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“Ex Cesalpinia, investiamo sull’edilizia sociale”

I consiglieri comunali del Partito democratico invitano l’amministrazione a ripensare l’accordo nell’area della ex Cesalpinia che ha visto la cancellazione dei dodici alloggi a edilizia sociale e rispettivi box.

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I consiglieri comunali del Partito democratico invitano l’amministrazione a ripensare l’accordo nell’area della ex Cesalpinia che ha visto la cancellazione dei dodici alloggi a edilizia sociale e rispettivi box.

Egregio Direttore, recentemente abbiamo appreso la notizia del possibile accordo tra i proprietari del complesso “Broseta 2” nell’area della ex Cesalpinia ed il Comune di Bergamo. L’accordo consisterebbe nella restituzione di 12 alloggi ad edilizia sociale e rispettivi box realizzati dall’operatore, che dovevano entrare a far parte del patrimonio pubblico, in cambio di una cifra compresa tra 1,4 e 1,6 milioni di euro. Di questi milioni, almeno la metà verranno utilizzate per ristrutturare più di 40 alloggi di edilizia residenziale pubblica, scelti tra i circa 200 attualmente inutilizzabili. La realizzazione di alloggi a canone sociale nell’area completamente riqualificata della Cesalpinia, frutto di una contrattazione non facile, rispondeva ad alcune esigenze: aumentare le disponibilità pubbliche sapendo che, da anni,riusciamo a soddisfare solo il 10% delle richieste del bando pubblico di edilizia sociale, ma soprattutto sperimentare pratiche innovative, insediando un mix tra edilizia sociale e libero mercato, allontanandoci da arcaici modelli di “quartieri” esclusivamente popolari e privi di servizi. Nonostante siano stati mantenuti i programmi precedenti dei Piani di zona dedicati alla residenza a canone moderato e l’housing sociale, va ricordata la scelta dell’attuale amministrazione di ridurre dal 20 al 10% la quota di edilizia sociale “obbligatoria” nei piani di trasformazione urbanistica . Ora, anche alla luce della recente ricerca della CISL Lombarda, che ha evidenziato un eccesso di residenza di libero mercato ed una grave insufficienza di abitazioni a canone accessibile a giovani coppie o ai redditi bassi, sarebbe necessario un ripensamento. Noi, anche per quanto specificato sopra, preferiremmo il mantenimento dei dodici alloggi e dei relativi box. Ma, se l’amministrazione decidesse di proseguire sulla strada dell’accordo con i privati, sarebbe comunque necessaria in primo luogo un’attenta valutazione degli immobili da cedere. In secondo luogo riteniamo doveroso che tutte le risorse ricavate da quella “permuta” (e non solo una parte) siano destinate al recupero degli alloggi esistenti. Non si capisce perché, a fronte di una rinuncia a nuovi e moderni alloggi, non si debba reinvestire totalmente ed integralmente queste disponibilità economiche per sanare la situazione che molti cittadini attualmente esclusi dalla possibilità di avere una casa e di costruirsi un futuro oggi vivono. In questo modo metteremmo in moto un nuovo ciclo edilizio, basato soprattutto sulla ristrutturazione del patrimonio esistente. Questa sarà la posizione che il Partito Democratico assumerà in Consiglio Comunale, alla modifica della convenzione attualmente in essere.

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Commenti

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  1. Scritto da Pluto

    Non mi pare assolutamente necessario abitare proprio nel centro della città’ e per di più’ in una casa nuova di pacca. A meno di 5 km di distanza in linea d’aria i prezzi sono minor del 30%. Troppi vogliono l’edilizia a prezzo convenzionato per rivenderla pochi anni dopo a prezzo di mercato.

    1. Scritto da Giusto

      Hai ragione chi guadagna 1200 euro non ha diritto di vivere in citta’…..ricordati Che le lotte di classe nascono per affermazioni Che tu fai……

    2. Scritto da diffidente

      E già meglio che i meserabili abitino i periferia in quartieri appositi a su di Grumello al Piano, ma per piacere il suo razzismo e classismo è schifoso. E poi cosa centra col fatto che vengono ceduti a un certo prezzo e la metà dei soldi non è chiaro dove finisca al posto di ristrutturare ciò che andrebbe ristrutturato per esssere assegnato a chi ne ha bisogno?

      1. Scritto da Pluto

        Razzista sarà’ Lei visto che il 90% dei bergamaschi non abita in citta’ e nemmeno nei suoi quartieri. E ci abitano benissimo sicuramente – in moltissimi comuni- assai meglio che i cittadini di Bergamo. Se non altro perché’ hanno meno inquinamento e guadagnano anche dieci anni di vita in piu’. E sulla furbata dell’edilizia convenzionata si informi meglio ( o e’ fin troppo informato).

        1. Scritto da Francesco Macario

          Dunque ci spieghi lei come stanno le cose, ma con nomi, date e fatti. Se no è maglio che taccia…… Gente come lei è semplicemente ripugnante!

  2. Scritto da Ex lex

    ex cisalpina…..io 30enne chiedo i prezzi delle abitazioni in costruzione per potermi finalmente comprare un piccolo bilocale…….234000 per 60 metri commerciali……qualcuno mi spieghi con 1200 euro di stipendio Che futuro posso costruirmi? Il comune non dovrebbe muoversi e costruire case a prezzi sostenible¿.