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Martinelli interrogato “E’ vero, ho esagerato, ma non volevo far male” fotogallery video

Si è concluso nel carcere di Bergamo l’interrogatorio di convalida di Luigi Martinelli, l’uomo che giovedì si è barricato nell’ufficio dell’agenzia delle Entrate di Romano. Secondo il legale l'uomo ha confermato che il suo gesto è stato “esagerato”.

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Si è concluso nel carcere di Bergamo l’interrogatorio di convalida di Luigi Martinelli, l’uomo che giovedì si è barricato nell’ufficio dell’agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia armato e con un ostaggio. Il Gip al termine dell’ interrogatorio si è riservato di decidere a proposito delle misure cautelari. L’avvocato di Martinelli, Stefano Paganelli, ha presentato istanza di scarcerazione o di arresti domiciliari a casa del fratello. Secondo il legale l’uomo ha confermato che il suo gesto è stato “esagerato”. “Se ne è reso conto, non voleva far male”. Il 54enne ha confermato che il suo debito non era di mille euro, come dichiarato dal procuratore Meroni, ma di 44 mila euro. “Luigi Martinelli non è una persona cattiva, ma esasperata» ha aggiunto l’avvocato Stefano Paganelli all’uscita del carcere di via Gleno. L’uomo ha risposto alle domande del giudice che gli ha chiesto quali erano le ragioni del suo gesto. «Martinelli ha confermato che le sue pendenze nei confronti del fisco erano di 44.000 euro» ha aggiunto l’avvocato. In merito alle condizioni psicofisiche dell’uomo, il suo legale ha detto che oggi «sta meglio» nonostante sia ancora provato. 

Il canone Rai non pagato dal 2001 ad oggi, per un debito complessivo di circa 1.400 euro. È questo, secondo il gip e il pm di Bergamo, l’unico debito di Luigi Martinelli nei confronti del fisco. Questa mattina in carcere l’uomo aveva dichiarato di dovere all’erario anche altri 40.000 euro, di cui però non ci sono tracce, senza specificare per quale motivo. In merito all’abbonamento alla televisione Martinelli ha detto al giudice di non averlo pagato perchè è una tassa che «non sopporta». A quanto risulta dalle indagini finora condotte a suo carico l’imprenditore non avrebbe altri debiti nè con lo Stato nè nei confronti di banche o altre persone. L’unico precedente con il fisco risalirebbe al 2003, quando l’uomo pagò 10.000 euro per una vicenda di tasse di successione. 

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