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Marcia partigiana contro il raduno fascista di Rovetta

Si terrà domenica 27 maggio la prima marcia partigiana sul monte Blum, ultimo di una serie di eventi realizzati da “I Ribelli della Montagna” per portare all’attenzione dell’opinione pubblica il raduno di Rovetta.

Si terrà domenica 27 maggio la prima marcia partigiana sul monte Blum, ultimo di una serie di eventi realizzati da “I Ribelli della Montagna” per portare all’attenzione dell’opinione pubblica il raduno di Rovetta.

Dal 1986, infatti, nell’ultima domenica del mese di maggio al cimitero di Rovetta si raduna un gruppo di simpatizzanti di estrema destra per commemorare i 43 giovani miliziani della RSI della Legione Tagliamento fucilati dai partigiani.

“La marcia è il punto finale di un percorso di sensibilizzazione e di informazione – spiega Claudio Ceruti, esponente de I Ribelli della Montagna. Il nostro obiettivo non è indottrinare ma, appunto, informare sulle reali motivazioni del raduno: saranno poi le autorità preposte a decidere il da farsi. La marcia è stata programmata nello stesso giorno della commemorazione per porre l’attenzione su questo raduno nazifascista che celebra le ‘gesta’ dei repubblichini della Legione Tagliamento che includono torture, incendi, omicidi e deportazioni. Noi ci attendiamo tanta gente, abbiamo raccolto tante adesioni e speriamo di contare circa 500 partecipanti”.

La partenza è fissata da Bergamo (piazzale della Malpensata) per le 6.45 e da Clusone (parcheggio dell’ex cinema Mirage) a partire dalle ore 7. La marcia prenderà invece il via dalla località Conca Verde, raggiungibile con un servizio di bus navetta gratuito da Clusone, alle ore 9 in direzione monte Blum, al quale si arriverà dopo un percorso di un’ora e mezza. La discesa è prevista per le ore 15.30.

“Il mese scorso a Rovetta abbiamo distribuito un dossier e un DVD – continua Ceruti – e da quel momento c’è stato un inasprirsi delle iniziative contro la Resistenza e noi pensiamo che non sia un caso. Abbiamo avvisato la Questura della nostra manifestazione che non entrerà assolutamente in contatto, nemmeno visivo, con il raduno previsto al cimitero di Rovetta”.

Alla presentazione della marcia è intervenuto anche Martino Signori, vice presidente Anpi Bergamo: “Il raduno è una pagliacciata fascista che le autorità hanno sempre sottovalutato in passato. Non c’è nessun problema se i morti vengono ricordati ma in questo caso la funzione religiosa è solo un pretesto: viene commesso un reato, apologia di fascismo, e le forze dell’ordine dovrebbero impedirlo. La nostra marcia non è una semplice passeggiata, vogliamo porre l’attenzione su quello che accede veramente ogni anno al cimitero di Rovetta, perché il raduno offende la storia del nostro Paese”.

Commenti

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  1. Scritto da carlo

    io dico soltanto che chi commemora i morti deve essere lasciato in pace.

  2. Scritto da oscar

    dopo tanti anni i comunisti continuano ad assomigliare allo scaldabagno elettrico: senza la resistenza sono un bidone inutile

    1. Scritto da mario59

      Ma quando serve l’acqua calda per levare lo sporco peggiore che solo il fascismo riesce a produrre…lo scaldabagmo ritrova subito la resistenza e l’acqua diventa bollente…
      Certo che visti i tuoi ideali i tuoi genitori avrebbero dovuto darti un altro nome..Oscar che per me è un bel nome… da comunisti..ahahaah…
      Non avermene è solo una battuta…..Buon week end.

  3. Scritto da ct

    ma questi benefattori in marcia porteranno le caramelle in dono ai bambini del paese ?

    1. Scritto da duliamo ergassia

      sicuramente non l’olio di ricino come quelli della messa

      1. Scritto da stefano

        Io spero di no, loro i bambini se li mangiano!!!!!!

