Disobbedienza fiscale? A Cividate arriva la salassata sull’Imu
Cividate al Piano non solo ha dato il via libera all’Imu, ma ha fissato le aliquote ben al disopra del limite imposto da Roma: 0,5 per mille sulla prima casa e 0,86 per mille su seconde case, negozi, proprietà.
La Lega Nord ha annunciato che chiederà ai propri sindaci di non applicare l’Imposta municipale sugli immobili, la tanto odiata Imu. Lo ha fatto il 1 maggio a Zanica durante il Lega unita day, con Roberto Maroni che ha messo in guardia il premier Mario Monti: “Non pagare l’Imu non è reato”. Disobbedienza discale che fa discutere perché difficilmente applicabile da parte dei primi cittadini. L’assessore al Bilancio del Comune di Bergamo Facoetti ha più volte spiegato che non è impossibile non versare quanto dovuto nelle casse dello Stato. Tant’è che è passato in Giunta a sua firma il bilancio consuntivo che prevede l’aliquota allo 0,4% per la prima casa. Anche i primi cittadini leghisti, attenti ai conti, sono scettici nei confronti dell’applicazione reale della protesta. Molti Comuni hanno infatti già approvato il bilancio preventivo. Tra questi c’è anche Cividate al Piano, che non solo ha dato il via libera all’Imu, ma ha fissato le aliquote ben al disopra del limite imposto da Roma: 0,5 per mille sulla prima casa e 0,86 per mille su seconde case, negozi, proprietà. Un punto percentuale aggiunto su entrambe le aliquote. Il primo cittadino Luciano Vescovi si difende: “Non c’ero a Zanica e non conosco bene la posizione del mio partito – spiega il sindaco – so che ci sarà una riunione con Calderoli che spiegherà come muoversi. Noi abbiamo aumentato di un punto l’aliquota, ma la legge ci dà la possibilità di rivedere. Non potevamo immaginare che ci fosse questa protesta, noi ci siamo mossi e le regole sono cambiate. Se c’è un sistema legale per azzerarle ben venga”.





