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Il voto ai grillini? Un no ai partiti non alla politica

Come sempre lucido Massimo Gramellini nel suo "Buongiorno" su La Stampa. Ve lo riportiamo integralmente sperando di innescare un dibattito sul tema dell'anti-politica, anzi no, anti-partitismo all'italiana.

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Come sempre lucido Massimo Gramellini nel suo "Buongiorno" su La Stampa. Ve lo riportiamo integralmente sperando di innescare un dibattito sul tema dell’anti-politica, anzi no, anti-partitismo all’italiana.

 

Si può buttarla sul ridere e dire che Grillo non è una sorpresa: in fondo sono vent’anni che gli italiani votano un comico. Oppure strillare contro la vittoria dell’antipolitica, come fanno i notabili del Palazzo e i commentatori che ne respirano la stessa aria viziata.

Ma conosco parecchi nuovi elettori di Grillo e nessuno di loro disprezza la politica. Disprezzano i partiti. E credono, a torto o a ragione, in una democrazia che possa farne a meno, saltando la mediazione fra amministrati e amministratori. L

a storia ci dirà se si tratta di un gigantesco abbaglio o se dalla rivolta antipartitica nasceranno nuove forme di delega, nuovi sistemi per aggregare il consenso.

Ma intanto c’è questo urlo di dolore che attraversa l’Italia, alimentato dalle scelte suicide e arroganti compiute da un’intera classe dirigente.

Non si può certo dire che non fosse stata avvertita. I cittadini stremati dalla crisi hanno chiesto per mesi alla partitocrazia di autoriformarsi. Si sarebbero accontentati di qualche gesto emblematico. Un taglio al finanziamento pubblico, la riduzione dei parlamentari, l’abolizione delle Province.

Soprattutto la limitazione dei mandati, unico serio antidoto alla nascita di una Casta inamovibile e lontana dalla realtà. Nel dopoguerra il grillismo meridionale dell’Uomo Qualunque venne dissolto dalla Dc di De Gasperi nel più semplice e intelligente dei modi: assorbendone alcune istanze. Purtroppo di De Gasperi in giro se ne vedono pochi.

La limitazione dei mandati parlamentari è da anni il cavallo di battaglia dei grillini.

Se il Pdl di Alfano l’avesse fatta propria, forse oggi esisterebbe ancora. Ma un partito che ai suoi vertici schiera reperti del Giurassico come Gasparri e Cicchitto poteva seriamente pensare di esistere ancora?

Il Pd ha retto meglio, perché il suo elettorato ex comunista ha un senso forte delle istituzioni e dei corpi intermedi – partiti, sindacati – che le incarnano. Ma se il burocrate Bersani, come ha fatto ancora ieri, continuerà a considerare il grillismo un’allergia passeggera, lo tsunami dell’indignazione popolare sommergerà presto anche lui.

La riprova che il voto grillino è meno umorale di quanto si creda? Grillo non sfonda dove la politica tradizionale riesce a mostrare una faccia efficiente: a Verona con il giovane Tosi e a Palermo con il vecchio Orlando (percepito come un buon amministratore, magari non in assoluto, ma rispetto agli ultimi sindaci disastrosi).

La migliore smentita alla tesi qualunquista di chi considera i grillini dei qualunquisti viene dai loro stessi «quadri». Che assomigliano assai poco a Grillo. Il primo sindaco del movimento, eletto in un paese del Vicentino, ha trentadue anni ed è un ingegnere informatico dell’Enel, non un arruffapopoli.

E i candidati sindaci di Parma e Genova non provengono dai centri sociali, ma dal mondo dell’impresa e del volontariato. Più che antipolitici, postpolitici: non hanno ideologie, ma idee e in qualche caso persino ideali. Puntano sulla trasparenza amministrativa, sul web, sull’ambiente: i temi del futuro. A volte sembrano ingenui, a volte demagogici. Ma sono vivi.

Naturalmente i partiti possono infischiarsene e bollare la pratica Grillo come rivolta del popolo bue contro l’euro e le tasse. È una interpretazione di comodo che consentirà loro di rimanere immobili fino all’estinzione. Se invece decidessero di sopravvivere, dovrebbero riunirsi da domani in seduta plenaria per approvare entro l’estate una riforma seria della legge elettorale, del finanziamento pubblico e della democrazia interna, così da lasciar passare un po’ d’aria.

Ma per dirla con Flaiano: poiché si trattava di una buona idea, nessuno la prese in considerazione.

