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La crisi non molla la presa sulla metalmeccanica “Situazione complicata”

Presentata negli uffici della Fiom-Cgil l'analisi sulla crisi del settore metalmeccanico. Il segretario provinciale di categoria, Eugenio Borella, ha riportato dati preccupanti, soprattutto se confrontati con quelli di un anno fa.

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Sono stati presentati presso gli uffici Fiom-Cgil di Bergamo i dati aggiornati relativi alla crisi del settore metalmeccanico. Il segretario generale provinciale Eugenio Borella, dati alla mano, ha commentato il rapporto mensile su cassa integrazione ordinaria, cassa straordinaria e in deroga in corso, mobilità e numero di lavoratori coinvolti, che tiene conto della situazione di 207 aziende.

“Naturalmente questi dati si riferiscono alle richieste delle aziende di cui Fiom-Cgil conosce la situazione – commenta Borella – e non è quindi una lista esaustiva di tutte le realtà in difficoltà. I numeri sono molto simili a quelli del precedente rapporto e la situazione è quindi ancora molto complicata. Una differenza sostanziale c’è invece se facciamo un confronto con lo stesso periodo di un anno fa, quando sembrava che ci fosse un’inversione di tendenza”.

Rispetto al maggio 2011, infatti, si registra un aumento del 38% del numero di azioni totali che tra cassa integrazione ordinaria, cassa straordinaria, cassa in deroga, contratti di solidarietà e mobilità sono passate da 150 a 207 con 7629 lavoratori coinvolti.

“La situazione non migliora – continua Borella – anzi,torna a figurare tra le aziende in difficoltà qualche azienda che nell’ultimo periodo era riuscita a rimettersi in moto: ogni tanto ci arrivano segnali di ripresa ma poi capita che si torni a soffrire. La maggior parte sono aziende sotto i 200 dipendenti perché quelle grosse sembrano essere in ripresa. C’è invece un rallentamento sull’elettromeccanico che non ha ancora presentato richieste di cassa ma che risente pesantemente della situazione di crisi profonda dell’edilizia”.

A preoccupare è anche il dato dei nuovi iscritti alle liste di mobilità che “solo nel mese di aprile sono stati 144, con un aumento pari al 5% rispetto allo stesso mese del 2011. Da gennaio sono 3462 i licenziamenti. Tra 2010 e 2011 abbiamo registrato quasi 3500 lavoratori metalmeccanici iscritti alle liste di mobilità, rispettivamente 1711 e 1739. Al momento non ci sono grosse mobilità aperte nelle aziende del nostro territorio ma bisogna tenere presente che negli ultimi anni si sono già smagrite parecchio”.

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