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“Informazione Web gratuita indebolisce la stampa” Tu che cosa ne pensi?

Massimo Cincera, amministratore delegato della Sesaab società che edita L'Eco di Bergamo, sostiene che "con l'avvento del Web abbiamo creato l'aspettativa che tutta l'informazione nel mondo sia fruibile in modo gratuito". Sei d'accordo?

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"Il rischio che stiamo correndo in questo momento è l’indebolimento della stampa, perché con l’avvento del web abbiamo creato l’aspettativa che tutta l’informazione nel mondo sia fruibile in modo gratuito". L’affermazione è di Massimo Cincera, amministratore delegato del gruppo Sesaab – società che edita L’Eco di Bergamo oltre ad latri quotidiani lombardi – e che farà discutere.

"Siamo in presenza di una spirale viziosa – aggiunge Cincera -. Quando qualcuno cerca di mettere l’informazione a pagamento si grida alla mancanza di democrazia. In realtà se l’informazione non è adeguatamente pagata, si indebolisce in termini di qualità ed è questo che va a discapito della democrazia".   

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Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Ragionamento diabolico.

  2. Scritto da stefanorossi

    Con tutti i soldi che prendono da noi che pensino a fare del buon giornalismo ! Anche loro predicano bene e razzolano malissimo cercate di far quadrare i conti come tutte le aziende private invece di prendere milioni di euro dai contribuenti(e nonostante tutto c’e’ anche chi chiude)!!!!

  3. Scritto da Pierluigi

    La rete e’ democratica a detta di molti. Inoltre permette di avere una lettura della notizia da diverse fonti. L’Eco di BG può sempre decidere di non essere sul web. Il tutto si chiama libero mercato

  4. Scritto da MAURIZIO

    Io devo lavorare con il mercato (drogato/monopolistico) italiano e voi no? La nostra impresa e la mia professione hanno un valore sociale pari o superiore all’Eco di Bergamo. Dovrei essere sovvenzionato anch’io allora. Quando in Italia si parla di tagliare le sovvenzioni ingiuste ecco che inizia il terrorismo psicologico della fine della democrazia. Se esistessero solo editori, ci sarebbero editori criminali ed editori buoni. Come oggi ci sono forse finanaziamenti pubblici buoni e finanziamenti pubblici criminogeni. Il pubblico9 è sano, il privato corrotto? Ma smettetela con queste assurdità. Un giornale sopravvive se viene letto. Punto. Vivecersa, chiediamo una sovvenzione anche noi.

  5. Scritto da Michele Lecchi

    in un mio articolo dell’ottobre 2009 ho spiegato come sta cambiando la nostra civiltà: da oggi in avanti sempre più soggetti, sempre più persone preferiscono “fare da se” nella divulgazione delle notizie che le riguardano preferendo evitare la mediazione dei professionisti delle notizie. Cioè: persone, aziende, associazioni, politici, appassionati, pensatori, ecc. preferiscono aprire un sito e scrivere ciò che pensano e ciò che vogliono far sapere agli altri direttamente e personalmente, senza farsi intervistare o riprendere da un media. Ne ho parlato in questa pagina: http://ilpensierodioggi.blogs.it/2009/10/05/dagli-scribi-egiziani-al-self-news-publishing-7106911/

  6. Scritto da formica

    E bravo il dott. Cincera.
    Finalmente ha esplicitato il suo geniale pensiero.
    Qualcuno, prima di Lui, aveva pensato di offrire agli abbonati cartacei a l’Eco la possibilità di abbonarsi alla versione on line PDF con una modica cifra annuale. Servizio ottimo e di grande utilità. Ora ha deciso di quadruplicato il costo della parte on line e il risultato é che molti o non si abbonano più. Infatti non si capisce perché uno debba pagare quasi un euro al giorno per leggere l’Eco……

  7. Scritto da lamagraz

    Ciò che farà sempre la differenza è la qualità dell’informazione.

  8. Scritto da Bunghino

    Facciamo un esempio a caso, di quelli che ogni riferimento è puramente casuale : di un giornale che incensa il “Celeste” , il Pdl, Cl e la Lega e lo fa anche con i soldi pubblici (miei) , a fronte della palese devastazione che stavano combinando , cosa dovrei dire ?

  9. Scritto da edoardo

    il limite dei quotidiani online è l’approfondimento…con tutto il rispetto per BGN (che fa un servizio eccellente senza chiedere un €) il quotidiano cartaceo permette ancora una maggiore profondità di pensiero/analisi, anche se all’orizzonte si vedono cambiamenti anche in questo senso. Linkiesta, ad esempio, è un ottima redazione online con contributi notevoli, un sito che consiglio vivamente a tutti.

  10. Scritto da mauro

    Qual è il problema? Anche i giornalisti potranno scegliersi un lavoro fra i milioni di proposte che si trovano su Internet

  11. Scritto da Daniele

    Cincera dovrebbe preoccuparsi più che altro della qualità del giornale che pubblica, visto che l’Eco di Bergamo ormai è buono giusto per informarsi sulla cronaca locale, scritta anche quella in modo pietoso. Il giornalismo è ben altro.

