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“Ostacoli all’Atalanta, quella casta di Bergamo che non conosce vergogna” fotogallery

Xavier Jacobelli, giornalista bergamasco direttore di Calciomercato.com, commenta le recenti avversità di alcuni esponenti politici di centrosinistra nei confronti del mondo atalantino. Vi proponiamo il pepato editoriale pubblicato su Quotidiano nazionale.

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Xavier Jacobelli, giornalista bergamasco direttore di Calciomercato.com, commenta le recenti avversità di alcuni esponenti politici di centrosinistra nei confronti del mondo atalantino. Vi proponiamo il pepato editoriale pubblicato su Quotidiano nazionale.

Poi dicono che gli italiani sono sempre più antipolitici, ne hanno le tasche piene di chiunque li rappresenti a livello nazionale e locale e, ogni tanto, vengono assaliti dal desiderio di giocare a pallone con loro. E non per prendere a calci il pallone. Guardate ciò che succede a Bergamo, per esempio, dove, in questi giorni il centro è stato teatro di un’altra, splendida iniziativa della società di Percassi. Per festeggiare la fantastica stagione nerazzurra (52 punti conquistati sul campo, record assoluto nei 104 anni di storia societaria, salvezza guadagnata praticamente con 9 giornate d’anticipo, nonostante i 6 punti di penalizzazione), l’Atalanta ha costruito la Città Nerazzurra nel cuore della città. Raccolta di fondi per iniziative umanitarie destinate ai bisognosi e ai più deboli, feste popolari e meeting con la squadra e con i dirigenti, manifestazioni ed eventi per famiglie e bambini , marcia non competitiva degli Amici dell’Atalanta alla quale hanno partecipato 10 mila tifosi, punti d’incontro con i sostenitori, gigantografie dei protagonisti dell’impresa inalberate lungo il centralissimo Viale Papa Giovanni XXIII, le maglie di alcuni campioni nerazzurri esposte sulle Mura dopo essere state la bellissima coreografia della Curva Nord nell’ultima di campionato. Tutta una serie di iniziative che hanno riscosso un tale successo, da richiedere una proroga di altre due settimane. Particolare non irrilevante in questi anni di melma, pieni delle soperchierie e degli scandali dei politici (vogliamo parlare solo dell’indecenza dei rimborsi elettorali?) : tutte le spese sono a carico dell’Atalanta che si è accollata un onere di quasi 400 mila euro. Ieri sera, sul Sentierone, erano in migliaia a salutare Colantuono e i giocatori prima che partissero per le vacanze. Avvertenza per chi non fosse bergamasco: di solito, dopo le nove di sera, chiunque si aggiri nel centro della città ha la stessa probabilità di trovare un bicchiere d’acqua nel Sahel. Tutto bene? Benissimo. Tranne che per alcuni esponenti politici locali con la puzza sotto il naso, asserragliati nel bunker di una Casta senza futuro e senza pudore. Leggete un po’ cosa ha affermato l’esimio Nicola Eynard, consigliere comunale: "Bergamo. Certo, da sempre cerco di apprezzarne la bellezza , di valorizzarne i pregi, di viverla al meglio. E mi piace, nonostante a volte vorrei fosse migliore: più aperta, più viva, più dinamica. Non m’interesso di calcio, ma penso sia ridicola ed eccessiva l’importanza attribuita ad un evento come la presentazione delle nuove divise dell’Atalanta. Bergamo è davvero misera se la associa così ad una squadra di calcio. Per molti è l’orgoglio della città, ma davvero non abbiamo niente di meglio di cui essere orgogliosi? E’ patetico che in un punto nevralgico del centro qualcuno abbia concesso di esporre uno striscione che recita “A guardia di una fede”. In coscienza: quale fede?”. Capito? Anzichè sotterrarsi, insieme con tutti gli amministratori presenti e passati che da cinquant’anni non risolvono il problema dello stadio, un impianto indecente, obbrobrioso e famigerato, autentica bomba ad orologeria dentro la città; anzichè ringraziare l’Atalanta e i suoi tifosi per avere rivitalizzato una città catalettica, il signor Eynard storce il naso. E ha pure il coraggio di definire "ridicola" la presentazione delle nuove maglie, ignaro di che cosa significhino i simboli dello sport e capace di calpestare i sentimenti e la passione di un popolo intero. Perchè quello dell’Atalanta è un autentico popolo, che piaccia o non piaccia alla Casta. Perchè a Bergamo non si dice "vado allo stadio", ma "vado all’Atalanta", tanto grande è l’immedesimazione della gente nella propria squadra di calcio. Perchè essere a guardia di una fede, significa credere nei propri ideali sportivi incarnati da una società modello che appartiene alla storia dello sport italiano, è diventata un esempio di serietà, di organizzazione, di professionalità, si è appena lasciata alle spalle una fantastica impresa, realizzata contro tutto e contro tutti. Non è mica finita. Siccome quando si tocca il fondo, c’è sempre qualcuno che comincia a scavare, ecco che si alza un altro consigliere comunale, il signor Simone Paganoni. Lo stesso, nei giorni scorsi aveva avuto il coraggio di contestare la decisione di osservare un minuto di silenzio in Comune in memoria di Piermario Morosini affermando: "Non esistono morti di serie A e di serie B, un consigliere lo si commemora in consiglio, un calciatore sui campi di calcio". (Complimenti: a quando le commemorazioni in base alle idee politiche e, perchè no, già che ci siamo, alla razza, alla convinzione religiosa, al partito?) Già che c’è, il consigliere fustigatore dell’Atalanta e dei suoi tifosi, protesta pure contro le quattro bandiere di Città nerazzurra esposte nella sede municipale e definisce blasfemo lo striscione "A guardia di una fede" della Curva Nord. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Per l’inverecondo oltraggio alla memoria di Piermario Morosini, per la distanza siderale fra il Palazzo e i cittadini. Sommesso consiglio a Percassi e all’Atalanta: dalla prossima stagione, basta con i biglietti gratis al Comune. I consiglieri che vogliano seguire le partite dell’Atalanta se li comprino. Gli altri vengano destinati a tutti quelli che non se li possono permettere. In tribuna d’onore, allo stadio Achille e Cesare Bortolotti, si respirerebbe un’altra aria. Anche se l’ossigeno puro sta in curva.

