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Le elezioni europee non piacciono ai mercati Milano apre a -2,2%

Gli esiti delle urne di Parigi, Atene e Berlino non piacciono agli investitori. Dall'Estremo Oriente all'Europa crollano le piazze finanziarie. Lo spread torna a salire per poi assestarsi a 399 punti.

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L’esito delle urne europee – Parigi, Atene e Berlino – penalizza le Borse e i mercati. Piazza Affari a Milano ha aperto in flessione del 2,22% per poi riparare a -1,6%. L’andamento negativo colpisce tutte le piazze europee: Francoforte cede l’1,7%, Parigi l’1,3%, solamente Londra è esclusa perchè chiusa per "Bank holiday".

Che il verdetto delle elezioni non piacesse ai mercati si era già capito dall’estremo oriente con la Borsa di Tokyo che ha chiuso con -2,78%, l’indice Nikkei è in flessione di 261 punti. Non sono state da meno Hong Kong (- 2,72%) e Seul (-1,73%), timida Shanghai (0,44%) e Mumbai (1,73%).

I timori degli investitori si concentrano sulle incertezze che attraversano l’Eurozona e che il vecchio continente non riesca a mantenere la politica di rigore dei conti. Anche lo spread tra Btp e bund tedesco registra un aumento: il differenziale prima sfonda i 400 punti, poi ritraccia a 391 e si stabilizza a quota 399, comunque in rialzo rispetto alla chiusura di venerdì: i Btp rendono il 5,52%. La tensione sui titoli di Stato colpisce anche Parigi: lo spread con i bund è in salita a 130 punti base, mentre i titoli tedeschi si confermano ancora bene rifugio per eccellenza. Il decennale di Berlino ha toccato un nuovo minimo storico con un rendimento all’1,562%, nettamente inferiore al tasso medio d’inflazione.

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Commenti

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  1. Scritto da Carlo Pezzotta

    Era da considerare questo nuovo attacco dei terroristi dell’alta finanza. Ora dobbiamo serrare le fila perchè il vento sta cambiando ma attenzione, ora non sarà così facile come le altre volte. I cagnolini da compagnia della Merkel, iniziano a scappare nelle loro cuccie, grazie al voto dei lavoratori e i terroristi finanziari venderanno a caro prezzo la loro pelle, prezzo che dovremo pagare noi. Cosa dobbiamo fare? Non dare retta all’antipolitica, obbligare i nostri vecchi politici ad andarsene per dare spazio a nuove forze con idee innovative, che ci sono e poi smetterla di ascoltare i vescovi, che secondo me, sono i maggiori responsabili dell’ignoranza del popolo italiano.

  2. Scritto da il polemico

    questo dimostra per ennesima volta che la finanza vuole comandare sulla volontà dei cittadini,adesso bisogna vedere se presidente francese riesce a imporre una nuova linea,o se fa come il governo attuale italiano che segue la solita filosofia del prima gli investitori,e forse poi il cittadino