    1. Scritto da GP

      diamo un nome ad ogni cosa tutti i giornali di qualsiasi tipo prendono percepiscono soldi dallo stato per poter stare in piedi che siano settimanali mensili quotidiani paghiamo sempre noi.
      QUESTA E’ UNA CASTA
      I LORO CUGINI DELLO SPETTACOLO IDEM ABBIAMO ACCISE PER FINANZIARE IL CINEMA E VARI SPETTACOLI,MA A NOI
      un”attore come VERDONE,BOVA,DESICA,ECC,ECC QUANDO INCASSANO TUTTI QUEI MILIONI QUANTO CI DANNO.
      QUESTA E’ UNA CASTA e noi paghiamo L’italia funziona cosi
      TUTTO VERIFICABILE NON INVENTO NULLA.

      1. Scritto da Redazione Bergamonews

        bergamonews non prende una lira

        1. Scritto da GP

          io riferisco semplicemente ciò che ho visto e sentito dal direttore
          di libero Maurizio Belpietro a mattino cinque,
          se è una bufala chiedo scusa.
          buona giornata.

        2. Scritto da Cini Roberto

          Non è giusto;come vengono assegnati finanziamenti pubblici ai giornali cartacei,anche se vendono pochissime copie e a volte sono sfacciatamente propaganda per partiti più o meno personali,una quota dovrebbe essere riconosciuta anche a giornali tipo bergamonews.Altrimenti la democrazia vera ce la scordiamo.Se le uniche informazioni che riceviamo sono quelle finanziate dagli editori il giorno che un commerciante di droga o un mafioso (che pare dispongano di consistenti finanze) si mettono a stampare un giornale(o ad aprire una o più televisioni) con l’obiettivo di convincerci che la droga è un ricostituente e il pizzo un servizio ai cittadini ci sarà un sacco di gente che ci crederà.

  12. Scritto da Pietro

    Innanzitutto l’informazione deve essere “sincera” e non di qualità (non è un formaggio), ma sopratutto deve essere diffusa..la gente deve sapere, quindi ben venga se è gratuita.

  13. Scritto da Ezio

    Un NON problema.
    Nessuno obbliga un giornale a fare un sito a consultazione gratuita. Si facciano pagare. Se il prodotto merita, troverà sicuramente clienti. :P
    Io mi chiedo, invece, a cosa servono quotidiani con 50 pagine, per vendere più notizie, più pubblicità o più carta?

  14. Scritto da informazione e potere

    Se vogliamo tornare ai bei tempi del re Carlo X ……

  15. Scritto da Sebastiano

    “[…] si indebolisce in termini di qualità […]”
    Qualità a favore di chi?

    “[…] se l’informazione non è adeguatamente pagata […]”
    Non bastano i finanziamenti pubblici ai giornali? Di quanti altri soldi avete bisogno?

    Forse è più logico pensare che dove non ci sono interessi le informazioni sono più chiare e coerenti ==> vero giornalismo!

  16. Scritto da MAURIZIO

    Se domani mattina una persona entrasse all’Eco di Bergamo e chiedesse : – Buon giorno, ho voglia di scrivere, ho qualche buona capacità e parecchie idee. Posso venire da voi, imparare il mestiere, perfezionarmi, lavorare anche gratis per un periodo e,alla fine, diventare giornalista e vendermi sul mercato, da voi o in altre testate? A mio rischio e pericolo. Vi chiedo solo di insegnarmi-. Succederebbe qualcosa? La risposta non è forse NULLA? Posti già occupati da parenti e amici. E voi venite qui a parlare di libertà di stampa, di costi dell’informazione, di democrazia, di lavoro e di mercato? Ma pensate a quella parola composta che, purtroppo, Grillo vi dice cosi spesso.

  17. Scritto da MAURIZIO

    1. Internet non è gratuito. La connessione che ti dà l’informazione si paga (costo di connessione, hardware, software, servizi ecc. Non si tratta di pochi soldi) 2. Siti internet come Facebook sono diventati le prime società multinazionali al mondo. Cosa impedisce ad una testata giornalistica italiana online di diventare grande, di svilupparsi e di dare occupazione? 3. Indebolisce l’informazione il sussidio di stato 4. Con internet, senza soldi Grillo è diventato il terzo partito in Italia. I lettori pagano i prodotti di grillo per libera scelta. Dvd, libri, uno spettacoli. Non pagano un canone fisso prestabilito, ma un canone da loro deciso. Non è forse il mercato che volete voi?

  18. Scritto da cicciugo

    in realtà la gente non legge più la carta stampata perchè i giornali forse proprio grazie alla legge sull’editoria e sui finanziamenti che ricevono, sono diventati trombe di propaganda del sistema senza riportare la verità. Scrivono tutti le stesse notizie prive di senso. I giornalisti su carta si sono venduti anche l’anima e scrivono cose inesistenti buone solo per fare propaganda a questo o quel padrone. Viva l’informazione libera sul web. Questi giornalisti se scrivono BENE, cioè in italiano e parlano di cose interessanti, non hanno nulla da temere. INvece temono di dover andare a lavorare (sul serio) perchè sanno che non è così !

  19. Scritto da Jack

    Sono d’accordo ma allora togliamo i finanziamenti all’editoria che i giornali tornino a essere proprietà dei lettori non dei governi e dei partiti, un giornale deve esistere perché la gente lo legge non perché è un organo dipartito, altrimenti che scompaiano pure preferisco l’informazione libera sul web.

  20. Scritto da Maurizio

    Anche quella pagata in termini di qualità fà schifo…l’eco poi…