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Commenti

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  1. Scritto da Doge

    Cara Atalanta fai pagare tutti i politici….. Fanno schifo e si fanno pagare i biglietti !!!!

  2. Scritto da solo speculazione

    tutta questa enfasi per l’atalanta,e tutto questo spazio per una squadra di calcio. Sono leghista e tifo l’atalanta, ma penso che i media stiano pompando solo per far costruire uno stadio inutile per tanti motivi che distruggera’ un polmone verde . Sabato c’era il forum Bergamo Sostenibile a Bergamo , dove c’erano centinaia di cittadini, soprattutto di destra (specifico perche’ si tende ad etichettare comunista chi ha maggior senso civico, oppure si preoccupa dell’ambiente o della qualita’ della vita) , c’erano ingegneri, architetti, agronomi, costruttori, giornalisti ecc ecc
    si e’ parlato dei problemi di Campagnola, Redona, Malpensata, Colognola, Bgo Palazzo, ecc ecc, problemi reali , problemi concreti, lontani da una politica che non rappresenta piu’ la cittadinanza che se li trova gia’ preconfezionati da votare. Bergamo ha ben altri problemi, se poi per ipocrisia li si vuole mascherare , questo e’ un altro discorso, se poi metti le divise al sentierone e tanti ci vanno a vederle, questo e’ un altro discorso, gia’ un discorso lontano dai problemi dei cittadini. grazie

  3. Scritto da luca

    si è vero che l’atalanta è una realta storica ma è anche vero che la stessa atalanta vuole il monopolio e l’esclusiva,vedi albinoleffe foppapedretti e tritium dove l’informazione mediatica spece di della redazione di leco di bergamo è totalmente indifferente alle suddettte società,e dove vengono solo evidenziati notizie straordinarie relative a super vittorie (vedi foppa) o super sconfitte,
    in quanto il presidente percassi pretende solo di fare quello che vuole ma non di coinvolgere le tre società piu rappresentative di bergamo sopra citate a progetti sportivi,vedi nuovo stadio e iniziative sportive,

  4. Scritto da Erpek

    Da atalantino NON pirla l’articolo di Jacobelli mi fa veramente schifo.