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Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    il vero problema della casta è che giustifica il boom di 5 stelle come una sorta di protesta… il vero problema è che non si chiedono come mai la gente li stia abbandonando…nei loro palazzi d’oro continuano scandali e privilegi come se niente fosse.. gente che non dovrebbe nemmeno avere il coraggio di farsi vedere tanto a destra quanto a sinistra che è li che ci fa la morale…. da questa politica esce solo un messaggio il popolo deve fare i sacrifici.. noi eletti no…bene…. mi spiace ma cosi’ non avrete futuro… nessuno rinuncia ad un centesimo dei propri privilegi.. e non dimentichiamoci che non ci sono solo le corporazioni politiche ma anche quelle sindacali da riformare…

  2. Scritto da Luca Lazzaretti

    Diciamo che dopo Bossi e Berlusconi Grillo sembra un gigante…e penso che anche i moderati di centrodestra possono tranquillamente riconoscerlo..ma c’è qualcuno che si chiede perchè Grillo prende voti?

  3. Scritto da nino cortesi

    L’unico vero problema che poi si trascina tutti gli altri è che non c’è un metodo democratico di scelta e selezione dei politici. Forse se facciamo fare politica a quelli che hanno fatto due mandati come sindaci e poi due soli !mandati !, sarebbe già un grande passo in avanti. Naturalmente i politici attuali SE NE FREGANO di cercare la soluzione giusta. Per cui o stiamo a casa tutti quando si vota oppure ben vengano persone anche più incavolate ed agguerrite di Grillo per mandare a casa tutti questi scalzacani. Con questi non si DECIDE MAI una cosa sensata. E’ sempre e solo il cittadino elettore che deve comandare, costi quel che costi.

  4. Scritto da Arianna

    E’ molto chiaro l’articolo di Gramellini e rispecchia in pieno le idee di coloro che ne hanno avuto abbastanza di tutti gli scandali , gli sprechi, e della politica fallimentare di prima e ancora di oggi. Mi auguro che molti più elelttori appoggino Grillo.I vecchi partiti hanno bisogno di una bella scossa!!!!!

  5. Scritto da MAURIZIO

    I politici affermati oggi fanno esattamente il contrario. 1. Pretendono di essere i manager della politica e di avere altissime retribuzioni, senza però accettare le vere regole del mercato. In più, fanno i manager senza esserlo 2. Non fanno spazio a chi ha voglia di fare, ai giovani, alle idee nuove perchè devono preservare anzitutto le gerarchie fondate sulla linea politica degli anziani, i depositari dell’ideologia 3. non tollerano chi vuole semplificare la macchina burocratica. Per loro un apparato complicato, farraginoso e costantemente in lotta per per le competenze è fondamentale per sopravvivere. Ecco perchè questi partiti oggi sono morti.

  6. Scritto da MAURIZIO

    I vertici di tutti i partiti pensano che la politica sia una professione non un servizio. Un mestiere che deve seguire la logica di tutti gli altri mestieri. Per loro la politica è : rispetto ferreo della gerarchia, conoscenza della macchiana burocratica complicatissima e esperienza dei meccanismi di potere che regolano i rapporti tra i partiti. In questo modo, hanno capacità e competenza politica solo gli anziani. I giovani non possono governare non avendo due dei tre ingredienti essenziali. Questa concezione ottocentesca oggi non vale più. E’ morta. Il politico ha il dovere civico di : favorire le idee nuove, semplificare, non usare il potere solo per sè stesso.

  7. Scritto da Carlo Pezzotta

    Ok Gramellini. Hai ragione che per 20 anni gli italiani hanno votato x un comico, anzi, io dico 2 comici perchè Bossi cos’è secondo te.
    Quindi spero tanto che gli italiani non vogliano un’altro comico a palazzo Chigi e alle riunioni dei G8 o dietro la colonna a fare buuh a qualcuno. Grillo la smetta di fare il buffone e faccia il politico se vuole, perchè e la dovrà capire, un paese non si governa senza la politica. L’indignazione è tanta, ma non trasformiamola in buffonate. L’anno prossimo vorrò vedere con chi si alleerà, perchè se non ha capito, in democrazia occorre tener conto anche di chi non la pensa esattamente come te. Oppure sceglierà di starsene da solo x scomparire.

    1. Scritto da W L' ITAGLIA

      … la coscienza degli italiani. M5S non governera’ fino a che non potra’ farlo da solo. Piuttosto non lo fara’ mai ma stara’ li a farvi le pulci. Per non avere piu’ bunga bunga, casi Lusi, diamanti e tanzania, Lauree albanesi, case a montecarlo, case comprate ad insaputa, migliaia di auto blu, pensioni stratosferiche, assenteismo in aula … se vuole continuo per qualche altra ora con l’elenco. Gli italiani si stanno svegliando! Meglio un comico onesto che fa da apripista a cittandini onesti che una cozzaglia di cariatidi che con la loro bella giacca e cravatta stanno rubando la vita alle persone e la speranza di un futuro decente ai giovani. Altro che buffoni ! I buffoni sono i politici !

