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Scuola di magistratura Di Pietro chiede l’intervento della Severino

Il presidente dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro ha chiesto, tramite interrogazione, al ministro Paola Severino di intervenire in merito alla questione della sede della Scuola di magistratura: “Il ministro risolva la questione, in questi anni ha prodotto solo spreco di risorse pubbliche”.

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Il presidente dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro ha chiesto, tramite interrogazione, al ministro Paola Severino di intervenire in merito alla questione della sede della Scuola di magistratura: “Il ministro risolva la questione, in questi anni ha prodotto solo spreco di risorse pubbliche”.

(ANSA) – ROMA, 18 MAG – «Il ministro Severino risolva al più presto l’annosa questione della sede della Scuola di magistratura che, in questi anni, a causa dei diversi provvedimenti sulla sua dislocazione, ha prodotto solo spreco di risorse pubbliche».

È quanto chiede il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un’interrogazione al ministro della Giustizia. «La Scuola superiore della magistratura – spiega il leader IdV – è stata istituita nel 2006 con un decreto legislativo che indicava anche le tre sedi: Latina per il centro, Catanzaro per il sud e una città in provincia di Bergamo per il nord Italia. La sede di Latina era stata poi sostituita con Firenze e quella di Catanzaro con Benevento. Dopo le politiche del 2008, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, inaugurò personalmente la sede di Bergamo per la quale il comune ha pagato un canone di locazione, nonostante non sia mai stata avviata alcuna attività. Il 15 febbraio scorso il Presidente della Repubblica ha comunicato al CSM che, nella fase di avvio, il Ministro avrebbe potuto decidere per una sola offerta formativa, valida per tutto il territorio nazionale, in modo da conciliare la necessità di avviare rapidamente la Scuola con le difficili condizioni della finanza pubblica. Il ministro Severino, il 9 maggio, ha quindi indicato al CSM come sede unica nazionale Villa di Castelpulci, di proprietà pubblica, nel Comune di Scandicci, provincia di Firenze e ha stabilito che i vincitori del concorso in magistratura saranno assunti a partire dal mese di giugno. Nel frattempo, però – aggiunge Di Pietro -, sono stati spesi circa 22 milioni di euro per gli affitti e le ristrutturazioni delle sedi precedentemente indicate. A questi si aggiungono i 240mila euro che, in base a un contratto d’affitto di sei anni con la Curia, dall’anno scorso il Ministero paga per quella che sarebbe dovuta essere la sede di Bergamo».

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