  4. Scritto da J.J.& Jhonsonn

    segue commento precedente…Dopo due giorni di maltrattamenti e sevizie, il 28 aprile i militi vennero prelevati da un gruppo di partigiani venuti da fuori e condotti al cimitero di Rovetta. Dopo aver consegnato i propri averi, vennero presi a gruppi di cinque e fucilati. Credo sia giusto avere il rispetto per i morti e pensare che forse anche quelli che stavano dalla parte giusta non erano tutti EROI.

    1. Scritto da J.J.& Jhonsonn:

      Mi spiace che vedete in quello che ho scritto, quello che non c’è, ho solo spiegato cosa è successo a Rovetta, non voglio certo difendere le malefatte che vengano da una o dall’altra parte, credo che tutti sappiamo quello che è stato il periodo di guerra, e non c’è stato nulla di cui vantarsi o sentirsi orgogliosi, questo lo dice la gente che certe cose le ha vissute proprio a Rovetta o in alta valle.Provate a parlare con qualche anziano di qui e chiedete loro cosa è successo, la maggior parte non vi risponderà e gli verranno le lacrime agli occhi, perchè certe cose anche dopo quasi settantanni sono troppo difficili da raccontare e spiegare.

    2. Scritto da IVALDI

      Chissà perchè la storia per certi revisionisti inizia solo il 26/04/1945…caro JJ chiediti anche cosa è successo prima…cosa hanno combinato quelli della Tagliamento nel Vercellese, sul Monte Grappa, ad Urbino…se erano tanto valorosi perchè non sono stati impiegati contro un esercito come quello Alleato invece di rastrellare civili e renitenti alla leva?

    3. Scritto da mario59

      Qua le lascio il link di un documento video che la aiuterà a capire meglio cos’è successo a Rovetta, e quello che hanno fatto quelli della tagliamento…è un video di 35 minuti, lo guardi tutto e poi rifletta. W la resistenza e W la libertà..buona visione.
      https://www.bergamonews.it/politica/%E2%80%9Cbasta-raduni-fascisti%E2%80%9D-rovetta-dvd-nella-posta-guarda-il-video-159560

    4. Scritto da mario59

      Se vogliono commemorare i morti, lo possono fare senza mettere in piedi la pagliacciata con saluti romani e varie gesta nostalgiche…che oltretutto sono vietate dalla legge.
      Detto ciò, non c’è mai valida giustificazione alla violenza, ma proprio per questo, si informi di quanta violenza e terrore hanno scatenato in giro per l’Italia quelli della Tagliamento…poi potrà anche riflettere meglio sul fatto che, purtroppo qualcuno dopo averne viste e subite di ogni genere, non abbia resistito alla sete della vendetta.
      Un ultima cosa, per correttezza… a Rovetta i tre più giovani mi risulta che furono risparmiati…
      segue…

      1. Scritto da Gioan

        ah beh tre ragazzi di 15 anni risparmiati…. allora cambia tutto! alla faccia delle bandiere con l’arcobaleno!

        1. Scritto da mario59

          Ti faccio gentilmente notare, che c’era una guerra e proprio quelli che sono stati giustiziati a Rovetta, in quegli anni, ne avevano fatte di tutti i colori in giro per l’Italia… se poi tu vuoi mettere tutti sullo stesso piano,è inutile stare discutere… io so che se oggi sono qua a scrivere liberamente quello che penso, cosa che stai facendo pure tu, è grazie a chi a combattuto per la libertà, non certo per merito di quelli della Tagliamento, che gli bastava anche il solo sospetto di contrarietà al fascismo, per massacrare delle persone inermi.
          Oggi sventolano le bandiere con l’arcobaleno, nella speranza di non vedere mai più quelle con le aquile o le svastiche.

          1. Scritto da Gioan

            ” quelli che sono stati giustiziati a Rovetta, in quegli anni, ne avevano fatte di tutti i colori in giro per l’Italia” …… allora sei a favore della pena di morte?

  5. Scritto da J.J.& Jhonsonn

    Giusto difendere sempre a spada tratta chi ha resistito e ci ha regalato il paese dove viviamo, sono contrario al raduno fascista, ma trovo giusto che prima di scrivere commenti assurdi conosciate almeno la storia avvenuta tra il 26/04/45 il 28/04/45 ( a guerra finita!) di quei 43 ragazzi ,perchè di ragazzini si trattava, avevano tra i 15 e i 22 anni, che combattevano per un ideale, sbagliato, ma oggi non c’è più nessuno disposto a combattere per un ideale, sbagliato o giusto che sia, i quali dopo aver trattato la resa con il CNL consegnato le armi, essersi arresi e consegnati alla più vicina autorità in attesa di essere consegnati all’esercito alleato.