  5. Scritto da sissi

    io non sono per niente tifosa, in realtà sono pure bresciana di origine, ma tanta gente in giro e tante bandiere mi hanno messo allegria,,,;.)

  6. Scritto da Gio da PV

    Potevate aspettarvi qualche cosa di diverso da gente che probabilmente non ha mai messo piede in uno stadio?
    Forse che la gente bergamasca dovrebbe esser orgogliosa dei vary Eynard, Paganoni e compagnia bella? Questi Carneade sarebbe bene cominciassero a vergognarsi di quel che fanno!

    1. Scritto da Button

      Hai ragione, deve essere orgogliosa di Doni e di quelli che la domenica vanno in giro a far a botte e a sfasciare qualche macchina perchè “l’atalanta è una fede”

  7. Scritto da cittadino

    Parlano di stadi nuovi? L’importante che li facciano in luoghi lontani dai centri abitati, credo il deserto del Sahara possa andare bene anche per lo stadio dell’Atalanta.Se è troppo lontano si può sempre seguire la partita in tv.
    Da almeno 30 anni non vedo più nemmeno la nazionale in occasione dele sue finali o finalissime, metto i tappi nelle orecchie e vado a letto a dormire.
    Meglio seguire il calcio dei ragazzini dell’oratorio.
    Jacobelli fa il suo mestiere, è un servo inutile, come tutti noi quando facciamo qualcosa allo scopo di guadagnare la pagnotta.

  8. Scritto da cittadino

    Il calcio è bello da giocare e da vedere, ma in quanto calcio senza tutte le esagerazioni giornalistiche,economiche e di tifoserie.
    Ogni anno vediamo violenze, malaffare,calciatori che credono di essere dei e tante altre cosine per nulla edificabili.E ogni volta vediamo qualcuno che si straccia le vesti per questo.Invece di stracciarsi le vesti smettano di seguire questo circo economico- mediatico.

  9. Scritto da andrea marco

    a me dell’Atalanta non me ne frega niente, e quindi non me ne frea se qualcuno la festeggia.

  10. Scritto da Stephan

    Jacobelli sei una bandierina, per entrare a Bergamo nell’eco hai dovuto lisciare il pelo all’Atalanta. I tifosi si fanno incantare dalle tue parole, tutto fumo e niente arrosto!

  11. Scritto da Mino Bonomelli

    Sono atalantino fin da piccolo senza mitizzazioni. Ad alcune riiflessioni che possono certamente essere criticate risponde con una mitragliata di parole assurde ed incivili.
    Probabilmente penava di essere ad una di quelle illuminanti trasmissioni sportive dove il confronto è segnato dall’alto livello del pensiero sportivo e calcistico.
    Infine una domanda: lei difendeva Doni o apparteneva a quei pochi che osavano mostrarsi dubbiosi e per questa ragione venivano additati come traditori?

  12. Scritto da roberta

    @ Boccia :concordo a pieno con te !
    guai a dire che tanti tifosi sono solo dei deliquenti , per giunta assecondati dalla politica , dalla stampa e dalla società atalantina stessa …

  13. Scritto da luca

    QUANTI BENPENSANTI CHE NON HANNO NIENTE DA FARE!!!!!!!!!

  14. Scritto da Attilio

    E’ una bella lotta tra titani. Un esponente della casta dei giornalisti che pontifica contro la casta dei politici in difesa della casta dei calciatori (la peggiore, perchè la più pagata e osannata). Veramente un bel quadretto. E tutto a spese nostre.