      1. Scritto da La verità fa male

        1) Grillo e i suoi non hanno ancora fatto nulla di quello che lei dice perchè non ne hanno ancora avuto l’occasione, i loro discorsi sono identici a quelli dei leghisti; li giudicherò dopo averli visti all’opera 2) non penso che la Merkel si senta rassicurata perchè al posto del “buuh” dietro la colonnina ora c’è un comico che spara lunghi monologhi e sproloqui da un camper 3) non parli al Pezzotta del bunga bunga, visto che lui non ha mai votato Silvio 4) quando Visco tentò di pubblicare on line i redditi degli italiani, Grillo urlò più di tutti gridando al regime e appellandosi alla privacy: eppure dal suo blog parla di tutto e di tutti, fregandosene della privacy (altrui)

    2. Scritto da W L' ITAGLIA

      Le piacerebbe che un rappresentante di M5S facesse buuh a qualcuno da dietro la colonna eh ? Mi spiace per lei che cerca di screditare il movimento dando del buffone a Grillo. Grillo dice in maniera animata sacrosante verita’. Verita’ che voi politici di destra e sinistra avete perso. Parla di trasparenza, di futuro sostenibile, di equita’. Voi siete tronfi dei soldi e dei benefit guadagnati in questi anni. Siete le locuste del popolo e adesso che un movimento di cittadini liberi vi fa tremare la sedia iniziate ad avere paura. M5S non si alleera’ con nessuno, non governera’ ma non sparira’ ! I suoi esponenti saranno li a guardarvi e ad informarci di come “lavorate” per attivare …

    3. Scritto da La verità fa male

      Mi permetto alcune considerazioni di dissenso. La prima è che, malgrado i suoi difetti e il suo comportamento personale assai discutibile, Berlusconi è migliore di Grillo, ha dominato 20 anni, gli riconosca qualche merito (e poi il linguaggio di Grillo è assurdo persino per un elettore di destra come me, abituato a tutto). Seconda considerazione: Grillo non ci pensa nemmeno ad allearsi con partiti che secondo lui sono “morti”, non si confronta con nessuno e fa lunghi monologhi e sproloqui al cui confronto Bossi era un lord inglese. Fossi in lei non avrei tutta questa fiducia negli italiani: vedrà che voteranno in massa e digeriranno anche Grillo (io no, voterò ancora PDL)

  8. Scritto da aldo

    in tutti i paesi del mondo (escluso Italia) i partiti sono sempre gli stessi, anche perche’ nessuno ha ricette politiche cosi’ diverse per giustificare la proliferazione di sigle che si registra in Italia. All’ estero cambiano le persone che si presentano sotto le stesse sigle, da noi no, ecco perche’ i grillini non sono certo una novita’, dove erano dieci, venti anni fa, che cosa votavano o chi rappresentavano ?

    1. Scritto da mario

      Venti anni fa io avevo 13 anni, e adesso mi scusi tanto se provo a fare politica senza cercare per forza un sedere da detergere.

    2. Scritto da Roberto Gasperoni

      Nel M5S la cosa è completamente diversa, la politica la fanno i cittadini e non i burocrati del partito xy. Nel passato ho pensato che si potesse fare politica entrando all’interno di un partito ma da come sono organizzati non c’è speranza. Solo quello che viene elaborato dai vertici diventa il verbo…

  9. Scritto da Roberto Gasperoni

    Fotografia reale del Movimento 5 stelle e dei suoi componenti, sia di chi si candida sia di chi partecipa + o – attivamente. altro che anti-politica. Sono i partiti dell’intero arco costituzionale che sono anti-politici. Basta con personaggi che entrano in politica solo per fare gli interessi propri o della casta…

  10. Scritto da giur@ssico

    Sostengo Il Movimento politico 5* da 3 anni, sono iscritto dal gennaio 2011; ritengo l’articolo di Gramellini cosa sensata, estremamente centrata l’affermazione: “Puntano sulla trasparenza amministrativa, sul web, sull’ambiente”; per niente, almeno x quel che mi riguarda, la mancanza di ideologia; mi considero marxista da oltre 40 anni. Il MP5* non è nè anti nè post, è l’alternativa politica, etica, diretta, democratica, di massa, alla partitica asservita al capitale. E’ ora che la maggioranza dei cittadini decida, senza deleghe che si sono dimostrate fallimentari, del proprio futuro.