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Il Pm Carmen Pugliese: ‘Il pedofilo non un malato ma difficile individuarlo’

Per oltre dieci anni, il Pm Carmen Pugliese ha seguito per la Procura di Bergamo i reati sessuali e familiari. Di fronte ai nuovi casi di violenza sui minori afferma: "La pedofilia è sempre esistita, è l'omertà che si è infranta. Oggi si chiede giustizia".

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“La pedofilia è sempre esistita. Il fenomeno non è in crescita, ma certo si è rotta quella trama fittissima dell’omertà che era il pesante velo per proteggere la famiglia o addirittura la vittima”. Ad affermarlo è Carmen Pugliese, per dieci anni Pubblico ministero del pool della Procura di Bergamo specializzato in reati sessuali e familiari, che interviene dopo i recenti casi di pedofilia scoperti in bergamasca.

Che cosa sta succedendo? Come è possibile che emergano così tanti casi?

“I casi non sono in aumento, il fenomeno della pedofilia è sempre esistito e sempre ci sarà. È cambiato il rapporto verso questo reato si chiede che chi lo compie venga punito. Se una volta la stessa famiglia della vittima cercava di proteggere nel silenzio gli abusi, oggi si cerca la verità e la giustizia. Credo sia un percorso che aiuti innanzitutto le vittime e possa anche aiutare anche la famiglia stessa a rielaborare, a riparare ad una violenza che tocca gli affetti e le corde dei sentimenti più cari. Non dimentichiamo che stiamo parlando di bambini, persone indifese e quindi doppiamente vittime”.

Da anni segue questi casi. Si è fatta un’idea di che cosa attrae un pedofilo e se la pedofilia è una malattia?

"Che cosa attragga sessualmente in un bambino o in una bambina è inspiegabile. Anche se non sono un medico o un’esperta in psicologia credo di poter dire che la pedofilia non sia una malattia. Il pedofilo ha una sessualità deviata, ma non dobbiamo mai dimenticare che spesso è sposato, ha figli e nipoti. Una vita che a tutti gli effetti, in facciata. è normale. C’è poi il pedofilo che sfrutta la sua posizione lavorativa per compiere i reati, penso al maestro, all’allenatore, al medico di base. Attraverso la professione il pedofilo cerca di adescare le sue vittime e, proprio per il ruolo che magari riveste, è più difficile individuarlo”.

Internet ha aperto un nuovo campo per i pedofili?

"No. In Internet ci sono persone che detengono materiale pedopornografico, e magari lo scambiano per ricercare di raggiungere e soddisfare il solo piacere sessuale. Poi ci sono i pedofili che vanno a caccia delle loro vittime in rete così come avviene nella vita reale nei luoghi frequentati dai bambini e dai minori".

Con i nuovi mezzi informatici è cambiato anche il modo di condurre le indagini?

"Per quanto riguarda Internet si utilizzano delle procedure di controllo e verifica dei sistemi informatici, mentre per accertare il reato si seguono le tradizionali tecniche investigative con intercettazioni e riscontri ai racconti delle vittime”.

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Commenti

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  1. Scritto da sempre io

    qualche problema lo deve cmq avere e anche grave se non è in grado di assumere il ruolo di educatore (io che sono madre ho un senso allargato della maternità che non comprende solo i miei figli) verso i minori e comunque non ha l’autocontrollo delle sue pulsioni.
    Sarebbe se come tutti gli uomini a cui piacciono le donne si mettessero a violentarle o palpeggiarle in ogni dove.
    Faccio veramente fatica a pensare che un pedofilio non sia un malato. Sicuramente malato di mancanza di autocontrollo.