  15. Scritto da Pomeriggio 5

    La parte più penosa è il riferimento al povero Morosini. Ma tu guarda a cosa ci si deve attaccare per campare.

  16. Scritto da Boccia

    Guai a dire che l’atalanta non è sempre fortissima, guai a dire che Doni (forse) non è innocente, guai a dire che non è possibile costruire tutto quello che si vuole pur di dare uno stadio alla squadra, guai a dire che c’è un limite alla cafonaggine pur di vendere magliette. Moriremo pecore nere, ma almeno senza le fette di salame distribuite sugli occhi anche da Jacobelli.

    1. Scritto da DD

      TI STRINGO LA MANO. LA PENSO COME TE AL 100%

      1. Scritto da Ugo

        Perfetto

  17. Scritto da renato

    E’ tutta una questione di opportunismo. Se il giornalista avesse scritto di caccia, si sarebbe scagliato contro gli animalisti, contro gli ambientalisti se avesse scritto di auto, in questo caso, scrivendo solo per i tifosi più esaltati, si butta contro chi non si esalta per quattro magliette in vendita.

  18. Scritto da Laura

    Che tristezza, l’ennesimo giornalista che vorrebbe ogni cittadino trasformato in uno zerbino. Saluti e baci, Jacovelli, e ritenti, sarà più fortunato.

  19. Scritto da solodea

    Il parere di questi “presunti” politici (si chiamano così solamente perchè aderenti ad un partito) pochi hanno capito che non interessa a nessuno, perchè volendo parlare di queste cose hanno solamente voluto dimostrare che anche loro ci sono ed hanno detto la loro (,,, che non importa a nessuno). Ma sono talmente “piccoli” che riescono a far polemica anche sulle cose più banali, le cose che alla gente comune possono piacere perchè immagina che almeno da queste cose la politica se ne stia alla larga e perciò a queste persone c’è solamente da lanciare un invito ed un monito: TACETE e lasciateci in pace. Non abbiamo bisogno né di voi né dei vostri proclami, né della vostra inutilità.

    1. Scritto da Mannaggia

      Perchè del parere di tale Jacovelli cosa vuoi che ce ne freghi ? Commenti per il sottoproletariato sportivo , quelli che poi dalle caste (vere) dei giornalisti e dei politici lo prendono regolarmente in quel posto. Svegliati , campare è già dura, manca solo di far campare, e bene, gente che vive di queste fregnacce.

      1. Scritto da 1907hammers1907

        io sono un’atalantino al 100%,ho acquistato allo store,e tuttavia non posso negare che quello che hai scritto parzialmente e’ vero,ma non puoi neppure negare che forse i politici o presunti tali in questo momento e’ meglio che pensino ad’altri problemi,e non all’atalanta,che ha portato un po’ di gente in piazza in una citta’ vetusta e priva di iniziative,dove anche una street parade causa mille problemi e menate varie,poi ognuno con ipropri soldi decide chi o cosa far campare,pensa ai soldi invece che ti ciucciano i politici.saluti

        1. Scritto da Mannaggia

          Ad essere atalantino e ad acquistare allo store non c’è niente di male, fa parte delle normali scelte personali, trovo insopportabile il mondo e la speculazione (anche politica) alimentata dai signori alla Jacovelli, che pure ci campano e bene. Di un’assurdità sconcertante

  20. Scritto da Luca

    GRANDE XAVIER!!! Ho avuto il piacere di conoscerla mercoledì sera dopo la festa alla squadra!! ALMENO LEI TENGA SEMPRE ALTO IL NOME DELLA NOSTRA GRANDE ATALANTA….
    ADESS ADOSS

    1. Scritto da portoghese

      Ah, c’è stata una festa alla squadra! Ed era presente il nostro vate jacobelli: adesso si capisced qualcosa di più delle sue esaltate parole.