  6. Scritto da T.F.

    Io non ho vissuto il ventennio fascista, ma mio padre era del “21
    orfano di padre a 2 anni ( mai stato fascista come nessuno dei suoi famigliari ) lui si la vissuto, prima la guerra fascista ( e li si è preso la malaria….) poi la resistenza da partigiano, proprio nei luoghi di
    cui qui si scrivi; freddo fame, e la paura di essere uccisi ( come è
    capitato ad un suo amico).
    Mi auguro che nessuno più lo viva il fascismo.

  7. Scritto da stefano

    Ma smettiamola di mettere tutti nello stesso calderone. Studiati LA STORIA GP!! I fascisti ci hanno portato in guerra e hanno commesso stragi di civili dopo l’8 settembre ed i partigiani hanno combattutto una dura guerra civile per la LIBERAZIONE !

  8. Scritto da Ivaldi

    Io non ho vissuto il periodo fascista però ho conosciuto una donna che è stata torturata tre giorni nel carcere di monza da un aguzzino fascista che nel dopoguerra è diventato prefetto di un’importante città mentre lei dopo essere scampata dal campo di concentramento è tornata a fare l’operaia. L’importante era mangiare?

  9. Scritto da ?

    GP sta per GiuPì?

    1. Scritto da GP

      Potrebbe anche essere ma sicuramente come NIK non ho un punto di domanda ecco si facia una domanda e si dia una risposta comunque io non offendo nessno se un comment non mi piace vado oltre o comunque rispetto il parere d’altri se non offendono,colui che offende e STERILE non ha argomentazioni praticamente è una NULLITA’ ECCO IL SUO NIK NULLITA.
      confido nel moderatore le invii la risposta

      BUONA SERATA.

  10. Scritto da GP

    per fortuna io non ho vissuto il periodo fascista però gli anziani dicono che i partigiani prima di essere partigiani erano prima fascisti poi comunisti l’importante era mangiare.
    NON’E’ CAMBIATO NULLA DESTRA O SINISTRA L’IMPORTANTE E’ CHE MANGINO LORO

    1. Scritto da Neftali89 ☭

      l’ignoranza ha tante voci, e purtroppo non ha mai imparato a stare zitta..
      paragonare i partigiani con i ladri di oggi…paragoni assurdi!
      ORA E SEMPRE RESISTENZA

      1. Scritto da gino

        A leggere certi commenti cìè da vergognarsi, lo venga a dire a me con nonni e parenti espatriati in Francia per colpa delle persecuzioni fasciste dell’inizio anni ’20, sostenitori della resistenza spagnola e poi schierati per la liberazione del paese. I mangioni stavano tutti in camicia nera con l’opportunismo con cui poi furono nel dopoguerra quasi tutti democristiani, questa è la verità.

        1. Scritto da Stefano

          Venga a dirlo a me con i nonni espatriati per le persecuzioni post guerra da parte dei presunti partigiani.
          Piantatela di rompere i coglioni!!!!!
          Piantatela di essere vittime!!!!!!
          La democrazia a voi va bene solo se si ricorda ciò che volete voi, adesso avete stancato…..

          1. Scritto da Ernesto

            Guardi, se si è stancato della democrazia e di ricordare l’antifascismo come dice la nostra COSTITUZIONE non c’è problema… le suggerisco di espatriare. In Grecia per esempio, ci sono tanti amici suoi che con il nome di ALBA DORATA hanno fondato un club dove lei si può senz’altro si può iscrivere. Auguri.

  11. Scritto da GP

    per fortuna io non ho vissuto il periodo fascista però gli anziani dicono che i partigiani prima di essere partigiani erano prima fascisti poi comunisti l’importante era mangiare.
    NON’E’ CAMBIATO NULLA DESTRA O SINISTRA L’IMPORTANTE E’ CHE MANGINO LORO