieranno a lungo.

  7. Scritto da buono & brutto

    Ovviamente quando si parla della Cina, si deve prendere tutto di questo paese, il buono e il brutto (anche se, quando si tratta di affari che ci siano in questo paese ancora al potere i comunisti è senza dubbio un trascurabile dettaglio).

  8. Scritto da Roberto

    cari ragazzi, voi guardate al vostro piccolo orticello e aspettate che il lavoro vi cada dal cielo e morirete aspettando.
    ricordatevi che gli imprenditori vanno dove il lavoro costa meno,
    esattamente come voi quando comprate qualcosa andate dove pagate meno.
    se lui ha fatto quel che ha fatto è perchè ha avuto capacità imprenditoriali e voi, anzichè imparare da lui, nutrite solo invidia.
    quando vi accorgerete che l’italia non vale più niente allora sarà troppo tardi e avrete perso un’ altra buona occasione
    io per 20 anni ho comprato italiano per la mia attività, oggi non più e la penso come quest’uomo e ho molto ottimismo per il mio futuro.la patria? è quella che mi fa pagare troppe di tasse

  9. Scritto da luca

    Bhe io in cina ci abito e lavoro da 3 anni…dalla valle seriana a Guangzhou (canton)..e farncamente il Sig. Miro ha ragione, chi si chiude nel proprio bozzolo alla fine si estingue….quindi per chi come me a 45 anni suonati hanno fatto questa scelta,credete non facile,,le possibilita’ qui non mancano.Un consiglio ;dovete solo avere tanta voglia di lavorare.!!!

    1. Scritto da Carlo Pezzotta

      Spero che tu rimanga in Cina! Quì non è possibile sfruttare i lavoratori, perchè semplicemente sono persone con i loro sacrosanti diritti e non bestie. Se tu vuoi fare lo sfruttatore ed è una buona opportunità,che come dici tu trovi lì, stattene pure in Cina: quì non ti vogliamo!!!!!!

  10. Scritto da luc

    bravo vai in cina a fare l’imprenditore, la trovi le maestranze che hai sempre sognato: nessun diritto, lavoro per 15 ore al giorno e per paga un piatto di riso!

    1. Scritto da gian

      concordo! ci vada lei sig. Miro in Cina..ma a lavorare 15 ore in fabbrica per 10 euro al giorno, pure alla domenica! Ma il signor Radici forse non intendeva questo, perchè queste “esperienze” non le ha mai provate: anzi è proprio grazie a questa manodopera a bassissimo costo dei cinesi (gli schiavi neri del XXI secolo) che ne traggono la loro crescita economica, ben più proficua che in italia!! E hanno il coraggio di dire che in italia “non c’è più lavoro”, per forza! piuttosto è ora di cambiare modello sociale ed economico: possibile che nel 2012 viviamo ancora aggrappati al mito della rivoluzione industriale europea del 1700!? mai sentito parlare di descrescita economica?!

  11. Scritto da gioachinomurat

    non ci credo che lei voglia smettere di fare l’imprenditore.ci sono i senatori a vita e gli imprenditori a vita lei è uno di questi

  12. Scritto da Gianni

    Non mi sembra cosí anziano da non poterci andare. E poi qualcuno che provi a fermare lo sviluppo cinese ci vuole….. In bergamasca c’é riuscito talmente bene, che sarebbe un peccato fermare lui e la sua famiglia.
    Su coraggio

  13. Scritto da Gino

    Un grande italiano, complimenti per il suo amor patrio. Con queste mentalità esterofile, povera Italia, chissà dove andremo a finire.
    Meno male che questo ė un cadavere che parla, speriamo che i giovani abbiano un maggior orgoglio nazionale, se no il nostro futuro ė emigrare in Cina a lavorare in qualche cantina.