  21. Scritto da Ugo Bartoli

    Finalmente abbiamo la comprova dei fatti. La dittatura del pensiero unico relativista dominante ai nostri tempi identifica l’essere la vergogna con l’attacco all’unico vero valore morale della nostra generazione perversa: il calcio. A Bergamo esiste l’Atalanta. L’Atalanta, appunto! Perché della moritra Foppa versione realmadrid nessuno se ne preoccupa.
    Poi ad esempio sparano a zero sull’aeroporto, ma qui non c’è difesa alcuna, perché lo scalo norditaliano non è mica l’Atalanta!

  22. Scritto da e

    Con questo articolo Jacobelli s’è messo al livello della Casta più becera contro cui dice di strobazzare.
    I tifosi fanno il tifo, un giornalista dovrebbe fare informazione.
    Per conto mio questo è l’ultimo che leggo o ascolto i Jacobelli.
    Un manuale di strumentalizzazione. Cui prodest?

  23. Scritto da xcassi

    Yo!

  24. Scritto da stefano

    Si ho la puzza sotto il naso ma non ho mai votato per salvare cosentino e non sono mai stato servo di berlusconi e di tutta la sua cricca. Capito jacobelli dove sta la differenza tra me e te che utilizzi una squadra di calcio per far politica !!!

  25. Scritto da Aladin

    Osti che filippica. Infatti Xavier è un idolo di molti malati di tifo Atalantino. Ho la stessa malattia ma mi permetto di dire: occhi aperti, la lezione dell’anno scorso serva a vaccinarsi contro nuove fregate. Percassi e il suo clan, con tanto di giornalisti euforici nella claque, merita attenzione e sostegno,ma non mitizziamolo.

  26. Scritto da malafede

    Definire interesse privato una serie di eventi sportivi dove al minimo partecipano 10mila persone è assurdo, lo stadio è interesse comune e di fatto resterà quello fino a che Percassi non ristrutturerà il Comunale.Per il resto ridicoli Paganoni e Eynard ma esagerati venti giorni di festa per vendere, di fatto, merce targata Atalanta. Un po’ di misura in tutto non guasterebbe. Ps lo striscione è uno storico della curva datato almeno trent’anni. Chi fa finta di non capire che non si tratta di fede religiosa è in malafede. Appunto.

  27. Scritto da paolo p

    LEGGETE, che magari capite chje l’Atalanta è una risorsa..non il nemico http://www.algeri.net/public/com/comfullheadline11.php?subaction=showfull&id=1337329400&archive=&start_from=&ucat=2&

    1. Scritto da gigi

      il problema non è l’atalanta ma gli atalantini esaltati

    2. Scritto da incompreso

      non ritengo l’atalanta un nemico. non vedo neanche quale risoprsa rappresenti. il servizio televisivo? magari porterà quattro turisti in più. non mi sembra, sinceramente, un’epocale campagna di marketing turistico.

  28. Scritto da paolo p

    In questi giorni c’è una troupe parigina che sta facendo un servizio su Bergamo e l’Atalanta..x far conoscere realtà diverse dalle solite metropolitane. Poi si dice che l’Atalanta è solo un male..usciamo dal provincialismo, c’è chi viene da fuori italia per apprezzare e imparare e noi invece dobbiam osempre solo denigrare la nostra bella realtà..

  29. Scritto da incompreso

    che tirata, jacobelli. e che sacrilegio, non allinearsi ai peana per l’atalanta. certo, i politici non hanno mai risolto la questione dello stadio. perché ci vogliono soldi pubblici, per risolvere una questione privata. oppure, basta lasciare spazio libero alla prossima colata di cemento.

    da due anni a questa parte a bergamo è in corso una martellante campagna di marketing sull’atalanta.

    un motivo ci sarà.

    1. Scritto da paolo p

      veramente è il contrario L?atalanta con la cittadella dello sport stà risolvendo da privato, con investimenti privati (e ci mancherebbe non puntino ad ammortizzare e poi guadagnare) un problema pubblico!!

