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Gianfranco Bonetti in mostra alla Maddalena e poi in Gamec

A Bonetti, pittore schivo ma di straordinario valore, è dedicata fino al prossimo 3 giugno, la retrospettiva organizzata nella ex chiesa della Maddalena, che dà risalto alla poetica scabra di un autore complesso e tormentato che ha dato voce, colore e luce alle angosce e alle solitudini dell’uomo contemporaneo.

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Gianfranco Bonetti alla ex chiesa della Maddalena, aspettando la mostra in Gamec.

Un “Fra Galgario del nostro tempo”. Così Domenico Montalto definì nel 2007 Gianfranco Bonetti al quale, da poco scomparso, veniva assegnato quell’anno (alla memoria) il Prestigioso Premio Morlotti. “Per la sua tormentata e intensa figurazione di robusto impatto poetico, inconsueta metafora dello sgomento e delle tensioni esistenziali dei nostri anni”, questa la motivazione con cui la giuria assegnò all’artista bergamasco il premio alla carriera.

A Bonetti, pittore schivo e defilato ma di straordinario valore, è dedicata in questi giorni fino al prossimo 3 giugno una bella retrospettiva organizzata da Maria Pia Gorlini e Bruno Visinoni e curata da Stefano Crespi in collaborazione con Arialdo Ceribelli. La rassegna, che si snoda nella grande aula dell’ex chiesa della Maddalena (via S. Alessandro 39d a Bergamo), dà risalto alla poetica scabra di un autore complesso e tormentato, che con la sua arte ha dato voce, colore e luce alle angosce e alle solitudini dell’uomo contemporaneo.

Del Ghislandi, Gianfranco Bonetti ha lo sguardo impietoso e lucido e la libertà di tocco ma, come ha scritto il critico Montalto, “al sussiego settecentesco ha sostituito il disincanto della coscienza”.

E la mostra focalizza in pieno questa esasperata sensibilità estetica che lo porta al superamento dell’espressionismo fino a un realismo esistenziale feroce nel testimoniare le tensioni irrisolte della condizione umana. Dopo la grande antologica organizzata dal Credito Bergamasco nel 2009, che faceva il punto sull’intensa parabola artistica di Bonetti, l’attuale esposizione rilancia l’opera e la figura di un artista ancora poco noto al grande pubblico.

Nato a Bergamo nel 1947 e per molti anni docente di Figura al Liceo artistico cittadino fino al 2004, è stato interprete apprezzato da intellettuali e artisti come Dino Buzzati, Giovanni Testori e Francesco Tabusso.

La sua arte, che si concentra sulla figura umana trattata con linguaggio aspro e toni spesso acidi e brucianti, è intrisa di visioni e letture, con rimandi pittorici a Bacon, Giacometti, Varlin ed echi poetici e letterari da autori come Leopardi, Novalis, Céline ma anche dalla poesia tedesca e dal romanzo russo. Le ascendenze colte della sua ricerca espressiva ben si colgono anche nei soggetti in mostra: ritratti di Gustav Mahler, Gianandrea Gavazzeni, Eugenia Marini, Luis Bunuel, Alberto Giacometti, Ruggero Savinio, Aldo Busi, Giovanni Testori compongono un ricco orizzonte di frequentazioni reali e ideali che definiscono l’immaginario e l’alfabeto visivo di Bonetti.

Emerge in particolare la spiccata sensibilità e passione musicale (molte le figure di musici e direttori d’orchestra), tutto un mondo di suoni e figure sempre coltivate e declinate a matita o a pennello con i propri personalissimi mezzi pittorici. Pochi ruvidi gesti bastano a cogliere l’attimo in svelti e vorticosi tratti fissati a tempera, a olio o a carbone su tela o su carta – indifferentemente da disegno o da pacco.

Su tutto, impressionante la serie degli autoritratti che nulla concede all’autopromozione, tra cui spicca un indelebile “Autoritratto con scorfano” il cui intento – se era quello di destabilizzare la nostra usuale visione – è pienamente riuscito.

L’omaggio all’artista bergamasco proseguirà poi alla Gamec a giugno con una mostra sulla sua opera incisa in occasione della donazione da parte del trust Bonetti di 43 incisioni alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea.

Orari di apertura dell’ex Chiesa della Maddalena: martedì, giovedì, venerdì dalle 16 alle 19.30; sabato, domenica 10-12.30, 16-19.30.

Stefania Burnelli

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Commenti

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  1. Scritto da roberto

    la mostra mi ha fatto scoprire un artista eccezionale, che non conoscevo. COnsiglio a tutti di andarla a vedere, è una mostra che si ricorda

  2. Scritto da bruno visinoni

    L’inaugurazione alla GAMeC, Spazio ParolaImmagine, contrariamente a quanto annunciato in precedenza sia sugli inviti che sulle locandine è prevista per il 5 giugno 2012 alle ore 18,30.