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“La precarietà non paga” Sciopero generale della Cgil a Bergamo

Per ridurre la precarietà, a difesa dell'Articolo 18, per difendere le pensioni e lo stato sociale la Cgil di Bergamo proclama uno sciopero generale di quattro ore per lunedì 14 maggio.

“Basta col rigore a senso unico” è uno degli slogan con cui la Cgil scenderà in piazza lunedì prossimo, 14 maggio, nel giorno dello sciopero generale provinciale di 4 ore. Convinti che “un’altra politica economica sia possibile”, i lavoratori saranno in piazza per chiedere al Governo di cambiare rotta e in particolare di procedere con un piano per il lavoro, con investimenti, con un allentamento del patto di stabilità, con la patrimoniale sulle grandi ricchezze, la diminuzione del carico fiscale sui lavoratori e pensionati e il contrasto all’evasione fiscale.

Lunedì 14 maggio si terrà una manifestazione che partirà alle 9.30 dal piazzale della stazione ferroviaria.

Alle ore 11 in Piazza Vittorio Veneto è previsto il comizio di Nino Baseotto, segretario generale della Cgil Lombardia. In piazza ci saranno anche i precari, che indosseranno magliette con la scritta: “La precarietà non paga”.

Per raggiungere il centro di Bergamo il sindacato ha organizzato 9 bus che da tutta la provincia confluiranno in centro città.

“Le ragioni dello sciopero contro una politica economica recessiva restano per noi intatte: insistere sull’austerità cieca e su un rigore a senso unico è sbagliato” aveva detto, presentando nei giorni scorsi la mobilitazione, Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil. “Quello che occorre rilanciare, anche grazie all’iniziativa del sindacato europeo e dei movimenti democratici e progressisti, è il modello sociale europeo che altri vogliono smantellare. Un modello solidale, della civiltà del welfare che ha fatto dell’Europa l’area più avanzata in termini di coesione sociale e condizioni di lavoro. Noi in Italia dobbiamo fare la nostra parte. Il Paese sta male, questo va riconosciuto e non nascosto, e non si può vivere con la recessione senza fare nulla. Le risposte che cerchiamo di dare rischiano di essere scritte sull’acqua, se non sostenute dalla mobilitazione e dallo sciopero. Non volere mettere in campo la forza di tutto il sindacato, dividendo così i lavoratori, ha come conseguenza l’aumento delle difficoltà nell’ottenere quello che, a parole, si afferma di voler conquistare”.

Lo sciopero chiederà di: Ridurre la precarietà e aumentare le tutele. Nel progetto di riforma del mercato del lavoro del Governo Monti vengono introdotte forme di contrasto agli abusi che rappresentano una prima timida inversione di tendenza, ma rimangono in piedi le oltre quaranta tipologie di lavoro precario, anche le peggiori. Gli ammortizzatori sociali devono avere carattere universale per includere chi non è tutelato. Difendere lo Statuto dei Lavoratori e l’Articolo 18. Mantenere la possibilità del reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, salvaguardando l’effetto di deterrenza dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. La partita è ancora aperta perché in Parlamento c’è chi vuole peggiorare la legge sia sulle flessibilità in entrata che in uscita. Salvaguardare le pensioni e lo stato sociale. Serve una modifica della riforma e la tutela del valore delle pensioni. Nessuno deve rimanere senza ammortizzatori e senza pensione. Occorre scongiurare tagli all’assistenza e alla sanità.

Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    Il primo precario è il mercato del lavoro, non il lavoratore.