      1. Scritto da incompreso

        investimenti privati, costi esterni collettivi. così come la situazione dello stadio di oggi è un costo per la collettività, anche l’insediamento della cosiddetta cittadella dello sport avrebbe un costo per la collettività – con ritorni solamente privati.
        qual è il problema dello stadio? il parcheggio selvaggio, o una struttura per qualche motivo inadeguata? se è la struttura inadeguata, quali interventi sono possibili, oltre alla cementificazione del parco agricolo?

    2. Scritto da Alberto

      Hai ragione, incompreso, i soldi pubblici meglio darli ai “costruttori” che lasciano le opere pubbliche incomplete o con ulteriori debiti, lo stadio meglio lasciarlo dov’è con gli abitanti della zona sempre più felici e contenti, le colate di cemento coloriamole di verde, viste dall’alto sembreranno prati. Lasciamo che Città Alta venga oscurata da un “muro”, quello si che va bene ( e il progetto non é di Percassi ed é stato approvato da una Giunta di centro sinistra )

      1. Scritto da incompreso

        stiamo mescolando argomenti che non c’entrano fra loro.
        se il modo in cui abbiamo sperperato il nostro territorio le piace, sono contento per lei. personalmente, ritengo che sia interesse di tutti valutare con occhio critico le proposte di consumo di suolo, in una città così densa come la nostra: densa di costruzioni, densa di spazi commerciali, densa di palazzi recentissimi e semivuoti.
        poi, sulle responsabilità delle giunte di uno o di un altro colore – nonché su temi diversi da quello in argomento – non mi interessa entrare. porta fuori tema.

  30. Scritto da berghem68

    Semplicemente grande il commento di Xavier!!
    Ne abbiamo piene le scatole di questi amministratori che vanno alla stadio (gratis) e quando c’è bisogno di mettere “in campo” la determinazione nel decidere il da farsi per questo benedetto stadio, si sciolgono come neve al sole … Forza ATALANTA orgoglio di noi bergamaski … veri …

    1. Scritto da per la precisione

      “Sommesso consiglio a Percassi e all’Atalanta: dalla prossima stagione, basta con i biglietti gratis al Comune..” scrive il giornalista mentendo e il lettore ci casca…Percassi non hai mai dato un solo biglietto gratis a nessun consigliere comunale di Bergamo. I biglietti gratis (5 per 40 consiglieri) ci sono stati solo fino a circa 10 anni fa bne prima dell’arrivo di Percassi …..Xavier scrive senza sapere o sapendo di mentire ?

      1. Scritto da Il milanista

        i biglietti ci sono sempre stati e sempre ci saranno (chiedere a Paganoni) forse a lei non l’hanno detto..ma si sa che in politica chi riesce arraffa e chi non sà si attacca..

        1. Scritto da simone paganoni

          Confermo i biglietti non ci sono da almeno 10 anni…Mi spiace caro milanista ma Percassi non ne ha mai regalato neppure mezzo…

          1. Scritto da greatguy

            e ci mancherebbe che desse biglietti grtis a gente come voi

          2. Scritto da simone paganoni

            Prima, con un accusa falsa, si attaccano i consiglieri comunali perchè avrebbero avuto i biglietti gratis. Scoperto che non è vero li si offende scrivendo “e ci mancherebbe altro”…State facendo tutto voi. Nessun consigliere li ha mai pretesi e neppure chiesti. Ad ogni modo, se volete scandalizzarvi, non fatelo con i consiglieri comunali che prendono 200 euro al mese per lavorare circa 15 ore alla settimana (ovvero per 2,3 euro all’ora) ma fatevi sentire con i Belotti (consigliere regionale della Lega…quella che difende i soldi padani) che si portano a casa 12.000 Euro al mese a testa, pagati con le tasse dei cittadini e non se li è mai ridotti pur essendo in maggiornaza da 10 anni.

          3. Scritto da Tone

            In compenso pare dia contributi alle loro fondazioni (vedi Penati)…

  31. Scritto da pm

    Non ho ovviamente letto tutto l’ “articolo”, perchè è un po’ prolisso.
    E’ però evidente che c’è una grave epidemia di buontempo – se poi qualche “giornalista” riesce a campare su questi argomenti, buon per lui.