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Presidio a Montecitorio Sindacati chiedono confronto per rilanciare l’industria

I sindacati lombardi chiedono ai presidenti delle commissioni Lavoro e Attività produttive della Camera un tavolo di confronto tra Governo, Regione e parti sociali. "Il mondo politico deve farsene carico se vuole restituire senso e valore, credibilità e responsabilità alla propria importante funzione per il sistema democratico del nostro Paese".

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Avviare a Milano un tavolo di confronto tra governo, Regione e parti sociali, per individuare concrete misure di rilancio del sistema produttivo e dell’industria lombarda: questa è una delle richieste avanzate da Cgil, Cisl, Uil della Lombardia ai presidenti delle commissioni Lavoro e Attività produttive della Camera, Silvano Moffa e Manuela Dal Lago, mentre era in corso il presidio organizzato dai tre sindacati davanti a Montecitorio. Lavoratrici e lavoratori delle aziende in crisi, arrivati da tutte le provincie della Lombardia, hanno manifestato davanti alla sede della Camera per sollecitare impegni concreti per il rilancio dell’industria e dell’occupazione. Da i due presidenti è arrivata una risposta positiva alla sollecitazione dei sindacati e dei lavoratori, che si sono impegnati ad organizzare il tavolo di confronto e a proporre un’audizione di Cgil, Cisl, Uil della Lombardia da parte delle due commissioni Lavoro e Attività produttive della Camera in seduta plenaria congiunta.

“Il sindacato confederale non si è rassegnato e non si rassegna alla crisi profonda e strutturale che ormai da oltre quattro anni sta colpendo l’impresa, il tessuto produttivo e le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti, nel nostro Paese e nella nostra regione” si legge nel documento consegnato ai presidenti delle Commissioni “E’ un’emergenza alla quale occorre dare nell’immediato quelle risposte che sono attese ormai da troppo tempo. Se si ferma la regione con la più alta presenza manifatturiera, con un tessuto produttivo di così alto valore, si ferma il Paese”. “Non c’è giustificazione alcuna verso le rimozioni e i ritardi irresponsabili rispetto alla crisi che hanno impedito di far fronte alla gravità della situazione” prosegue “e il mondo politico deve farsene carico se vuole restituire senso e valore, credibilità e responsabilità alla propria importante funzione per il sistema democratico del nostro Paese”.

“Gli ammortizzatori sociali sono strumenti indispensabili, ma non bastano più. Servono politiche per la crescita ed il rilancio dell’occupazione” ha dichiarato Nino Baseotto, segretario generale Cgil Lombardia “E’ tempo di cambiare: scommettere sul lavoro, promuovere politiche industriali degne di questo nome, investire su scuola, università, formazione e ricerca, allentare i vincoli del Patto interno di stabilità. Queste sono alcune delle cose da fare subito”.

“ Da tempo ripetiamo che la situazione è estremamente preoccupante” ha constatato Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia “In Lombardia abbiamo tante, troppe, aziende in crisi. I lavoratori di queste realtà, in grande difficoltà, sono venuti qui oggi per chiedere che siano messe in campo serie misure concrete per assicurare la sopravvivenza e la salvaguardia del nostro importante tessuto industriale e per ricreare quelle condizioni che favoriscono gli investimenti e l’occupazione”.

“Le gravi e numerose situazioni di crisi aziendale sono il termometro più efficace per misurare il grado di difficoltà sociale che stiamo vivendo, ma anche il punto da cui partire per tornare a crescere” ha commentato Walter Galbusera, segretario generale Uil Lombardia “Il recupero produttivo del nostro Paese non può essere trainato solamente dalla domanda internazionale, che pure ha dato forti segnali di vitalità, ma deve ricevere il maggiore impulso da parte del mercato interno”.

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